I Borbone: «Piemontesi bastardi!» Stampa E-mail

Luciano Cini

I Borbone: «Piemontesi bastardi!»
La verità rubata

Bonfirraro, pagg.192, Euro 14,90

 

cini_piemontesi  IL LIBRO – Nel Lager di Fenestrelle in Piemonte oltre 5000 soldati borbonici vengono fucilati, molti altri vengono fatti morire di freddo e di stenti. Prima di essere fucilati i poveri militari traditi dai loro stessi comandanti gridavano "Bastardi piemontesi-italiani" ai loro aguzzini. Massimo d'Azeglio che dice che mettersi con il sud è come andare a letto con un cadavere lebbroso. "Africanissima gente" diceva il Farini. Il cugino del bandito Ciccone incontra il capitano spagnolo Pamplona e gli parla dell'oro con il quale gli inglesi corrompevano i generali napoletani affinché facessero ritirare la loro truppa che avrebbe vinto con estrema facilità. L'autore porta alla luce, in questo romanzo storico, innumerevoli realtà che coinvolgono gli interessi di Francia ed Inghilterra. Come sarebbe stato bello per noi se la storia fosse stata scritta anche dai vinti e non solo dai vincitori.

  DAL TESTO – “Una pioggia tiepida bagnava la calce della masseria occupata. Gli uomini di Guerra andavano e venivano con le vivande e si riparavano quando pioveva sotto le pergole, bevendo vino e tirando anche su dai pozzi e dalle fontane il diamanteo e fresco liquido. I fucili e gli schioppi riposti. Tutt'ad un tratto l'inferno! Dal bosco e dalle alture all'improvviso i cannoni italiani iniziarono a tuonare la loro voce di boato, e la calce e le pareti volarono in alto nel cielo tra il fumo acre mescolato alle viscere delle povere donne vivandiere. Due amanti, sorpresi su un pagliericcio all'interno, scomparvero in una esplosione di carne e sangue tra le urla disperate dei briganti, che correvano alla ricerca delle armi. La mitraglia dei Reali Carabinieri li inchiodò nell'ultimo anelito. Le mani protese verso le canne delle loro armi rimasero nella polvere vicino al luccicante inutile metallo. Fu un'orrenda carneficina. Il Guerra e la sua donna caddero immediatamente crivellati dai colpi precisi dei militi dell'Arma, che poi fu Benemerita. Le teste furono tagliate e portate in trofeo dai soldati della Guardia Civile.”

  L’AUTORE – Luciano CINI, laurea in Lettere e Filosofia, è autore delle seguenti pubblicazioni: Le colline livornesi,1998; Raeptylia, 1992; L'elisir del Diavolo, 2005; Cognomi e stemmi delle famiglie livornesi, 2007; La torre della rosa d'argento, 2010; La Luna sorride solo agli angeli, 2011; La Toscana Sacro Romano Impero di nazione Germanica, l'eredità germanica e celtica nella Toscana di oggi. Origine dei cognomi e stemmi familiari toscani, 2011, Bonfirraro Editore. È Direttore del centro studi risorgimentali di Pisa e Livorno e Presidente del circolo culturale Studi federalisti per la libertà.

  INDICE DELL’OPERA - Prefazione dell'Editore – Capitoli 1-55 - Appendice - Bibliografia - L'Autore