Guerra a Castiglioncello Stampa E-mail

Gabriele Milani

Guerra a Castiglioncello
Storia della battaglia navale dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943

Edizioni Effigi – primamedia editore, pagg.184, Euro 16,00

 

milani_castiglioncello  IL LIBRO – Quando alla mezzanotte tra l'8 e il 9 settembre 1943 il Foscari e il Valverde lasciano Genova con destinazione Piombino non sanno di andare incontro ad un tragico destino. Poche ore prima, infatti, la radio aveva trasmesso il comunicato del Maresciallo Badoglio che annunciava l'armistizio e la resa dell'Italia agli alleati. Nel frattempo la Marina tedesca si muoveva per il controllo del Tirreno con l'ordine di catturare o affondare tutte le navi dell'ex alleato.
  La battaglia navale che ne seguì a largo delle coste livornesi per concludersi nell'insenatura di Castiglioncello il pomeriggio seguente rientra in questo contesto ed è da considerarsi uno dei primi esempi di resistenza delle forze armate italiane ai nazisti. Il racconto di quelle drammatiche ore riemerge oggi grazie ad una accurata ricerca che accompagna il lettore a conoscere un fatto d'armi rimasto nell'oblio, rispetto al ben più noto episodio della Regia Nave Roma. Un episodio che conferma come il Paese venne abbandonato a se stesso e i militari italiani ne furono le prime vittime innocenti.
  Mai come in questa vicenda la storia locale si inserisce nella Grande Storia. I racconti degli ultimi testimoni di quei tragici fatti sono patrimonio comune a milioni di italiani che hanno vissuto il dolore della guerra.

  DAL TESTO – “Nei giorni immediatamente successivi all'evento i tedeschi, che avevano nel frattempo assunto il pieno controllo della costa, incaricarono Alberto Faccenda di organizzare il recupero del carbone imbarcato sul piroscafo Valverde. Una catena umana, con coffe e corbe, scaricò il minerale passando da una passerella di legno che, sistemata tra la nave e la terra ferma, arrivava fino a un viottolo diretto uno spiazzo nei pressi di villa "Godilonda". Da qui la maggior parte venne portato alla stazione ferroviaria, caricato su vagoni merci e trasportato verso nord. Enzo Lami, allora undicenne, ricorda che insieme un coetaneo attesero la notte per salire sul Valverde e, armati di ceste, scaricarono il minerale su una barchetta che un terzo ragazzo, partito dalla baia del Quercetano, aveva portato sottobordo. Tutto questo eludendo il controllo di alcuni finanzieri posti a guardia che, sentendo i rumori e minacciando di sparare (solo per intimorire), non riuscirono a capire chi fossero gli improvvisati ladruncoli né tantomeno a bloccarli.”

  L’AUTORE – Gabriele Milani, nato a Rosignano Marittimo (Li) nel 1964, è esperto di storia contemporanea e dal 2006 è socio dell’AIDMEN (Associazione Italiana Documentazione Marittima e Navale). Da alcuni anni conduce ricerche documentali che lo hanno portato alla stesura di questo suo primo libro.

  INDICE DELL’OPERA - Il nostro contributo per una memoria condivisa, di Alessandro Franchi - Dove inizia e finisce la "storia locale"?, di Claudio Biscarini - Per colmare un vuoto nella bibliografia di guerra, di Alessandro Dondoli – Introduzione - Capitolo I. La situazione politico-militare nell'imminenza dell'8 settembre 1943 - Capitolo II. La vita a Rosignano in tempo di guerra. Il supporto del Comune e della fabbrica Solvay - Capitolo III. La protezione dai bombardamenti nel comune di Rosignano Marittimo - Capitolo IV. Lo scontro navale del 9 e 10 settembre 1943 - Capitolo V. Le vittime e l'impatto del bombardamento navale sulla comunità di Rosignano - Epilogo – Approfondimenti - Regio incrociatore ausiliario Piero Foscari - Piroscafo Valverde - Posamine Brandenburg - Posamine Pommern - Storia e destino comune per i due posamine - Bibliografìa - Sitografia - Fonti archivistiche - Ringraziamenti