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Francesco Ferlaino
Banche e banchieri nel mondo antico, dai Sumeri a Roma imperiale
Edizioni Efesto, pagg.442, € 18,50
In "Banche e banchieri nel mondo antico, dai Sumeri a Roma imperiale", Francesco Ferlaino propone una lucida e approfondita ricostruzione storica delle origini e dell'evoluzione delle pratiche bancarie nel contesto del mondo antico. Attraverso una disamina accurata delle fonti archeologiche, epigrafiche e letterarie, l'autore traccia il percorso che dalla Mesopotamia, cuore della nascita della scrittura e della contabilità, si estende fino alla Roma imperiale, passando per il mondo ellenistico e l'Egitto tolemaico. L'approccio multidisciplinare del libro, che coniuga aspetti storici, economici e giuridici, permette di affrontare in modo equilibrato e completo l'emergere delle prime forme di attività bancaria, in un contesto nel quale le operazioni finanziarie si intrecciano con i mutamenti politici e sociali.
Ferlaino inizia il suo percorso con l'analisi delle prime tracce di denaro e di operazioni finanziarie riscontrabili nelle tavolette cuneiformi sumeriche. La gestione dei prestiti e l'impiego della scrittura per scopi economici nelle prime civiltà mesopotamiche sono elementi centrali per comprendere le origini di un fenomeno che si sviluppa progressivamente con l'espansione delle città-stato sumeriche. Le attività di prestito, la registrazione di debiti e crediti, e l'emergere dei primi strumenti finanziari sono trattati con una meticolosa attenzione ai dettagli storici e linguistici, che rispecchia l'accuratezza e la profondità dell'indagine. In questo contesto, il sistema bancario mesopotamico appare come una necessaria risposta alle esigenze di un'economia complessa, nella quale i commerci e le transazioni interpersonali richiedono forme di garanzia e di gestione dei flussi finanziari.
L'evoluzione del sistema bancario è poi seguita nel mondo ellenistico e in particolare nella Grecia, con l'introduzione di istituzioni che, pur non assumendo la stessa centralità che avrebbero avuto nell'impero romano, svolgevano comunque un ruolo importante nel facilitare le transazioni commerciali e nel fornire prestiti a privati e a enti pubblici. L'analisi delle attività bancarie nell'antica Grecia è arricchita da una riflessione sul ruolo del creditore, con particolare attenzione al modo in cui le pratiche bancarie si inserivano in un contesto sociale e politico più ampio, in cui il prestito denaro non era solo un'operazione economica, ma anche un atto che implicava forti connessioni morali e politiche. L'uso della trápeza – l'istituto bancario greco – è messo in luce come una forma iniziale di impresa che, purtroppo, non riuscirà mai a consolidarsi in un sistema bancario strutturato come quello romano, ma che tuttavia rappresenta un passo fondamentale verso il concetto di "banca" nel senso moderno del termine.
L'analisi si sposta poi sull'Egitto tolemaico, dove la centralizzazione del potere nelle mani della dinastia greco-macedone aveva determinato la creazione di una serie di istituzioni bancarie di stato, che si distinguono per la loro capacità di gestire flussi finanziari di dimensioni più grandi rispetto a quanto avveniva in Grecia. L'autore si concentra sulle modalità di gestione delle ricchezze della corte e delle operazioni bancarie destinate a sostenere l'ordinamento amministrativo e fiscale del regno. In questo ambito, Ferlaino osserva come il concetto di "credito" non fosse ancora ben definito, ma come le operazioni di prestito fossero incentrate su garanzie concrete, spesso sotto forma di beni immobili o risorse naturali.
Il cuore del volume risiede, tuttavia, nell'analisi del sistema bancario romano, dove si assiste a una vera e propria evoluzione nelle modalità di gestione del denaro. L'autore esplora in dettaglio il ruolo dei nummularii (banchieri) e la funzione della mensa argentaria, istituzione che rappresenta l'antecedente diretto delle moderne banche. La Roma repubblicana e imperiale è il contesto in cui le pratiche bancarie si sviluppano in modo più sistematico, grazie anche all'evoluzione delle leggi giuridiche che regolavano le transazioni finanziarie. La creazione di strumenti come i nummus (moneta) e l'uso di strumenti legali per la protezione del credito e del debito portano alla nascita di un sistema che, pur non avendo ancora le caratteristiche di un moderno sistema bancario, rappresenta tuttavia un elemento cardine nell'evoluzione del settore. Ferlaino mostra con chiarezza come le banche romane avessero funzioni complesse che spaziavano dal prestito di denaro per fini commerciali alla gestione delle somme pubbliche, e come l'ordinamento giuridico fosse uno strumento fondamentale per garantirne il buon funzionamento.
L'approccio scelto da Ferlaino è scientificamente rigoroso, ma al contempo accessibile anche ai non specialisti, grazie alla chiarezza espositiva e alla capacità di spiegare concetti tecnici senza mai rinunciare alla profondità dell'analisi. Non mancano, infatti, riflessioni sull'interazione tra economia e politica, sull'evoluzione dei concetti di proprietà e di debito e sul legame tra la crescita economica e l'innovazione finanziaria.
Nel complesso, il libro rappresenta un contributo significativo alla storia economica antica, offrendo una visione completa e sfaccettata della nascita e dello sviluppo dell'attività bancaria. La ricchezza delle fonti utilizzate e l'accuratezza dell'analisi rendono questa opera uno strumento prezioso per comprendere le origini delle istituzioni finanziarie moderne. La combinazione di approfondimento tecnico e narrazione storica è una delle caratteristiche distintive del lavoro, che, pur rimanendo ancorato a un solido rigore accademico, riesce a suscitare l'interesse di chiunque voglia comprendere meglio il ruolo delle istituzioni bancarie nelle società antiche e la loro evoluzione nel corso dei secoli.
La Redazione
17 novembre 2025 |