I chierici della rivoluzione e della reazione Stampa E-mail

Giuseppe Gagliano

I chierici della rivoluzione e della reazione
Totalitarismo, antiliberismo e anticapitalismo del Novecento

Aracne Editrice, pagg.228, € 15,00

 

gagliano_chierici  IL LIBRO – Se è difficile negare che gli intellettuali rivoluzionari e reazionari del nostro secolo (Marcuse, De Benoist, i Situazionisti, Evola, Guénon etc) abbiano numerosi elementi in comune - e fra questi il rifiuto del capitalismo, del liberalismo, della scienza e della tecnica (o il loro utilizzo ideologico) - è altrettanto difficile negare come la loro percezione della realtà risulti manichea, mistificante e volta a sovvertire culturalmente e politicamente.
  “Nello scorrere le pagine di questo libro, vi accorgerete che Gagliano approfondisce alcuni autori – rivoluzionari o reazionari poco importa – che hanno elaborato un pensiero visceralmente anticapitalista, che ha trovato ospitalità e calorosa accoglienza in quei “templi della cultura” che sono gli atenei italiani. Quali le conseguenze? Proviamo a spiegarlo con un esempio: da qualche anno, siamo immersi nella crisi economica. Avrete avuto modo di ascoltare personaggi di vario genere – presentati come autorevoli, qualificati e finanche “intellettuali” da giornalisti di ogni tipo – spiegare che la recessione in cui siamo coinvolti è figlia del “neoliberismo” o del “turbo-capitalismo”. Benché i fatti dicano esattamente il contrario, non c’è possibilità alcuna di contraddire il mantra imperante di cui sopra, che se è tale non lo è per puro caso, ma proprio perché così deve essere, perché così è stato raccontato per anni in troppe sedi, perché così han scelto di comunicarlo i “professionisti dell’informazione”. Questa è, in fin dei conti, la regola della “menzogna universale”, quella da cui ci ha messo in guardia George Orwell, che ci ha spiegato, con il romanzo “1984”, come la perpetuazione del potere passi attraverso la ripetizione ab limitum di un modello, un archetipo che, quand’anche falso finisce per trasformarsi in verità largamente accettata, al punto che la “neolingua” contribuisce a forgiare quel “bispensiero” che accomuna ogni intellettuale organico. Orwell ci ha spiegato anche come gli ingegneri sociali abbiano sempre tentato di far credere che “l’ignoranza è la forza”. L’ignoranza non è certo la forza, ma come ha sostenuto il professor Lorenzo Infantino “l’intera tradizione liberale, fin dai suoi prodromi ateniesi, pone instancabilmente in evidenza la condizione di ignoranza e di fallibilità dell’essere umano. Dal che discende la necessità di limitare il potere, perché nessuno può essere considerato onnisciente”. Talché si desume che la capacità di ciascun individuo di riconoscere la propria non conoscenza (la socratica ignoranza) significa, per converso, desiderare di sapere, senza alcun vincolo che imponga di affidare quel sapere a chi si erge a monopolista della verità, bensì – all’opposto – a chi la verità la va ricercando in un libero confronto.” (dalla Prefazione di Leonardo Facco)

  DAL TESTO – “Parallelamente alla condanna del liberalismo, Evola condanna anche il capitalismo che ha condotto la civiltà alla massificazione e alla spersonalizzazione: il capitalismo è infatti un processo assai più sovversivo del marxismo poiché esalta in termini prometeici la tecnica e la scienza.
  “Una delle conseguenze alle quali ha condotto il capitalismo è l'instaurazione di una gerarchia quantitativa che costituisce il ribaltamento più completo della gerarchia qualitativa della Tradizione: se infatti nella società tradizionale tutte le strutture politiche ed economiche avevano il compito di rimandare a valori superiori al contrario nel capitalismo tutte le strutture sociali e politiche convergono verso il basso cioè verso una inesorabile regressione verso i meccanismi produttivi della società dei consumi.
  “L'alternativa indicata da Evola è in buona sostanza quella di un corporativismo organico e gerarchizzato, un corporativismo in grado di ricondurre le forze economiche e sociali al controllo statale, un corporativismo costruito sulla falsariga di quello medievale e di quello delle corporazioni romane. Ancora una volta evidente e chiara risulta l'alternativa evoliana ben sintetizzata da Fraquelli: il corporativismo si potrà realizzare solo da parte di un'élite anti-intellettualistica, eroica e ascetica insieme.”

  L’AUTORE – Giuseppe Gagliano si è laureato in Filosofia presso l'Università Statale di Milano. Attualmente è Presidente CESTUDEC (Centro Studi Strategici Carlo De Cristoforis) e collabora con la «Rivista Marittima», l’Isag, la Glocal University Network, la Società italiana di Storia militare, il Cenegri (Brasile), il Centre Français de Recherche sur le Renseignement, il Sage International australiano, il Terrorism Research & Analysis Consortium americano e l'«International Journal of Science» inglese. È autore di numerosi saggi e di articoli in lingua inglese e francese.

   INDICE DELL’OPERA – Prefazione, di Leonardo Facco – Introduzione - Parte I. Critici della modernità e intellettuali rivoluzionari - Capitolo I. Aspetti antimoderni e totalitari nel pensiero politico di Jean-Jacques Rousseau - Capitolo II. L'intellettuale rivoluzionario nell'interpretazione di Raymond Aron (2.1. Premessa - 2.2. Il totalitarismo comunista - 2.3. Genesi storica del bolscevismo - 2.4. I miti del marxismo-leninismo – 2.5. Finalità del marxismo - 2.6. Cristianesimo e marxismo - 2.7. Propaganda e materialismo storico - 2.8. Intellettuali antagonisti - 2.9. La gnosi e il marxismo-leninismo - 2.10. Assenza di pars costruens nel pensiero marxiano) - Capitolo III. Aspetti del totalitarismo gramsciano nell'interpretazione di Augusto Del Noce - Capitolo IV. Ideologia totale e intellettuale radicale nell'interpretazione di Daniel Bell - Capitolo V. Genesi storica e caratteristiche socio-politiche dei rivoluzionari di professione nell'interpretazione di Luciano Pellicani - Capitolo VI. I critici della modernità nell'interpretazione di Paolo Rossi - Parte II. I chierici della rivoluzione - Capitolo I. La Scuola di Francoforte e la Dialettica dell'Illuminismo - Capitolo II. La Scuola di Francoforte nell'interpretazione di Lucio Colletti - Capitolo III. Max Horkeimer - Capitolo IV. Totalitarismo, antiliberalismo, anticapitalismo e rivoluzione in Herbert Marcuse - Capitolo V. La critica dell'organizzazione industriale del mondo moderno di Herbert Marcuse nell'interpretazione di Giuseppe Bedeschi - Capitolo VI. Herbert Marcuse e Michel Foucault nell'interpretazione di Michael Walzer - Capitolo VII. Eric Fromm - Capitolo VIII. Il rifiuto della società capitalistica e tecnologica nell'interpretazione di Theodore Roszak - Capitolo IX. La critica della modernità del Situazionismo (9.1. Espulsione - 9.2. Decadenza riformista - 9.3. Rivoluzione e vita quotidiana – 9.4. Pratiche antagoniste - 9.5. Alienazione - 9.6. Merce - 9.7. Spettacolo - 9.8. Urbanistica - 9.9. Sopravvivenza – 9.10. Specialismi - 9.11. Ideologia - 9.12. Proletariato - 9.13. Messianesimo - 9.14. La conoscenza scientifica - 9.15. I consigli operai) - Capitolo X. La critica della modernità di Ivan Illich - Capitolo XI. L'altro socialismo. La rivista («Politics» tra anarchismo, anticapitalismo e antistalinismo) - Capitolo XII. Simone Weil: tra anarchismo e misticismo - Capitolo XIII. Serge Latouche - Parte III. I chierici della Reazione - Capitolo I. Aspetti della rivoluzione conservatrice nell'interpretazione di Stefan Breuer - Capitolo II. Il fascismo spiritualista della rivista «Combat» nell'interpretazione di Zeev Sternhell - Capitolo III. Modernità e nichilismo nell'interpretazione di Ernst Jünger (3.1. Il Ribelle - 3.2. Il nichilismo) - Capitolo IV. La riflessione jüngeriana nell'interpretazione di Luisa Bonesio e Caterina Resta (4.1. Il volto demoniaco del mondo moderno - 4.2. Alternative) - Capitolo V. Julius Evola - Capitolo VI. Il rifiuto della modernità nell'interpretazione di René Guénon - Capitolo VII. Elémire Zolla - Capitolo VIII. Totalitarismo e modernità nell'interpretazione di Alain De Benoist - Capitolo IX. Totalitarismo, antiliberalismo e antiamericanismo nel saggio Le idee a posto di Alain De Benoist (9.1. Destra - 9.2. Stato - 9.3. Livellamento – 9.4. Liberalismo – 9.5. Neoliberalismo - 9.6. Mancanza di senso - 9.7. Politica - 9.8. Politica e cultura - 9.9. Totalitarismo - 9.10. America - 9.11. Il Sessantotto) - Capitolo X. Anticapitalismo e antiliberalismo nella Nuova Destra - Capitolo XI. Mondialismo e archeofuturismo nella riflessione di Guillaune Faye - Appendice prima. Le imposture della filosofia nell'interpretazione di Sokal-Bricmont - Appendice seconda. Tecnica, mercato e globalizzazione nell'interpretazione di Umberto Galimberti - Il Novecento nell'interpretazione di Marcello Veneziani - L'opposizione alla modernizzazione nell'interpretazione di Massimo Fini