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Paola Caridi
Hamas Dalla resistenza al regime
Feltrinelli, pagg.352, € 20,00
Nel panorama della letteratura scientifica dedicata alla storia politica del Medio Oriente contemporaneo, la nuova edizione del volume di Paola Caridi Hamas. Dalla resistenza al regime (Feltrinelli, 2023) rappresenta un contributo imprescindibile. Pubblicata originariamente nel 2009, l'opera torna oggi in una versione profondamente aggiornata, rielaborata alla luce degli sviluppi politico-militari che hanno investito la Striscia di Gaza e l'intero sistema di potere di Hamas fino all'attacco del 7 ottobre 2023. L'autrice, con una solida formazione storiografica e una lunga esperienza sul campo come corrispondente a Gerusalemme e al Cairo, affronta l'oggetto della sua analisi con metodo rigoroso, evitando derive ideologiche o semplificazioni analitiche.
La struttura del volume si articola in una narrazione densa e stratificata, che attraversa l'evoluzione del movimento islamista dalla sua genesi, nel contesto della prima Intifada (1987), fino alla sua trasformazione in regime de facto nella Striscia di Gaza. L'opera si fonda su un corpus di fonti composito: materiali d'archivio, documentazione prodotta dallo stesso movimento, testimonianze dirette raccolte sul campo e un uso calibrato della stampa araba e internazionale. Tale impianto metodologico consente all'autrice di restituire la complessità di Hamas non solo come attore politico-militare, ma come fenomeno sociale radicato in un tessuto comunitario ampio e stratificato.
Uno degli assunti centrali del lavoro – sviluppato con coerenza lungo l'intera trattazione – è che Hamas non possa essere compreso esclusivamente come emanazione del fondamentalismo religioso. Al contrario, Caridi evidenzia come il movimento islamista abbia saputo occupare un vuoto lasciato da Fatah e dall'Autorità Nazionale Palestinese, proponendosi come soggetto capace di fornire welfare, assistenza sanitaria, istruzione e un'identità politica alternativa, soprattutto in fasi di acuta crisi sociale. L'analisi del consenso ottenuto da Hamas nelle elezioni legislative del 2006 (in cui il movimento ottenne 74 seggi su 132, con il 44,45% dei voti popolari secondo i dati della Palestinian Central Elections Commission) viene inserita all'interno di un più ampio processo di disillusione nei confronti dell'élite palestinese storica e di delegittimazione della diplomazia internazionale.
L'opera insiste su quattro aree principali di radicamento del movimento – Gaza, Cisgiordania, diaspora e il sistema carcerario israeliano – identificando in esse le matrici della resilienza di Hamas, anche dopo le numerose offensive militari israeliane e l'eliminazione mirata di gran parte della leadership storica (tra cui Ahmad Yassin nel 2004, Abdel Aziz al-Rantisi nel 2004, e Ismail Abu Shanab nel 2003). Dal 2007, anno in cui il movimento assume il controllo esclusivo di Gaza dopo la rottura con Fatah, Hamas consolida un apparato istituzionale e militare che ne muta progressivamente la fisionomia. Caridi analizza in dettaglio questa transizione da movimento a regime, soffermandosi sulle modalità con cui il partito islamista esercita il potere attraverso una governance autoritaria ma capace di interazione con la società locale, malgrado il blocco imposto da Israele ed Egitto e l'isolamento internazionale.
Il testo si distingue anche per l'attenzione rivolta alle trasformazioni interne all'organizzazione. In particolare, l'autrice segue l'evoluzione dell'ala politica e quella militare (le Brigate Izz al-Din al-Qassam), osservando come le relazioni tra i due segmenti si siano progressivamente assottigliate, con una crescente influenza della componente armata sulla direzione strategica complessiva del movimento. La carta politica del 2017, in cui Hamas si dichiara disposto a uno Stato palestinese nei confini del 1967, viene qui analizzata come tentativo di rilegittimazione esterna più che come reale revisione ideologica. Questa prospettiva si dimostra particolarmente utile per comprendere le ambiguità strutturali della leadership attuale, sospesa tra radicalismo militare e pragmatismo tattico.
La dimensione socio-economica della crisi di Gaza è delineata con precisione. I dati riportati – tra cui un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 60% (secondo la World Bank, dati aggiornati al 2023), un PIL pro capite tra i più bassi del Mediterraneo orientale e una dipendenza alimentare che supera l'80% – restituiscono il contesto di deprivazione in cui Hamas ha mantenuto il proprio potere, fungendo da surrogato istituzionale in assenza di alternative. In questo scenario, Caridi evidenzia come anche settori tradizionalmente laici della popolazione abbiano trovato nel movimento islamista un riferimento, più per necessità che per adesione ideologica.
Particolare rilievo merita la trattazione del ruolo delle donne all'interno del movimento. L'autrice non si limita a registrare una presenza residuale, ma mette in luce come le militanti abbiano svolto funzioni attive nei servizi sociali, nella propaganda e persino in ambito militare, sfidando una narrazione stereotipata che riduce Hamas a un fenomeno esclusivamente patriarcale. Questa prospettiva contribuisce a delineare un'immagine più complessa del movimento, inserita nelle trasformazioni socioculturali della società palestinese contemporanea.
L'analisi si conclude con una sezione dedicata agli eventi del 7 ottobre 2023, in cui Hamas ha lanciato un attacco armato senza precedenti contro il territorio israeliano, innescando una risposta militare massiccia da parte di Israele. Pur non potendo offrire una ricostruzione esaustiva dei fatti più recenti – la cui portata storica è ancora oggetto di studio – Caridi fornisce un inquadramento interpretativo coerente, evidenziando come quell'azione rappresenti una cesura non solo militare, ma anche politico-identitaria per il movimento.
Il testo si afferma come un'opera di alto profilo analitico, frutto di una lunga maturazione intellettuale e di un impegno empirico raro nel panorama editoriale italiano. La sua utilità si estende ben oltre gli studi di area sul Medio Oriente, configurandosi come lettura fondamentale per comprendere le dinamiche di trasformazione dei movimenti politico-religiosi, le modalità di costruzione del consenso in contesti di crisi strutturale e la natura ambivalente del potere in uno spazio extralegale come la Striscia di Gaza.
La Redazione
29 luglio 2025 |