L’uomo eterno Stampa E-mail

Gilbert Keith Chesterton

L'uomo eterno

Rubbettino, pagg.352, € 18,00

 

chesterton uomoeterno  Gilbert Keith Chesterton nacque nel 1874 a Kensington, Londra, da una famiglia di cattolici praticanti. Fin dall'infanzia dimostrò una grande passione per la lettura e la scrittura, tanto da scrivere già un'opera teatrale all'età di tredici anni. Studiò presso la St. Paul's School di Londra e successivamente alla Slade School of Art, ma abbandonò gli studi poco dopo.

  Iniziò a lavorare come giornalista per il "Daily News" nel 1900 e successivamente per il "Daily Telegraph", acquisendo fama grazie ai suoi articoli satirici e polemici. Nel 1905, pubblicò il suo primo romanzo, "The Napoleon of Notting Hill", seguito da numerosi libri di saggi, raccolte di poesie e romanzi, tra cui "Il candore del padre Brown", una serie di storie poliziesche che hanno come protagonista un sacerdote cattolico.

  Chesterton divenne uno dei principali scrittori e intellettuali attivi nell'Inghilterra del primo Novecento, conosciuto per la sua difesa della fede cattolica, della democrazia, dell'antimodernismo e dell'ortodossia cristiana. Era molto amico di alcuni dei più grandi scrittori dell'epoca, tra cui Hilaire Belloc e George Bernard Shaw.

  Durante la Prima Guerra Mondiale, Chesterton sostenne la causa britannica, ma la sua opinione sulla guerra cambiò drasticamente quando divenne chiaro il vero costo in termini di vite umane e sofferenza. Dopo la guerra, criticò il Trattato di Versailles come un trattato ingiusto che avrebbe portato a una nuova guerra.

  Negli ultimi anni della sua vita, Chesterton soffrì di problemi di salute e morì a Beaconsfield, nel Buckinghamshire, nel 1936, all'età di 62 anni. La sua figura ha continuato a essere apprezzata come simbolo di un'Inghilterra conservatrice, con una visione del mondo influenzata dalla tradizione cristiana e dall'umorismo britannico.

  Nella sua celebre opera, "L'uomo eterno", G.K. Chesterton si chiede se esista qualcosa di unico che faccia degli esseri umani solamente umani. Questa domanda implica una riflessione più ampia sulla storia dell'uomo e sulla natura della fede cristiana. In un'epoca in cui il materialismo evolutivo di H.G. Wells era in auge, Chesterton espresse la sua convinzione nell'unicità della natura umana e nella particolare verità del messaggio cristiano. Nel contesto del darwinismo sociale prevalente, Chesterton contraddisse l'idea di un progresso della società dall'età primitiva alla civiltà, sostenendo che il barbarismo e la civiltà non fossero fasi successive, ma piuttosto fenomeni contemporanei e paralleli. Questa convinzione derivava dalle storie dell'Egitto e di Babilonia, che dimostravano come le culture antiche fossero tanto sofisticate quanto quelle del presente. Infatti, questo libro influenzò fortemente C.S. Lewis, che lo considerò una tappa cruciale nel suo passaggio dall'ateismo al Cristianesimo. In esso, si intravvede un viaggio spirituale dell'umanità, o almeno di quella occidentale, che si basa sia sulla conoscenza razionale sia sulla fede. In definitiva, si tratta di un libro che nutre la mente e lo spirito e che non può mancare nella biblioteca di chiunque desideri comprendere meglio la natura umana e la storia della civiltà.

  Nell'introduzione del libro, Chesterton suggerisce la posizione migliore per comprendere appieno il cristianesimo. Egli afferma che, per avere una comprensione veramente profonda del cristianesimo, l'individuo deve o rimanere all'interno di essa o uscirne completamente. Tuttavia, Chesterton nota che gli anticlericali e i critici del cristianesimo non possono essere considerati né come chi è all'interno né come chi è all'esterno della fede, ma mantengono una posizione neutra. Quello che li contraddistingue è una sorta di ostilità che fa parte del loro punto di vista. L'Autore sostiene che questo punto di vista, che non è cristiano, ma nemmeno completamente estraneo al cristianesimo, non permette di giudicare in modo obiettivo questa fede senza odio.

  Secondo Chesterton, l'uomo rappresenta una vera e propria rivoluzione nella natura. Nonostante ciò, l'uomo non può essere considerato solamente un insieme di cellule biologiche, ma anche un animale dotato di una serie di abilità uniche come la capacità di formulare un credo religioso o di realizzare opere d'arte. Partendo dall'umanità preistorica, l'Autore si sofferma su due fatti fondamentali nella storia dell'uomo: la famiglia, che costituisce la base per l'organizzazione dello Stato, e il peccato originale, che porta alla creazione del culto dei demoni e alla ricerca dell'accettazione da parte loro. In questo modo, inizia il conflitto tra dèi e demoni, che trova la sua rappresentazione simbolica nella guerra tra Roma e Cartagine, con il paganesimo migliore come vincitore.

  Nella seconda parte del libro, si parla della nascita di Gesù e della speranza che egli ha portato al mondo. Chesterton sostiene che la realizzazione di tutti i desideri umani si può trovare solo in Cristo e nella Chiesa. La fede cristiana è l'unica che riesce a combinare ragione e religione, esperienza naturale e apertura al mistero. L'Autore si sofferma sulla figura di Gesù Cristo e rigetta l'affermazione secondo cui Egli sarebbe un essere umano come tutti gli altri: la figura di Cristo, infatti, non può essere paragonata a quella di altri personaggi storici, poiché il cristianesimo è una fede unica, irripetibile e contraddistinta da una serie di particolarità che lo distinguono dagli altri culti.