Novità


Giuseppe Bottai e la Germania nazista

delia bottai  Il libro ricostruisce le posizioni di Bottai e dell'ambiente intellettuale a lui legato di fronte al nazionalsocialismo e al Terzo Reich nel ventennio intercorso tra la fondazione della rivista "Critica fascista" e il crollo del regime mussoliniano. Oltre al gerarca, ampio spazio viene dedicato ai suoi collaboratori che seguirono con maggiore intensità la vicenda del movimento hitleriano (tra costoro si segnalano soprattutto Mario Da Silva, Ugo Spirito, Delio Cantimori e Giaime Pintor). Sebbene i loro giudizi non sempre riflettessero gli orientamenti di Bottai - coerentemente con la sua attitudine a...

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Il nazionalismo economico italiano

michelini nazionalismo  Pubblicato da una piccola casa editrice di Milano nel 1999, questo saggio sul pensiero economico del nazionalismo italiano ha avuto una certa fortuna presso gli studiosi e mantiene ancora oggi la sua validità storiografica. Sono stati dunque minimi gli aggiornamenti apportati, soprattutto alla bibliografia. Sui singoli protagonisti di questa storia sono state pubblicate, talvolta, ricerche significative, che confermano le tesi sostenute dall'Autore. In altri casi, le ricerche apparse in questo intervallo di tempo non si sono occupate di uno degli argomenti più importanti: quello del nesso...

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Rifugio in un mondo senza cuore

lasch rifugio  Apparso per la prima volta nel 1977, questo libro, che affronta la disgregazione della vita familiare nella società contemporanea, fu accolto dalle recensioni entusiastiche della stampa di destra e dalla disapprovazione aperta degli ambienti della sinistra radicale, dai quali Christopher Lasch pure proveniva. Per i primi, l'opera costituiva «una vivace difesa dei valori tradizionali» che, una volta fatta astrazione dalle «sciocchezze marxiste» che la puntellavano, ne faceva un «libro meravigliosamente reazionario». Per i secondi, l'opera mirava semplicemente a...

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Arafat. Il sovrano senza Stato

limiti arafat  Il conflitto israelo-palestinese è stato esacerbato dalla ritrosia della comunità internazionale a riconoscere l'identità di un popolo, perché serviva «una terra senza identità pubblica, senza storia, senza leader, ma fino a quando Arafat avesse continuato ad essere a capo della malandata Autorità palestinese avrebbe continuato a dirsi il capo di un popolo e a fare di tutto, nel bene e nel male, per dare un volto umano e un'identità collettiva ai palestinesi». A novant'anni dalla nascita di Yasser Arafat, e a quindici dalla sua scomparsa, Stefania Limiti ripercorre le tappe della vita di questo personaggio...

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