Passato e presente. Fascicolo 126/2025 Stampa E-mail

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Passato e presente
Fascicolo 126/2025 All'origine di una svolta
Il biennio 1973-1974 in Italia


Franco Angeli, pagg.239, € 28,00

 

aavv passatopresente126  Negli studi sull'Italia repubblicana, il biennio 1973-1974 occupa una posizione strategica, poiché concentra una serie di fratture economiche, politiche e culturali che segnano la fine di un ciclo storico apertosi nel secondo dopoguerra. La crisi energetica, l'instabilità monetaria, la ridefinizione dei rapporti tra Stato e partiti, l'emersione di nuovi soggetti collettivi e l'intensificazione dei conflitti ideologici concorrono a configurare una fase di transizione che non può essere ridotta a mera anticipazione degli anni successivi. Il fascicolo 126 di "Passato e presente", significativamente intitolato "All'origine di una svolta. Il biennio 1973-1974 in Italia", affronta questo snodo con un'impostazione dichiaratamente problematica, proponendo una lettura che restituisce la pluralità dei processi in atto e la loro interazione su scala nazionale e internazionale.

  Il saggio introduttivo di Monica Galfré svolge una funzione di inquadramento particolarmente efficace, collocando gli anni Settanta entro una prospettiva di lungo periodo che ne mette in luce il carattere liminale. L'autrice interpreta il decennio come spazio di passaggio tra la crisi del paradigma fordista e l'emergere di nuovi assetti economici, politici e simbolici, sottolineando come il senso di fine di un mondo conviva con l'incertezza rispetto a ciò che sta prendendo forma. In questo quadro, il biennio 1973-1974 viene presentato non come episodio isolato, ma come momento di accelerazione e condensazione di tensioni latenti, capace di ridefinire le coordinate del discorso pubblico e dell'azione politica.

  All'interno di questa cornice si colloca il focus di Andrea Possieri sulla corruzione politica e sulla legge per il finanziamento pubblico dei partiti del 1974. Il contributo si distingue per la precisione con cui ricostruisce il dibattito politico e istituzionale che accompagna l'approvazione della legge, mettendo in evidenza le ambiguità e le aspettative che la circondano. L'analisi evita letture retrospettive influenzate dalle vicende successive e restituisce il provvedimento come risposta contingente a una crisi di legittimazione del sistema partitico, inscritta in un contesto di crescente complessità della competizione politica.

  La sezione dei saggi costituisce il nucleo più consistente del fascicolo e offre un'ampia articolazione tematica. Maria Sole Barbieri affronta lo shock petrolifero del 1973 collocando l'Italia entro il quadro delle relazioni europee e transatlantiche, mostrando come la crisi energetica non rappresenti soltanto un vincolo esterno, ma anche un fattore di riorientamento delle politiche economiche e industriali. Il contributo di Tommaso Rebora propone una lettura della sinistra rivoluzionaria che supera i confini nazionali, intrecciando internazionalismo, migrazioni e crisi globale, e mettendo in luce la circolazione di pratiche, linguaggi e modelli politici tra contesti differenti. Liviana Gazzetta analizza la contestazione cattolica tra fine degli anni Sessanta e referendum sul divorzio, evidenziando come le forme di dissenso interno al mondo cattolico contribuiscano a ridefinire il rapporto tra religione, politica e società civile. Noemi Magerand si concentra sul movimento femminista e sul referendum del 1974, restituendo la pluralità delle posizioni e delle strategie adottate dalle diverse componenti del femminismo italiano in un momento di forte esposizione pubblica. Domenico Guzzo, infine, propone una geografia del neofascismo italiano che individua nel 1974 una svolta significativa e attribuisce a Roma un ruolo centrale nei processi di riorganizzazione dell'estrema destra, offrendo una lettura attenta alle dimensioni territoriali e organizzative del fenomeno.

  Gli interventi ampliano ulteriormente lo sguardo, affrontando nodi decisivi per la comprensione del periodo. Marco Bernardi analizza il processo di liberalizzazione del sistema televisivo, mettendone in luce le implicazioni politiche e culturali; Francesco Maccelli riflette sulle trasformazioni dell'economia italiana nel contesto della crisi internazionale, sottolineando le dinamiche di declino e incertezza che emergono a partire dal 1973; Andrea Sangiovanni ricostruisce l'esperienza delle televisioni via cavo come laboratorio di sperimentazione in una fase di transizione del sistema dei media. Particolarmente significativo è anche il contributo di Aurora Iannello sulle reazioni al golpe cileno del 1973 nel mondo politico torinese, che mostra come un evento internazionale possa fungere da catalizzatore di ridefinizioni identitarie e conflitti locali.

  Le sezioni di rassegna e di schede completano il fascicolo offrendo strumenti di sintesi e riflessione critica. La rassegna di Camillo Robertini sul rapporto tra Italia e golpe cileno propone un bilancio delle principali interpretazioni storiografiche e dei dibattiti politici, mentre la scheda di Monica Galfré su violenza politica e terrorismo richiama un tema centrale del decennio, collocandolo con rigore nel contesto cronologico e concettuale del periodo. La nota del Comitato di Redazione dedicata a Giancarlo Jocteau contribuisce infine a restituire la memoria di uno studioso che ha avuto un ruolo significativo nel rinnovamento degli studi sulla storia contemporanea.

  Nel suo complesso, il fascicolo 126 di "Passato e presente" conferma la vocazione della rivista a una storia critica del presente, attenta alle intersezioni tra dimensione nazionale e contesto internazionale e offre un contributo rilevante alla comprensione delle origini di una svolta che continua a interrogare il nostro tempo.

La Redazione

16 dicembre 2025