Metodo della sopravvivenza Stampa E-mail

Dante Virgili

Metodo della sopravvivenza

Pequod, pagg.224, Euro 18,00

 

dantevirgili.jpg  IL LIBRO - Quattro anni fa Pequod pubblicava La distruzione di Dante Virgili, libro che Mondadori aveva già editato nel 1970. Un romanzo in lode al Nazionalsocialismo, un'opera estrema, difficile, controversa, l'unico testo dichiaratamente hitleriano della letteratura italiana. Nel '70 La distruzione non ricevette l'attenzione che meritava, ma negli anni a seguire si aprì attorno al romanzo un acceso dibattito, tanto che, quando Pequod nel 2003 lo ripropose in libreria, il testo venne accolto con clamore. Oggi Pequod ripete la sfida pubblicando l'inedito Metodo della sopravvivenza, il secondo romanzo di Virgili che insieme a un terzo mai scritto avrebbe dovuto comporre un'ideale trilogia. Come il precedente, anche Metodo della sopravvivenza è un libro estremo, "aristocratico", che sembra inevitabilmente destinato a suscitare scalpore e polemiche. Un romanzo che nel 1991 scatenò il braccio di ferro tra chi era favorevole e chi contrario alla pubblicazione. L'anno successivo Virgili morì e il suo Metodo della sopravvivenza non fu mai pubblicato.

  "È arduo trovare un'intesa con l'altro da sé. Forse l'unico rapporto tra esseri umani di qualche soddisfazione è quello sessuale, affidato all'incontro dei corpi. Questo è per Dante Virgili il "Metodo della sopravvivenza". Nessun legame che non passi attraverso la carnalità sembra capace di interrompere la solitudine del protagonista, un professore di tedesco non più giovane che consuma le sue giornate nella Milano estiva del 1990. Nessun evento particolare, non una trama. Solo pensieri, ricordi d'incontri con corpi di uomini e donne, desideri di nuove avventure. È una celebrazione dell'erotismo, che esplode in una sessualità sfrenata, non usuale, in cui il corpo si fa altare del piacere, attraverso il dolore spasmodico, che prelude all'urlo dionisiaco del nichilismo ad alzo zero.

  "Il professore vive da solo. Pochi i contatti con il mondo esterno, teatro di eventi eccezionali, che come un'eco arrivano nel suo salotto borghese, attutiti dalla penombra, come la calura estiva. Sui giornali si festeggia la riunificazione tedesca, la caduta del muro di Berlino, mentre la televisione trasmette le semifinali dei mondiali di calcio". (dall'Introduzione di Pietrangelo Buttafuoco)

 

  DAL TESTO - "Lo stesso giorno dell'invasione del Kuwait, bene, qualcosa può maturare. La marcia inarrestabile di Saddam, gli Stati Uniti non escludono un intervento militare. Ancora una volta s'ingolfano nei problemi altrui. L'embargo contro l'Iraq. Agosto, propizio a sconvolgimenti, guerre, come la Prima guerra mondiale che scoppiò nell'agosto del '14. Nello stesso mese del '39 il patto Hitler-Stalin favorì l'inizio della seconda. Poi. L'intervento diretto degli americani nel Vietnam, bombardando basi a Nord, nell'agosto 1964. Oggi i tedeschi devono tenere lontano il dito da tutti i grilletti [...]".

 

  L'AUTORE - Dante Virgili è nato a Bologna nel 1928 ed è morto a Milano nel 1992. Dopo aver lavorato presso la Fondazione Garzanti di Forlì, si è trasferito a Milano, dove ha lavorato nell’editoria. Ha pubblicato per lo più romanzi western libri di avventure e gialli per ragazzi, sotto vari pseudonimi, prima di approdare con La distruzione alla Mondadori, nel 1970. Il libro passò inosservato, cadde nell’oblio, e il successivo, Metodo della sopravvivenza rifiutato dalla Mondadori e pubblicato da Pequod.

 

  LA CRITICA - "Scrivere talora in lingua tedesca per gli italiani, affermando il loro non sentirsi italiani, accomuna Piero Buscaroli, Quirino Principe, Adriano Romualdi e Dante Virgili, autori scontenti, geniale ma frustrata frangia della generazione nata fra gli ultimi anni Venti e i primi anni Quaranta. Lambiti nell'infanzia e nell'adolescenza dalla seconda alleanza italiana, dopo la Triplice, con la Germania, indecisi e infine delusi davanti alla terza (Nato) e alla quarta (Mec, poi Cee, poi Ue), costoro hanno lasciato testimonianze del loro disagio politico, culturale, estetico. E, se non sono nati a Milano, vi hanno vissuto o vi fanno riferimento per il lavoro giornalistico-editoriale e/o vi abitano.

  "È la Milano dei campionati del mondo del 1990, vinti dalla Germania, lo sfondo del libro postumo di Virgili (1928-1992), Metodo della sopravvivenza da poco pubblicato dalle edizioni peQuod. Convulso, prolisso, ripetitivo, Metodo della sopravvivenza è una sorta di seguito de La distruzione (Mondadori, 1970), opera d'impronta céliniana - quarant'anni fa ciò aveva ancora un senso - ambientata nel 1956 delle contemporanee crisi di Suez e di Budapest. Metodo della sopravvivenza non ne ha la relativa originalità, tanto meno la forza. Non contribuisce dunque alla storia delle patrie e tantomeno delle germaniche lettere; contribuisce però all'esame del declino nazionale nell'immediato dopoguerra (fredda); illumina la parte di nazione, che nella nazione aveva creduto, nel momento delicato nel quale anche la sovranità nazionale, sopravvissuta alla sconfitta del 1943, tracolla. L'Italia - che fra 1962 e 1972 aveva saputo tenersi fuori dal Vietnam - viene coinvolta in guerre altrui: fin qui non è una novità. Ma ora lo fa per interessi contrari ai suoi. E notarlo è il vero pregio dell'opera di Virgili. Nel suo libro si coglie il contrasto fra la cronaca di una città che pensa - come l'Italia degli albori «padani» - in piccolo e la grande eco che la sua stampa dà dell'unificazione tedesca, seppur parziale: un evento storico, sebbene, rispetto ai confini del 1937, manchino sempre alla Germania i territori ceduti alla Polonia e all'Unione Sovietica. Ma più ossessiva ancora è l'evocazione di una sessualità promiscua, costante che separa la prosa di Virgili da quella degli altri «germani» d'Italia.

  "Oltre al libro di Virgili, è ora in vendita un dvd con una miscela fra documentario su Virgili (vari intervistati, ma solo Ferruccio Parazzoli e Antonio Franchini lo conobbero personalmente) e lo sforzo di Simone Scafidi di rappresentare la devianza di Virgili, più in chiave psicologica che ideologica. Si avverte la cerebralità dell'«operazione Virgili»: farne un'icona della marginalità, un Bukowski non tanto d'origine tedesca, ma di nostalgie naziste, prestato a Milano e affittato al vintage di un'epoca". (Maurizio Cabona, «A Milano torna il caso Virgili», il Giornale, 15 aprile 2008)

 

  INDICE DELL'OPERA - Introduzione, di Pietrangelo Buttafuoco - Parte prima. SOTTO IL DUOMO SVENTOLA LA BANDIERA TEDESCA «Corriere della sera», 8 luglio 1990 - I. Domenica, 1 luglio - II. Lunedì, 2 luglio - III. Martedì, 3 luglio - IV. Mercoledì, 4 luglio - V. Giovedì, 5 luglio - VI. Venerdì, 6 luglio - VII. Sabato, 7 luglio - VIII. Domenica, 8 luglio - Parte seconda. GORBACIOV INCORONA KOHL «la Repubblica», 17 luglio - I. Martedì, 17 luglio - II. Domenica, 22 luglio - III. Mercoledì, 25 luglio - IV. Venerdì, 27 luglio - V. Lunedì, 30 luglio - Parte terza. GUERRA: L'IRAQ OCCUPA IL KUWAIT «Corriere della sera», 3 agosto 1990 - I. Giovedì, 2 agosto - Domenica, 5 agosto - Note