Carlo Michelstaedter. Poesia e ansia di assoluto Stampa E-mail

Maurizio Pistelli

Carlo Michelstaedter. Poesia e ansia di assoluto

Donzelli, pagg.197, Euro 25,00

 

pistelli_michelstaedter.jpg  IL LIBRO - Nonostante la tragica decisione di porre fine alla propria vita all’età di appena ventitre anni e a dispetto della sua inevitabilmente esigua produzione letteraria – una tesi di laurea mai discussa sui concetti di persuasione e rettorica in Platone e Aristotele, una sorta di operetta morale intitolata Il dialogo della salute, un gruppo sparso di poesie; opere per di più non destinate alla pubblicazione – Carlo Michelstaedter viene a ragione considerato autore di primo piano nella storia letteraria italiana del Novecento.

  Nato a Gorizia, formatosi culturalmente a Firenze dove frequenta gli studi universitari, lettore appassionato dei presocratici, di Leopardi, Ibsen, Tolstoj, il precoce filosofo viene qui proposto nella sua veste precipua di poeta, ovvero autore di quel frammentato quanto straordinario Canzoniere, al quale egli affida – meglio che in qualsiasi altra opera – il suo più autentico e straziante testamento spirituale, frutto di un disagio esistenziale che era sì personale, ma anche di un’intera generazione di intellettuali; una raccolta lirica capace dunque di svelare il vero e indomabile io del poeta che, rifiutando qualsiasi facile compromesso, ha l’ardire di non indietreggiare di un passo verso la ricerca di quel tanto agognato mare dell’essere totale, in realtà mai raggiunto se non al prezzo altissimo della morte.

  L’indagine critica su Michelstaedter si chiude con la riproposizione del suo intero corpus poetico, insieme a un ulteriore saggio che mira a mettere in evidenza le non poche affinità letterarie riscontrabili in scrittori, solo apparentemente distanti, quali il nostro giovane suicida e l’umile sacerdote Clemente Rebora.

 

  DAL TESTO - "A colpirmi fin dall'inizio furono al sincerità e la sofferenza della ricerca filosofica di Michelstaedter, il suo coraggio a non barare con la vita, a venire «ai ferri corti» con i più drammatici interrogativi dell'uomo contemporaneo, il suo intransigente rinnegare i vili e facili compromessi di un'esistenza rettorica. L'anomalo canzoniere (oggetto qui di studio) che via via, tra il 1905 e il 1910 egli andò componendo (costituito da testi poetici il più delle volte scritti di getto, sull'onda emotiva di una pressante urgenza interiore; liriche che tra l'altro non prevedevano neppure una successiva pubblicazione) nasce senza dubbio da quella tormentata quanto intransigente Weltanschauung, all'origine anche della sua opera più famosa e celebrata, ossia La persuasione e la rettorica. Ma come è stato ben argomentato (per esempio da Chiarelli) se nel suddetto lavoro in prosa Michelstaedter ci parla dell'auspicabile, raggiungibile mito dell'uomo-persuaso, di colui cioè che riesce a possedere nel presente la propria vita, nella poesia invece si fa strada inesorabile la consapevolezza dello scacco, della irraggiungibilità di tale traguardo".

 

  L'AUTORE - Maurizio Pistelli insegna Letteratura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia. Ha orientato le sue ricerche prevalentemente su autori otto novecenteschi. Tra i suoi volumi ricordiamo: Il «divino testimonio». D’Annunzio e il mito dell’eroica Rinascenza (Mucchi, 1995), «Montalbano sono». Sulle tracce del più famoso commissario di polizia italiano (Le Càriti, 2003), Un secolo in giallo. Storia del poliziesco italiano (Donzelli, 2006).

 

  INDICE DELL'OPERA - Premessa - I. La tormentata biografia - II. La formazione poetica - III. Il «privato» canzoniere: l'inattingibile mare della persuasione - IV. Due poeti assetati di assoluto: consonanze letterarie tra Michelstaedter e Rebora - Le liriche - Riferimenti bibliografici - Indice dei nomi