Il segreto di Piazza Fontana Stampa E-mail

Paolo Cucchiarelli

Il segreto di Piazza Fontana

Ponte alle Grazie, pagg.704, Euro 19,80

 

cucchiarelli_segretopiazza.jpg  IL LIBRO - 12 dicembre 1969, il nostro venerdì nero. In un Paese che dopo il fascismo e la guerra civile si credeva innocente, quattro esplosioni lacerano il pomeriggio invernale, una a Milano e tre a Roma. Per la più grave, alla Banca nazionale dell’agricoltura di piazza Fontana a Milano, moriranno in diciassette. I feriti sono in tutto centocinque. Comincia la strategia della tensione, comincia la stagione dei sotterfugi e delle manipolazioni, della corruzione e dei soprusi: la stagione che dura ancora oggi.

  Leggete, leggete questo libro. La sua serietà, la sua passione per la verità – in un Paese in cui questi sono pregi rari – ha portato l’autore a indagare per dieci anni e a penetrare la cortina di acciaio di un segreto coltivato da tutte le parti politiche. Il segreto indicibile delle doppie bombe, piazzate dagli anarchici e raddoppiate dai fascisti; il segreto delle altre due bombe scomparse e dell’esplosivo utilizzato in quel giorno fatidico; quel che sapeva la DC, quel che sapeva il PCI, quel che sapevano gli USA e la NATO. Un segreto che non salva nessuno. E che spiega anche la tragica morte di Pinelli, Calabresi, Feltrinelli.

  Dopo troppe assoluzioni, dopo che con l'ultima sentenza i parenti delle vittime sono stati condannati a risarcire le spese processuali, il nostro Pasticciaccio finalmente si sbroglia, in un libro che riserva tanti colpi di scena quante sono le sue pagine. Un libro che, ci auguriamo e crediamo, contribuirà a riscrivere un pezzo della storia d’Italia: perché l’Italia merita, oggi, una storia migliore.

 

  DAL TESTO - “Quello di Piazza Fontana è stato fondamentalmente un caso politico e come tale è stato trattato anche nelle aule dei tribunali. In questo genere di casi, ci si può spingere solo fin dove le mani dei contendenti non hanno tracciato una sorta di linea invisibile frutto delle contrattazioni giudiziarie, politiche e storiografiche. Se passi, anche involontariamente, quella linea te ne accorgi subito. La presente inchiesta offre una diversa lettura dei fatti e una soluzione – mai avanzata prima – del segreto su cui l’intera vicenda giudiziaria e politica si è incagliata. Svelato il segreto, il mistero si dissolve, e si rivela l’armatura invisibile che ha sorretto tutto il periodo delle stragi e degli anni di piombo, che ha segnato profondamente un intero arco storico: quello che inizia nel 1969 e si conclude nel 1978 davanti alla Renault 4 con dentro il cadavere del presidente della DC, Aldo Moro”.

 

  L'AUTORE - Giornalista parlamentare da oltre vent’anni, Paolo Cucchiarelli ha seguito per l’ANSA le commissioni parlamentari d’inchiesta sui casi politico-giudiziari più eclatanti degli ultimi anni: Moro, l’attentato a Giovanni Paolo II, Gladio, Tangentopoli, la vicenda Mitrokhin. Ha pubblicato con Aldo Giannuli Lo Stato parallelo (Gamberetti, 1998), libro che ripercorre la storia oscura d’Italia attraverso i documenti e le relazioni della Commissione sulle stragi e il terrorismo. Con Ferdinando Regis ha scritto Mani pulite e bocche aperte (1993), su Tangentopoli, e con Vincenzo Mulè Iraq. La guerra senza volto (2005), sui retroscena dei rapimenti e degli omicidi degli italiani. A Piazza Fontana ha dedicato uno speciale per la rete franco-svizzera Arté, il libro curato con Paolo Barbieri La strage con i capelli bianchi (2003) e il volume Piazza Fontana. Chi è Stato?, allegato all’Unità nel 2005. Tra gli ultimi importanti servizi curati per l’ANSA quelli dedicati al trentennale dell’omicidio Moro, con l’intervista esclusiva al terrorista internazionale Carlos lo Sciacallo, ripresa da tutti i media italiani e da molti quotidiani stranieri, e il servizio che ha permesso per la prima volta di conoscere e far vedere «dall’interno» il tanto favoleggiato archivio di Giulio Andreotti.

 

  INDICE DELL'OPERA - Premessa – Un lampo di sangue – Parte prima. Quello che manca – 1. Dramatis personae – 2. Le altre due bombe e i manifesti «anarchici» - 3. La bomba «modello» che non doveva esplodere – 4. La miccia scomparsa dalla Banca nazionale dell’agricoltura – 5. La bugia politica della strage non voluta e i timer scomparsi da centoventi minuti – 6. Troppe borse per una bomba sola – 7. Le piste dimenticate per le cassette portavalori – Un lampo di sangue 2 – Parte seconda. L’altro taxi, il doppio passeggero, i due ferrovieri – 8. Due taxi a piazza Fontana – 9. Valpreda e il sosia matrioska – 10. Pinelli e l’altro ferroviere anarchico – 11. Doppio cappotto, doppio alibi e la bilocazione di Valpreda – 12. La doppia trappola e la predisposizione del colpevole – Un lampo di sangue 3 – Parte terza. La strategia dell’infiltrazione e della provocazione – 13. Dall’inizio della provocazione alle bombe del 25 aprile – 14. Gli attentati ai treni e gli ordigni in più – 15. Il «22 marzo», le bombe a Roma e i trucchi del SID – Un lampo di sangue 4 – Parte quarta. I cassetti che nessuno vuole svuotare – 16. Le due cordate politiche e i servizi segreti: conflitti e compromessi – 17. La Grecia, la vendetta e l’abbaino – 18. La pista jugoslava e l’altro esplosivo – 19. La preparazione del golpe, la pista tedesca, il ruolo degli USA e dell’Anello – 20. Il segreto di Carlo Digilio e quello di Martino Siciliano – 21. I destini incrociati di Feltrinelli e Calabresi – Conclusioni – Appendici – Nota tecnica di valutazione dei fatti commessi a Piazza Fontana, di Fernando Termentini – Testimonianze – Ringraziamenti – Note – Indice dei nomi