Limes Rhaetiae. Una disperata guerra di confine nel 165 d.C. Stampa E-mail

Massimo Drago

Limes Rhaetiae. Una disperata guerra di confine nel 165 d.C. 

AIPSA Edizioni, pagg.312, Euro 13,00

 

limesrhaetiae.jpg  IL LIBRO – Provincia romana di Rezia, 165 d.C. Un pugno di uomini difende disperatamente, ostinatamente, la fortificazione confinaria che separa la romanità dalla barbarie. Non è solo una lotta per la vita, è una lotta per la civiltà. Romani e Germani si disputano a colpi di spada il privilegio di imporre la propria impronta genetica sul mondo che verrà. Il limes tiene, il limes crolla... ma quand’è che ci si può dire veramente vincitori? Qual è il confine tra noi e loro? Quale, tra passato e presente?

 

  DAL TESTO – “Le legioni sono dotate anche di macchine da guerra. Molte di queste sono predisposte in funzione degli scopi che via via ci si prefigge e sono approntate prima di una spedizione o direttamente nel corso di una campagna dagli ingegneri che accompagnano la legione. Possono essere, per esempio, arieti o torri d’assedio, ponti mobili e così via. Sempre a disposizione sono invece tenute le macchine da lancio, che sono agevoli da maneggiare perché munite di ruote. Generalmente, ogni centuria ha in dotazione una catapulta e ogni coorte una balista – di dimensione maggiori – e deve curare che sia messa in posizione e fatta funzionare dislocando alcuni uomini, detti “ballistarii”, a questo scopo. Ne risulta così che la legione dispone normalmente di una sessantina di catapulte e dieci baliste. Nel nostro caso di Rezia, però, trattandosi di difendere una lunga fortificazione, questo numero di macchine era stato aumentato. Le macchine da lancio hanno un’efficacia superiore a quello che si potrebbe a prima vista credere. Servono egregiamente alla legione quando si deve dare l’assalto a qualche fortezza o città fortificata dal nemico, perché permettono di abbatterne le mura o, scagliando proiettili incendiari, di dare fuoco alle costruzioni interne. Ma dispiegano grande efficacia anche contro una truppa schierata in campo aperto – sia essa di fanteria o cavalleria o mista – e contro le macchine di cui sia eventualmente in possesso il nemico. Di più: esse sono talmente preziose che persino le navi da guerra grandi e piccole le montano sui loro ponti per combattere contro le navi nemiche o – come nel caso di Rezia – per pattugliare i fiumi”.

 

  L’AUTORE – Massimo Drago (1966), originario della città di Corbetta (Mi), si è laureato in giurisprudenza e attualmente si occupa di editoria giuridica e giornalismo finanziario. Ha pubblicato un cinquantina di volumi di taglio tecnico-professionale, ma la sua passione divorante è la romanità. Ha messo a frutto anni di studi approfonditi sul mondo romano con la pubblicazione di due saggi: Storia della civiltà romana (2002) e Senatus populusque (2004). Con Limes Rhaetiae si propone di fondere la divulgazione scientifica con la letteratura di intrattenimento.

 

  INDICE DELL’OPERA – Non un manoscritto. Due. Com’è nato Limes Rhaetiae – Lettera prima – Libro I. Due cavalieri romani – Libro II. Di stanza in Rezia – Libro III. Ombre sul limes – Libro IV. Il limes attaccato – Libro V. Fuori dal limes – Libro VI. Il limes infranto – Lettera seconda – Nota conclusa – Appendici – Glossario