Anime morte Stampa E-mail

Nikolaj Vasil'evic Gogol'

Anime morte

Feltrinelli, pagg.352, Euro 10,00

 

gogol_anime.jpg  IL LIBRO - Anime morte racconta delle avventure di un piccolo possidente di nome Pavel Ivanovič Čičikov che vaga per la provincia russa in cerca di servi della gleba. Per arricchirsi con le terre nel governatorato di N. ha infatti bisogno di avere, almeno sulla carta, un certo numero di contadini, ed è per questo che escogita il trucco delle “anime morte”. Lasciato il suo lavoro da impiegato, si aggira per le campagne rovinate da carestia e colera a comperare a poco prezzo i contadini morti dopo l’ultimo censimento che quindi risultano vivi per le istituzioni e per i quali vengono ancora pagate le tasse. Diventa così proprietario di moltissimi servi, che sono un grosso capitale da ipotecare, grazie alla disponibilità di piccoli e grandi proprietari terrieri o di quei notabili cittadini che incontra sul suo cammino, molti dei quali restano immortalati assieme a lui come indimenticabili figure della letteratura. Questo romanzo, concepito sul modello della Commedia dantesca come un grande poema sulla Russia, ha una prima parte, pubblicata, che mescolando rappresentazione realistica e registro grottesco svela i difetti e i vizi del popolo russo, una seconda, edita in maniera incompleta, che mostra una possibile redenzione, e una terza parte, distrutta da Gogol’, che avrebbe dovuto esaltare i valori spirituali, e le doti e le ricchezze morali dei connazionali. Rimane il quadro satirico di una patetica e sonnolenta società, dominata da piccoli impostori, che vive di sotterfugi e inganni. Il capolavoro di Gogol’.

 

  DAL TESTO - "Mentre il signore appena arrivato ispezionava la propria stanza, furono portate su le sue suppellettili; prima di tutto una valigia di pelle bianca un po' sciupata. La valigia l'avevan portata su il cocchiere Selifan, un uomo bassino con una pelliccia di montone, e il servitore Petruška, un garzone sui trent'anni con una larga finanziera di seconda mano, passatagli evidentemente dal padrone, un garzone dallo sguardo un po' severo, che aveva labbra e naso molto grossi. Dopo la valigia furon portati su un cofaneto di mogano con rinforzi in legno di Carelia, una forma per stivali e, avvolta in una carta blu, una gallina arrosto. Quando tutte queste cose furono portate su, il cocchiere Selifan andò nella stalla a darsi da fare intorno ai cavalli, e il servitore Petruška cominciò a sistemarsi nella piccola anticamera, un bugigattolo molto scuro, dove era già riuscito a trascinare il suo pastrano e, con lui, un certo odore suo proprio, che era stato trasmesso anche a un sacco portato lì subito dopo, pieno di abiti da servitore. In questa anticamera egli aveva fissato al muro un piccolo letto a tre piedi, e lo aveva coperto con una specie di piccolo materasso, schiacciato e piatto come una frittella e, forse, unto come una frittella, che era riuscito a farsi dare dal padrone dell'albergo".

 

  L'AUTORE - Nikolaj Vasil'evic Gogol' (Sorociny, Ucraina, 1809-Mosca, 1852) è uno dei più grandi scrittori russi del XIX secolo: comico e drammatico allo stesso tempo, implacabile scrutatore della follia umana. Tra le sue opere maggiori ricordiamo: Veglie alla fattoria presso Dikan'ka (1831-1832), Diario di un pazzo e Il ritratto (1835), L'ispettore (1836), Il neon (1836), Il cappotto (1842), Le anime morte (1842).

 

  INDICE DELL'OPERA - Note sulle pronunce dell'edizione russa - VOLUME PRIMO - Avviso del traduttore (Paolo Nori) - VOLUME SECONDO