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Racconti di guerra

solzenycin raccontidiguerra  Negli anni tra il 1993 e il 1998, dopo i romanzi e i cicli narrativi che l'hanno reso famoso nel mondo, Solženicyn torna ad affrontare la misura breve del racconto con esiti di indiscutibile intensità ed efficacia. Nel solco delle narrazioni sull'"Uomo nuovo" (Jaca Book, 2013), i tre racconti e il romanzo breve contenuti in questo volume, ancora inediti in Italia, affrontano la guerra, non solo quella dei campi di battaglia del secondo conflitto mondiale ma anche quella per preservare la "casa dell'uomo", messa in pericolo da speculatori vecchi e nuovi. E, nella società postsovietica, la guerra del profitto...

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L'uomo nuovo. Tre racconti

solzenycin uomonuovo  Dopo l'esordio nel 1962 con "Una giornata di Ivan Denisovic" e altri racconti che l'avrebbero reso famoso nel mondo, il premio Nobel Aleksandr Solženicyn si dedica a romanzi e cicli narrativi sempre più imponenti. Negli anni Novanta, tornato in Russia dopo la permanenza americana, Solženicyn si dedica con estrema efficacia alla forma breve dei racconti. I protagonisti dei tre racconti sull'Uomo nuovo, inediti in italiano, ci riportano agli anni Venti del Novecento. Sono personaggi sul cui entusiasmo e dedizione dovrebbero edificarsi il Mondo nuovo e l'Uomo nuovo preconizzati dalla Dottrina e dalla...

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La mano mozza

cendras manomozza  Cronaca di episodi realmente vissuti (almeno in parte) dall'autore durante il primo conflitto mondiale, "La mano mozza" è una delle opere più straordinarie tra quelle che hanno saputo raccontare e, per certi versi, reimmaginare la Grande Guerra. Più visionario dei capolavori di Dos Passos e Hemingway, più estremo di Celine, racconta la storia di un gruppo di soldati della Legione Straniera sul fronte della Somme, sbandati fomentati da ogni barbarie, pronti a morire per una patria non loro. Tra questi sgomita lo stesso Cendrars: primo per efferatezza, primo nell'affrontare il pericolo...

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La follia della finanza

palmieri follia  "La globalizzazione sta sfuggendo al controllo dei suoi promotori. Essa sta mostrando la sua faccia peggiore, quella di strumento di sfruttamento economico e di allargamento e aggravamento della divisione fra l'agiatezza del nord e la miseria del sud del Pianeta. I suoi sostenitori continuano a propagare l'assunto che essa sarebbe il toccasana per aprire i mercati mondiali e fare partecipare tutti alla produzione di nuova ricchezza. Anche se questa fosse teoria corretta (non lo è), la globalizzazione, come intesa oggi, è comunque destinata all'insuccesso, perché il suo presupposto ideale - un mondo...

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