Canti di soldati Stampa E-mail

Piero Jahier

Canti di soldati

Mursia, pagg.96, Euro 15,00

 

jahier_cantidisoldati.jpg  IL LIBRO - Piero Jahier, sotto lo pseudonimo di barba Piero (in dialetto genovese zio Piero), volontario tra gli alpini nella Prima guerra mondiale, ha raccolto nel 1918, per «L’Astico», il giornale delle trincee da lui curato, i testi dei canti di guerra dei soldati della Prima guerra mondiale.

  Mursia ripropone questa raccolta che nelle intenzioni di Jahier doveva servire a un reparto che volesse «fabbricarsi un buon coro di soldati senza bisogno di nulla».

  I canti dei soldati si mescolano a canti popolari, a cori di opere liriche e persino a canzonette per formare un singolare libro in cui attraverso la musica si rivivono momenti cruciali della nostra Storia.

 

  DAL TESTO - "[...] ho raccolto questi canti di soldati così alla buona, a memoria, ma subito.

  "Nel raccoglierli ho ubbidito a una legge sola: che fossero popolari tra noi soldati. La popolarità è una scelta già fatta: vuol dire che corrispondono al nostro sentimento di guerra. Ci ho aggiunto soltanto pochi canti di popoli che hanno un valore universale.

  "Qualcuno troverà che ce ne sono molti veneti. "Ma è naturanel. Non solo perché il Veneto è terra di armonia. Ma perché la guerra è stata nel Veneto, non bisogna dimenticarlo mai".

 

  L'AUTORE - Piero Jahier nasce a Genova nel 1884, in una famiglia valdese di origine piemontese. Dopo la morte del padre, comincia a lavorare nelle ferrovie e intanto si laurea in Legge e in Lettere francesi. Nel 1909 conosce Prezzolini e inizia a collaborare alla rivista «La Voce», di cui è responsabile dal 1911 al 1913. Volontario tra gli alpini nella guerra 1915-18, cura la pubblicazione del giornale di trincea «L’Astico» e poi del suo ideale proseguimento «Il nuovo contadino». Nel 1918 viene pubblicato Con me e con gli alpini (riproposto da Mursia nel 2005), mentre nel 1919 esce la raccolta Canti di soldati e sono riunite in volume le prose sparse del racconto autobiografico Ragazzo. Per il suo atteggiamento antifascista viene imprigionato e perseguitato e per tutto il Ventennio e nel dopoguerra svolge un’intensa attività di traduttore. Muore a Firenze nel 1966.

 

  INDICE DELL'OPERA - Spiegazione - Regole del canto a orecchio - Inno di Garibaldi - All'armi! all'armi! ondeggiano - Inno di Mameli - Inno di Oberdan - Canzone garibaldina - La Marseillaise - Dans le jardin - God save the King - Tipperary - Coro del Nabucco - Coro dei Lombardi - Inno degli sciatori - Rivista al corredo - 'O surdato 'nnamurato - Addio mia bella, addio - Licenza - Lettera - Stornelli dell'artiglieria - Canzone del bersagliere - E la violetta - I tuoi capelli - La sveglia degl'imboscati - Monte Rosso e Monte Nero - Come porti i capelli bella bionda - Arditi - Inno degli Alpini - Sul cappello che noi portiamo - Emigranti - O Dio del cielo - O Tirolesi mandeme a casa - Se te tocco - Reclute - Il 29 giugno - Il mio bene l'è andà via - Dove sei stato mio bell'alpino - Il mazzolin di fiori - Il testamento del maresciallo - La settimana della Leggera - Gobo so pare - Scherzo sulla morosa - L'è ben ver - Ai prèat la biele stele - In cil'ejè une stele - Ce bielis maninis - Ti ricuardistu ninine, dis-al - Olin bevi - O ce biel - O ce biel lusor di lune - Se savessis fantacinis - Sdrindulàile - Cheste viole - Ringraziamenti