Nietzsche e Marx si davano la mano Stampa E-mail

Marcello Veneziani

Nietzsche e Marx si davano la mano
Vita, intrecci e pensiero dei due profeti che sconvolsero il mondo


Marsilio Editori, pagg.240, € 18,00

 

veneziani nietzsche  Marcello Veneziani offre, in "Nietzsche e Marx si davano la mano", un esame comparativo delle traiettorie esistenziali e dottrinali di due pensatori cardine del pensiero moderno, Friedrich Nietzsche e Karl Marx.

  L'autore impiega una cornice narrativa ipotetica per ancorare l'indagine: un presunto incontro fortuito a Nizza il 5 maggio 1882, quando il filosofo di Röcken, afflitto da malesseri cronici e alla ricerca di climi miti dopo soggiorni in Italia meridionale, si imbatte nell'economista di Treviri, reduce da cure termali e privo della sua iconica barba, anch'egli attratto dal sole mediterraneo.

  Tale espediente, pur romanzesco, serve a Veneziani per tracciare paralleli biografici che rivelano convergenze inaspettate, quali l'entusiasmo condiviso per la civiltà ellenica classica, il rifiuto radicale delle credenze religiose e un anelito idealista che lega il titano prometeico al dio dionisiaco in una visione romantica del sovvertimento umano.

  Al contempo, l'analisi evidenzia divergenze strutturali nelle preferenze esistenziali: Nietzsche predilige la solitudine montana, l'introspezione estetica e gli orizzonti paesaggistici, mentre Marx gravita verso le narrazioni storiche, le aggregazioni collettive e le analisi materiali dell'economia.

  Procedendo oltre le vite private, il saggio disseziona le architetture concettuali di questi innovatori della crisi e del rinnovamento, dalla proclamazione della fine delle divinità alla previsione della disgregazione antropologica, attraverso categorie come conflitto dialettico, mutamento rivoluzionario e decostruzione ideologica, strumenti teorici che, rimasti in potenza durante le loro epoche, hanno prodotto eredità ibride, conflittuali e opposte nel Novecento, per riverberarsi nelle contraddizioni odierne con proiezioni verso orizzonti futuri.

  Veneziani, attingendo alla propria formazione giovanile segnata dall'ammirazione per "Così parlò Zarathustra" e dal confronto obbligato con l'egemonia marxiana degli anni Settanta, restituisce a queste personalità una dimensione terrena e complessa, invitando lettori di tradizioni ideologiche avverse a un reciproco riconoscimento, a un'interlocuzione serrata e a una misurazione intellettuale, configurando l'opera come uno stimolo al dibattito che, pur radicato in una prospettiva conservatrice, interroga con rigore le radici delle fratture contemporanee.

La Redazione

26 gennaio 2026