La depressione creativa di E. Cioràn Stampa E-mail

Raffaello Vizioli - Lucia Orazi

La depressione creativa di E. Cioràn

Edizioni Universitarie Romane, pagg.200, Euro 18,00

 

depressionecreativa.jpg  IL LIBRO – Nel libro sono selezionati e commentati, fra la vastissima produzione dello scrittore francese Cioràn, una serie significativa di aforismi, dai quali emerge come egli abbia saputo superare e convivere con la propria depressione attraverso l’esternazione dei suoi stati d’animo. La storia della creatività nelle sue varie espressioni, nella pittura, nella musica, nella scrittura, ci propone molti esempi di come si possa riuscire a convertire un male di vivere in produzioni artistiche (Van Gogh, Tschaikowsky, Pessoa).

 

  DAL TESTO – “Tornando a Cioràn e agli aforismi sull’ansia colpisce che un ragazzo di 23 anni possa arrivare a concepire la morte come radice dell’ansia e, aggiungiamo noi, di tutte le nevrosi come ci sarà dato di approfondire meglio con l’aiuto del libro di Meyer su “Morte e nevrosi”. E, sarà magari a scopo scaramantico, i più moderni classificatori di sintomi hanno cancellato sia la morte che il Nulla dai loro pur densissimi elenchi. Forse ha capito di nevrosi più un giovanissimo scrittore rumeno che tutto il trust di cervelli impegnati a stilare dalla A alla Z sintomi di disagio esistenziale usando il metodo tassonomico di Linneo. In effetti quando Cioràn inverte il rapporto tra l’angoscia e il Nulla riteniamo che egli consideri che sia necessaria quella particolare sensibilità che crea l’angoscia e che è questa che a sua volta crea il Nulla: il concetto dell’angoscia generatrice dei suoi oggetti, dell’angoscia che fa nascere le sue cause è quasi incredibile che abbia potuto essere formulato da un ragazzo di poco più di venti anni. Pensate ai ventenni di oggi. Traspare, anzi, è palese un certo orgoglio che dovrebbe provare chiunque viva nell’angoscia perché questa è anche fonte di allargamento di orizzonti e non può essere solo espressione della filosofia. Quest’ultima considerazione andrebbe letta, riletta e meditata, anzi imparata a memoria come noi ex-bambini facevamo con le preghiere della sera. Cioràn non poteva sapere, né credo abbia mai saputo, che cosa significa riduzionismo. Aveva solo 38 anni ed era già francese (non più rumeno) ma anche il trasferimento definitivo in Francia non poteva renderlo edotto di un termine diventato molto di moda negli ultimi anni, da quando cioè la corrente “maggioritaria” della psicopatologia riduce appunto sentimenti, effetti, idee, al gioco incrociato dei neurotrasmettitori e dei potenziali elettrici cerebrali”.

 

  GLI AUTORI – Assistente, negli anni '50 e '60, del prof. Mario Gozzano, Raffaello Vizioli è stato poi titolare di Neuropsichiatria nelle Università di Cagliari e Napoli e successivamente titolare di Neurologia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Si è interessato in modo particolare ai problemi della Neurofisiologia clinica e ai rapporti mente-cervello. E' autore di oltre 250 pubblicazioni. E' membro onorario della Società francese di Neurologia e della Società tedesca di Neurofisiologia. 

  Lucia Orazi (Roma, 8 agosto 1974). Specializzanda presso la I Scuola di Specializzazione in Psichiatria, diretta da Paolo Pancheri. Molto interessata ai problemi di psicopatologia e psicodinamica di artisti e di scrittori. Ha pubblicato lavori sulla caratteropatia epilettica e sulla pittura di Bacon.

 

  INDICE DELL’OPERA – Prefazione, di Bruno Calmieri – Introduzione – Capitolo I. Psicologia della scrittura – Capitolo II. Aforismi commentati – Conclusioni – Bibliografia