Atlante geopolitico del Mediterraneo 2025 Stampa E-mail

a cura di Francesco Anghelone e Andrea Ungari

Atlante geopolitico del Mediterraneo 2025

Bordeaux Edizioni, pagg.540, € 26,00

 

anghelone atlante2025  L'"Atlante geopolitico del Mediterraneo 2025", curato da Francesco Anghelone e Andrea Ungari, rappresenta una risorsa di rilevante valore per comprendere la complessità geopolitica e le dinamiche internazionali che caratterizzano questa regione strategica, cruciale per la politica globale, le economie mondiali e le sfide geoeconomiche del prossimo futuro. Giunto alla sua undicesima edizione, il volume propone una sintesi esauriente e aggiornata di una vasta gamma di aspetti storici, geopolitici, sociali ed economici che interessano le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. L'opera si articola in tre sezioni distinte, ciascuna delle quali contribuisce a delineare una visione articolata e sfaccettata di un'area che, purtroppo, ancora oggi è segnata da conflitti, ma anche da potenzialità di sviluppo e collaborazione.

  La prima sezione del volume include i saggi di Gregory Alegi e Stefano Pelaggi, i quali si concentrano sugli interessi di potenze globali come gli Stati Uniti e la Cina nel Mediterraneo. In questa parte del libro, si compie un tentativo di analizzare i cambiamenti in atto nella regione, con particolare attenzione alle strategie adottate dalle superpotenze in un contesto sempre più frammentato e multipolare. Alegi esplora in modo accurato il ruolo storico e le ambizioni degli Stati Uniti, mettendo in luce come la loro presenza nel Mediterraneo sia stata modellata da esigenze economiche e di sicurezza, ma anche da considerazioni politiche relative alla stabilità della regione. Pelaggi, d'altro canto, si sofferma sull'espansione geopolitica della Cina, con una disamina della Nuova Via della Seta e degli investimenti cinesi in vari Paesi mediterranei, concentrandosi sulle implicazioni che questi movimenti hanno sulle dinamiche regionali, sulla cooperazione economica e sulla competizione geopolitica. Entrambi i saggi sono ben documentati, presentando un'analisi equilibrata che esplora anche le sfumature di un contesto internazionale sempre più dinamico e interconnesso.

  La seconda sezione si distingue per l'approfondita analisi dei singoli Paesi che costituiscono la sponda sud del Mediterraneo. Le undici schede geopolitiche, arricchite da dati statistici aggiornati e rigorosi, offrono un quadro d'insieme che aiuta a comprendere le sfide e le opportunità che emergono in ciascun Paese della regione. Gli autori trattano temi cruciali come la stabilità politica, le economie in crescita o in crisi, i conflitti interni e la gestione delle risorse naturali, con un'attenzione particolare agli sviluppi recenti che potrebbero segnare il futuro prossimo del Mediterraneo. Il valore aggiunto di questa sezione risiede nella sua capacità di fornire non solo una panoramica generale, ma anche un'analisi contestualizzata e dettagliata dei fattori che influenzano le politiche interne e le relazioni internazionali di ogni nazione. Il lavoro di sintesi è accompagnato da un corredo di dati statistici, che risultano particolarmente utili per un'analisi quantitativa e fattuale delle dinamiche mediterranee. La ricchezza di informazioni consente di scoprire, per esempio, come la Tunisia stia affrontando una crescente instabilità politica, o come l'Egitto stia tentando di emergere come potenza regionale attraverso investimenti infrastrutturali e una diplomazia più attiva.

  La sezione finale, "Dialoghi Mediterranei", affronta in modo critico l'evoluzione del conflitto siriano, analizzando l'impatto della caduta del regime di Bashar al-Assad sugli interessi geopolitici di Russia, Iran e Turchia. Questo capitolo, attraverso un'attenta analisi dei giochi di potere in corso, illustra le complesse alleanze e contrapposizioni che coinvolgono queste potenze, mettendo in evidenza come la Siria sia diventata un terreno di scontro per le grandi potenze. Si sottolinea come la Russia, pur mantenendo una solida presenza, abbia dovuto adattarsi a nuove dinamiche, mentre l'Iran cerca di consolidare la sua influenza nell'area, e la Turchia, da parte sua, ha cercato di modellare la propria politica mediorientale attraverso un mix di alleanze strategiche e interventi diretti sul campo. La sezione è caratterizzata da una visione acuta delle problematiche regionali, accompagnata da riflessioni che esaminano la possibilità di una pace duratura in una regione dove, tuttavia, la violenza e l'incertezza sembrano prevalere ancora.

  Dal punto di vista metodologico, il libro si distingue per l'equilibrio e la rigorosità delle fonti, che spaziano dalle analisi storiche alle statistiche aggiornate, passando per le riflessioni geopolitiche. La qualità dei contributi, pur riflettendo le diverse prospettive di ciascun autore, si attiene a un approccio critico e analitico che rende l'opera un contributo di grande valore analitico. Ogni sezione è contraddistinta da una solida base empirica, che consente al lettore di navigare attraverso le complessità del Mediterraneo con una visione nitida e informata.

La Redazione

19 novembre 2025