I cosacchi di Krasnov in Carnia Stampa E-mail

Fabio Verardo

I cosacchi di Krasnov in Carnia

Aviani & Aviani Editori, pagg.180, Euro 18,00

 

verardo_cosacchi-carnia.jpg  IL LIBRO - Ottobre del 1944. In Carnia, al seguito dell’Esercito tedesco, giunge un contingente militare di occupazione composto per lo più da cosacchi e caucasici che prende possesso del territorio e vi si insedia con le proprie famiglie. Viene così a crearsi una condizione di difficile convivenza tra popolazione locale e cosacchi sullo scenario della lotta partigiana e dell’occupazione tedesca. Questo lavoro si propone di tratteggiare un panorama il più possibile originale e dettagliato di questa vicenda ed in particolare di approfondire il comportamento dei cosacchi del generale Krasnov, la massima carica militare e civile di questo popolo, “Krasnov Piotr Nicolaevic” “Krasnov Piotr Nicolaevic” attraverso due fonti principali: la Testimonianza dall’ingegner Gaetano Cola “Cola Gaetano” ed il Libro Storico della Pieve di Verzegnis redatto da Don Graziano “Boria Don Graziano” Boria. “Boria Don Graziano” Queste due fonti rivestono particolare “Cola Gaetano” interesse sia perché espongono il punto di vista di due testimoni diretti degli eventi, sia perché rappresentano un approccio sicuramente inedito e singolare che reca un notevole contributo nel far chiarezza su alcune questioni sulle quali vi è un certo disaccordo tra le fonti storiche fino ad oggi rese note. Sono poi riportati episodi poco noti o inediti, come la partita a calcio fra cosacchi e partigiani a pochi giorni dalla fine del conflitto, che hanno contribuito, con nuovi elementi, ad una più piena comprensione dei fatti accaduti nel periodo di occupazione cosacca.

 

  DAL TESTO - “A Berlino il generale Piotr Krasnov, coadiuvato dal generale Andrei Grigorievich Shkurò e dal colonnello Lazare Bitscherakow, stava dando vita ad un organo per l’organizzazione dell’Esercito cosacco che fosse riconosciuto ufficialmente dal governo tedesco. Il generale Krasnov, in esilio dopo la sconfitta del movimento di controrivoluzione del 1919, stava infatti cercando di unificare tutte le varie componenti del disperso esercito cosacco e di trovare una soluzione efficace per la grande massa di profughi di origine cosacca. Il generale Andrei Grigorievich Shkurò ed il colonnello Lazare Bitscherakow, al pari del generale Krasnov, furono delle figure di spicco che si impegnarono in prima persona nel corso della lotta contorivoluzionaria. Anch’essi in esilio, non avevano mai abbandonato l’idea di poter restaurare l’antico ordine nella propria patria e videro l’occasione che si presentava loro come forse l’ultima opportunità per l’attuazione dei propri obbiettivi.Gli appelli promulgati da questi anziani ufficiali zaristi al fine di mobilitare la popolazione ad aderire alla causa nazista, riscossero grande entusiasmo e molti giovani e vecchi ufficiali andarono ad ingrossare le fila dell’esercito del Terzo Reich.

  “Il riconoscimento ufficiale di questa istituzione, denominata “Amministrazione Principale degli Eserciti Cosacchi”, si ebbe nel marzo del 1944 e nei progetti di Hitler questo organo avrebbe dovuto rappresentare l’ossatura di un futuro governo della nazione cosacca. Grazie a questa istituzione i cosacchi avrebbero potuto dialogare con i comandi dell’Esercito tedesco tutelando le proprie autonomie e le proprie prerogative. A capo dell’amministrazione fu nominato il generale Krasnov investito dei massimi poteri. Accanto al governo centrale vennero istituite una banca centrale ed un tribunale militare.”

 

  L'AUTORE - Nato a Pordenone nel 1982, Fabio Verardo si è laureato in Storia e Civiltà Europee presso l'Università degli Studi di Udine nel 2008. Nello stesso anno ha svolto, per conto della Biblioteca civica di Tolmezzo, un lavoro di ricerca sul "Movimento di Liberazione" che prevedeva la raccolta di testimonianze di partigiani attivi in Friuli ed in Carnia. Questa è la sua prima pubblicazione.

 

  INDICE DELL'OPERA - Introduzione - I cosacchi.- Il popolo cosacco - I cosacchi dal 1941 al 1944 - Il Friuli dal settembre del 1943 all’ottobre del 1944 - La Carnia - L’operazione “Waldlaufer” - Il contingente militare - Il numero dei cosacchi - L’invasione - Violenze, furti, uccisioni - Gli invasori - La popolazione civile - L’insediamento - Il lasciapassare - Il sospetto - Il fieno - Il pope - La stampa cosacca - Il periodico «Kazac’jia Zemljia», Terra Cosacca - Il periodico «Severokavkazec, Organ Dobrovol’c Brigady “Severnyj Kavkaz”» Nordcaucasico, Organo della Brigata di Volontari “Caucaso del Nord” - Gli ospedali - Le scuole - Gli spettacoli teatrali - La cucina - Piotr Nicolaevic Krasnov - La figura di Piotr Krasnov dalla testimonianza di Gaetano Cola - La figura di Piotr Krasnov dal Libro Storico della Pieve di Verzegnis redatto da Don Graziano Boria - La partita a calcio - La fuga - La situazione generale - Come si svolse la ritirata - La ritirata descritta da Don Graziano Boria - Le giornate di Ovaro – Epilogo – Conclusioni – Appendice - L’intervista a Gaetano Cola: intenti e metodo - Cenni biografici dell’intervistato - Il Libro Storico della Pieve di Verzegnis - Cenni biografici su Don Graziano Boria – Bibliografia - Indice dei nomi