«Tracce turche» in Europa medioevale Stampa E-mail

Giuseppe Cossuto

«Tracce turche» in Europa medioevale. I popoli delle steppe in Europa dalla comparsa degli unni alla nascita della Turchia

Aracne, pagg.256, Euro 17,00

 

cossuto_traccetuche  IL LIBRO - In questa monografia, che si avvale della presentazione del prof. Mihai Maxim, si illustrano in maniera divulgativa ma scientifica le vicende salienti dei popoli delle steppe in Europa, partendo dall’arrivo degli unni fino alla conquista dell’Anatolia da parte dei selgiuchidi, cercando di armonizzare le diverse tradizioni storiografiche sulla base delle fonti scritte classiche e medievali, delle testimonianze archeologiche e delle tradizioni folkloriche, in un’ottica non euro-centrica ma che tiene conto della diversa natura sociale e culturale dei nomadi guerrieri delle steppe rispetto alle civiltà romana, germanica e slava. Descrivendo l’origine, la storia e le istituzioni degli unni, dei bulgari, dei magiari, dei khazari e di altri popoli si delinea la presenza perenne durante il medioevo, dei nomadi delle steppe che, a pieno diritto costituiscono una parte importante, tanto trascurata dalla storiografia, delle radici culturali dell’Europa.

  DAL TESTO - "Attila [...] conserva esemplarmente la tradizione del suo popolo. Lui è qualcosa di simile al khan turco-mongolo, la sua è un'immensa famiglia di regnanti. Qualcuno dei suoi antenati ha tolto il popolo dalla fame, lo ha nutrito, gli ha dato forza (kut). E la forza viene principalmente dal Dio-Cielo. È un padre e deve provvedere ai suoi figli. Ed infatti Attila potrebbe non essere un nome unno, ma un appellativo o un titolo germanico, forse svevo (tra i primi alleati degli unni) che significa proprio "padre" (dei reperti numismatici ritrovati nella zona di Reggio Emilia sembrano confermarcelo). Il nome proprio di Attila non lo conosciamo, ma è stato ipotizzato in qualcosa di simile, come Etil (il Volga) o quella usata dai cronisti ungheresi Ethela.
  "Non vi sono state le solite sanguinose guerre di successione intertribale alla morte di Ruga. Ai nipoti Attila e Bleda passa (quasi) tranquillamente il potere. Evento non comune nelle steppe.
  "Bleda poi muore in circostanze poche chiare, ed ancora niente si muove, nessuno protesta, nessuna tribù consistente si divide e cerca di riparare il torto. Gli unici malumori sembrano provenire da parte di alcuni unni non inclusi nella confederazione, gli acatziri. Ancora più strano.
  "Ma la giovenca di un pastore nomade si era ferita con una strana spada a doppia lama che il solerte mandriano aveva pensato bene di consegnare al suo signore Attila. Ed è questa la prova evidente della benevolenza degli Dei su questo uomo parco e calcolatore: Spada di Marte scitica (akinakés, Erodoto, Storie, IV, 62, 1-2) [...]. Attila acquisisce quindi, un vero e proprio instrumentum regni, un potere soprannaturale che può proteggerlo (e di conseguenza proteggere le sue genti) da eventuali sciagure".


  L'AUTORE - Giuseppe Cossuto è membro di istituzioni scientifiche internazionali. Autore di numerose pubblicazioni, si occupa di relazioni tra il “mondo della steppa” e l’Europa, di identità, minoranze e storia dell’Europa orientale. Tra le sue monografie: Storia dei Turchi di Dobrugia (2001) e De Burgo. Viaggio di cinque anni in Asia, Africa & Europa del Turco–1689 (2003).

  INDICE DELL'OPERA - Presentazione, del prof. Mihai Maxim - Introduzione - Parte prima. L'Europa come periferia dell'Eurasia - Capitolo I. "Spazio" e "tempo" nomade in Europa (1. Una definizione di "spazio europeo" - 2. Tempo nomade in Europa) - Capitolo II. "Indoeuropei" e "Turanici" (1. Lingue e nomi - 2. Comuni denominatori - 3. La vita spirituale - 4. Qualche nota sui sistemi sociali - 5. Il khan protetto dal Cielo e protettore del popolo ed alcuni altri titoli) - Parte seconda. Le confederazioni - Capitolo I. Gli unni (l. Gli unni europei - 2. L'éntourage politico-militare di Attila e la distruzione dell'impero romano - 3. La "diaspora" unna: nascita del legittimismo attilano? - 4. Mundus: l'ultimo eroe unno e le mode "unne" tra i romani) - Capitolo II. Prima degli avari e dei bulgari (1. Le confederazioni kutrigura, utigura, altre "minori" e le ripercussioni politiche centro-asiatiche in Europa - 2. Arrivano i turchi in Europa già nel VI secolo? - 3. V-VII secolo: la steppa in cerca di assestamento) - Capitolo III. Interazioni tra nomadi e sedentari (1. Gli slavi - 2. Le sorti degli elementi romanizzati - 3. Un limite "fisico" della romanità? - 4. La base latina e gli apporti allogeni o autoctoni di altra origine - 5. Vaghe tracce latine (in movimento) - 6. l germani) - Capitolo IV. Gli avari (1. Avari "veri" e "pseudo-avari" - 2. Una confederazione delle steppe in Europa centro-occidentale - 3. La seconda ondata avara - 4. La fine del kaghanato avaro) -Capitolo V. I bulgari (1. I bulgari prima della Bulgaria - 2. I bulgari del Danubio - 3. Le "altre" Bulgarie - 3.1. I bulgari d'Italia - 3.2. I bulgari di Macedonia - 3.3. La Bulgaria del Volga - 4. Krum e la restaurazione della Bulgaria - 5. La mano di Dio - 6. La conquista delle anime) - Capitolo VI. I khazari (1. Il miglior alleato di Bisanzio - 2. La concretizzazione della confederazione - 3. I kieviani e la fine del kaghanato khazaro) - Capitolo VII. I magiari (1. L'emersione della confederazione e l'arrivo in Europa - 2. Hunor, Mogor ed i paralleli nomadi legittimanti - 3. Le spedizioni in Italia ed in Europa occidentale - 4. I rapporti con Bisanzio e le altre entità dell'Europa orientale) - Capitolo VIII. I peceneghi (l. La confederazione dei cognati - 2. Tirek, Kegen e la "benevolenza" bizantina - 3. Manzikert o la "nuova Turchia" - 4. Resistenza ed assimilazione: i mixobarbari del Danubio - 5. I peceneghi e le Crociate) - Capitolo IX. Gli oguzi (l. Gli uzi dei Balcani e del Mar Nero - 2. I selgiuchidi: dal kaghanato turco alla Turchia) - Capitolo X. L'anno mille nelle steppe - Nota bibliogralica - Cronologia - Appendice - Mappa 1: l'Hunnivar - Ringraziamenti