Fantasmi e stelle alpine Stampa E-mail

Maurizio Ferrandi

Fantasmi e stelle alpine
Mussolini e l'Alto Adige


Edizioni Curcu & Genovese, pagg.256, € 16,00

 

ferrandi fantasmi  IL LIBRO – È un Benito Mussolini dal volto cupo e scavato, quello che, rannicchiato sul fondo di un camion tedesco, nel pomeriggio del 27 aprile 1945, abbandonati gli ultimi fedelissimi in camicia nera, tenta una fuga impossibile. La meta, lontana, quasi irraggiungibile è Merano. Un nome, un luogo che evoca altri tempi e altre vicende. Mussolini giovane e ardente socialista, che in una domenica di marzo del 1907, sale da Trento per scontrarsi, in una sorta di duello oratorio, con il campione dei cattolici trentini, quell'Alcide De Gasperi che ora, mentre il Duce corre incontro al suo destino di morte, siede a Roma tra i leader della fragile Italia postbellica.
  Tra questi due momenti, legati entrambi a un identico scenario, si compie il lungo e complesso rapporto tra Benito Mussolini e l'Alto Adige. Dall'approccio tumultuoso con le rivolte operaie d'inizio secolo, alle prime analisi sulla questione nazionale, dal grande rivolgimento degli anni di guerra, alla saldatura tra la spinta eversiva del fascismo e il credo nazionalista che predica l'italianizzazione forzata di tutte le terre sino al confine naturale del displuvio alpino. C'è poi il Mussolini Duce del fascismo che sperimenta sul terreno altoatesino le lezioni imparate nei decenni passati e sul confine del Brennero conquistato si scontra con la tenace resistenza dei sudtirolesi e s'incontra con l'amico e alleato Adolf Hitler. È una storia i cui tempi sono scanditi dal passaggio dei treni che portano i dittatori verso i trionfi di massa sull'asse Roma-Berlino, verso il consenso, spontaneo quanto organizzato, delle popolazioni locali.
  Treni che passano veloci o che si fermano in una stazione come quella di Bolzano, dove Mussolini riceve, nel 1935, come dono d'addio al termine del suo soggiorno altoatesino l'omaggio di ben seimila stelle alpine. Dagli stessi binari pochi anni dopo, partono i treni con gli optanti sudtirolesi costretti a scegliere tra terra e identità.
  La storia, però, non finisce, come logica vorrebbe, in quell'aprile del 1945, con quel viaggio impossibile verso Merano.

  DAL TESTO – "Piaccia o non piaccia, in un modo o nell'altro, il tema dell'Alto Adige riesce sempre ad essere in primo piano, nei momenti in cui la storia politica di Benito Mussolini arriva ad una svolta cruciale.
  "Così, senza alcun dubbio, avviene a guerra appena terminata, in un momento di grande tensione e di ancora maggior confusione, nel quale il politico romagnolo si trova di fronte a scelte determinanti. La guerra è vinta, ma il paese è prostrato da una crisi economica e da un conflitto sociale che minacciano di far saltare ogni forma di assetto istituzionale. La fine delle ostilità ha rovesciato sull'Italia una massa di ex combattenti, che si attendevano il premio per i sacrifici compiuti e che invece trovano solo una miseria crescente, la falcidie provocata dalla terribile epidemia di influenza spagnola, i loro vecchi posti di lavoro andati perduti o occupati da altri, l'ostilità sorda delle masse operaie che vivono nel mito della rivoluzione russa.
  "A livello internazionale l'Italia deve fare i conti con i principi enunciati dal presidente americano Wilson, che rischiano di far saltare le rivendicazioni territoriali garantite dal patto di Londra.
  "In questa fase di enorme confusione e di passioni sempre più roventi, Mussolini si muove alla ricerca di un proprio spazio politico. In questo momento il suo unico strumento è il giornale "il Popolo d'Italia" e la sua collocazione resta comunque sempre ancorata all'area dell'interventismo democratico, anche se, come abbiamo visto, dopo la disfatta di Caporetto sono andati crescendo i suoi legami e le sue affinità con gli ambienti dell'interventismo più radicale e nazionalista."

  L'AUTORE – Giornalista per vocazione e tradizione familiare, Maurizio Ferrandi ha lavorato per venticinque anni presso la RAI, dirigendo, per oltre tredici anni le redazioni in lingua italiana e ladina della sede di Bolzano. Nel corso di una lunga carriera ha lavorato anche presso le redazioni bolzanine dei quotidiani "Alto Adige" e "L'Adige "e presso TVA - Televisione delle Alpi. Messo da parte, negli ultimi anni, l'impegno redazionale, ha ripreso il filo di un antico e mai sopito interesse per la ricerca e la divulgazione storica centrato sulle vicende altoatesine del novecento e che, nel 1986, lo aveva portato ad approfondire la conoscenza con il "nazionalista di frontiera" Ettore Tolomei. La biografia di uno dei più discussi personaggi della storia altoatesina si intitola "L'uomo che inventò l'Alto Adige" (Ed. Publilux-Trento). A questo volume si sono affiancati nel tempo diversi altri approfondimenti sui temi delle Opzioni del 1939 e della storia fieristica di Bolzano. Durante gli anni di lavoro presso la RAI ha realizzato tra l'altro programmi sulla chiusura del "pacchetto" (1992) e sull'Accordo De Gasperi Gruber (2006). Per l'annuario Politika ha scritto, nel 2011, un contributo sulla figura di Silvius Magnago e sul celebre discorso di Castelfirmiano.

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione - Prologo - Parte prima: 1909-1911 - Una domenica di marzo - Birra e politica - Mussolini a Trento - Il "Patentino" del Duce - Una frontiera inquieta - La questione nazionale - Mussolini & Tolomei (atto primo) - Cartellino rosso! - Parte seconda: 1912-1945 - Mussolini cambia pelle - Storie di confine - Un discorso interrotto - Al Brennero - Occupate quella scuola! - Facciamo la pace? - Mussolini & Tolomei (atto secondo) - Nomi e monumenti - Un giro di valzer diplomatico - "...con i suoi vivi e con i suoi morti" - Battaglie di carta ai piedi dell'altare - I dittatori si corteggiano - Divisioni al Brennero - Seimila stelle alpine - Giochiamo a zona? - Anschluss! - Treni che vanno, dittatori che vengono - La triste storia dell'Ortsgruppenleiter Otto Kauffmann - L'ultima opzione - Mussolini & Tolomei (atto finale) - Bolzano capitale - Epilogo (ma non finisce qui) - Parte terza: Un passato che non vuol passare - Fantasmi in volo - Fantasmi di carta - Fantasmi di marmo – Appendici (Appendice A - Appendice B - Appendice C - Appendice D) - Indice dei nomi