I Delicta graviora contro l'Eucaristia Stampa E-mail

Pierpaolo Dal Corso

I Delicta graviora contro l'Eucaristia

Marcianum Press, pagg.416, € 26,00

 

dalcorso delicta  IL LIBRO – La ricerca parte dal concetto di "delicta graviora", approfondendone il significato e l'origine storica. Le Normae del motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela hanno finalmente disciplinato in maniera più organica e sistematica l'argomento, anche sotto il profilo procedurale. Il presente lavoro si sofferma, in particolare, sui cinque reati più gravi contro l'Eucaristia. La ricerca si propone di scrutare la ratio sottesa alle disposizioni, la loro storia, il loro contesto, i pregi ed i limiti.
  Nella prima parte del lavoro, di carattere introduttivo, vengono presentati i due termini fondamentali che stanno alla base della ricerca: il concetto di delicta graviora e la centralità dell'Eucaristia nel Magistero e nel diritto della Chiesa.
  Dopo la prima sezione introduttiva, l'Autore passa allo svolgimento del tema vero e proprio, suddiviso in tre ulteriori parti: la prima, riguardante la tutela penale dell'Eucaristia nel periodo intercorrente tra le due codificazioni del XX secolo; la seconda, concernente la disciplina penale sul sacramento nel CIC del 1983; la terza, attinente al periodo successivo al vigente codice latino.
  Punto di partenza è il CIC 1917 e le sue fonti. Esso prevedeva solo due reati riservati a specifica difesa dell'Eucaristia, collocati tra i delitti contro la religione: la profanazione delle specie eucaristiche e la simulazione della Santa Messa da parte di chi non era promosso all'Ordine sacerdotale. Si tratta dei due crimini più antichi contro l'Augustissimo Sacramento e, in continuità con le fonti, essi mantengono la caratteristica di essere riservati al dicastero della Curia Romana deputato, in origine, anche alla repressione delle eresie: l'Inquisizione; poi divenuta Sant'Uffizio e, infine, Congregazione per la Dottrina della Fede.

  DAL TESTO – "Non vi è perfetta coincidenza tra delitti più gravi e reati riservati, anche se spesso le due espressioni vengono impiegate indifferentemente. Le due codificazioni si avvalgono della locuzione delicta reservata mentre è quasi completamente assente quella di delicta graviora. Questi ultimi sono, tuttavia, ricompresi nella più ampia accezione di "delitti riservati". Per comprendere il significato di questi termini è indispensabile approfondire l'istituto della riserva e la sua storia.
  "La potestà coattiva nella Chiesa viene esercitata, a livello centrale, dai Tribunali Apostolici e, in ambito periferico, dagli Ordinari, in primis dal Vescovo diocesano.
  "Nell'ordinamento penale canonico vige un principio di "decentralizzazione" giudiziaria ed amministrativa, per cui la competenza penale spetta agli organi locali, a meno che non sia esplicitamente riservata al Romano Pontefice o a qualche dicastero della Curia Romana, in forma vicaria o delegata.
  "Questa impostazione ecclesiologica sottolinea la responsabilità dei Vescovi e degli Ordinari nella tutela e nella promozione della fede e del bene delle anime loro affidate. Siffatta responsabilità è conferita da Dio, al quale essi devono rispondere."

  L'AUTORE – Pierpaolo Dal Corso, presbitero della diocesi di Venezia, è docente presso la Facoltà di diritto canonico San Pio X in Venezia, notaio di curia e direttore della Pastorale giovanile e vocazionale diocesana.

  INDICE DELL'OPERA - Indice - Sigle e abbreviazioni - Introduzione - Parte I. I Delicta graviora e l'augustissimo Sacramento - Capitolo I. Il concetto di "delictum gravius" e il principio di riserva alla Santa Sede (1. La nozione di delicta graviora - 1.1. Definizione - 1.2. La tipizzazione dei delicta graviora - 1.3. I delitti più gravi riservati fino alla codificazione del 1917 - 2. Il principio della riserva penale e i delicta graviora - 3. La competenza in materia della CDF - 3.1. Origine e sviluppo del Dicastero - 3.2. La competenza penale - 4. La Penitenzieria Apostolica e le sue attribuzioni - 5. Delitti contro l'Eucaristia e delicta graviora - 6. L'attuale disciplina sostanziale e procedurale dei delicta graviora - 7. Sintesi) - Capitolo II. L'Eucaristia quale oggetto di tutela penale nell'ordinamento della Chiesa: aspetti teologici e giuridici alla base delle configurazioni penali (1. Natura del sacramento e rilevanza nella vita cristiana - 2. La centralità del Concilio di Trento e del Vaticano II nella normativa eucaristica - 2.1. L'Eucaristia nel Concilio di Trento - 2.2. L'Eucaristia nel Concilio Ecumenico Vaticano II - 3. La disciplina canonica in materia eucaristica (3.1. Il ministro e la celebrazione dell'Eucaristia - 3.1.1. La concelebrazione eucaristica - 3.1.2. La consacrazione delle specie eucaristiche - 3.2. La Comunione eucaristica - 3.3. La custodia dell'Augustissimo Sacramento - 3.4. Il culto eucaristico - 4. Sintesi) - Parte II. La tutela penale dell'Eucaristia dalla prima codificazione fino al 1983 - Capitolo III. La tutela penale dell'Eucaristia nel Codice del 1917 (1. La tutela penale dell'Eucaristia fino alla codificazione piano-benedettina - 2. I delitti contro l'Eucaristia nel codice del 1917 - 2.1. Il delitto riservato di profanatio Eucaristhiae - 2.1.1. La condotta: aspetti oggettivi e soggettivi - 2.1.2. L'aspetto sanzionatorio - 2.2. Binatio sine licentia et celebratio non servato ieiuni - 2.3. Il delitto riservato di usurpatio ordinis sacerdotalis: Missae celebratione simulare - 2.4. Mercimonium circa stipendia Missarum - 2.5. Altre ipotesi delittuose nei confronti dell'Eucaristia - 3. Sintesi) - Capitolo IV. I delitti contro l'Eucaristia negli schemi preparatori del nuovo codice (1. Il punto di partenza: il Sinodo dei Vescovi del 1967 - 2. Lo Schema del 1973 - 2.1. La profanazione delle specie eucaristiche - 2.2. L'attentata celebrazione dell'Eucaristia - 2.3. La simulazione - 2.4. Ulteriori ipotesi di reato - 3. Gli schemi del 1980 e del 1982 - 3.1. La profanazione delle specie eucaristiche - 3.2. La communicatio in sacris vietata - 3.3. L'attentata celebrazione del Sacrificio Eucaristico - 3.4. La simulazione - 3.5. Ulteriori ipotesi nei confronti dell'Eucaristia - 4. Sintesi) - Parte III. La tutela penale dell'Eucaristia nel CIC 1983 - Capitolo V. Le violazioni delle norme in materia di "communicatio in sacris" e il delitto di concelebrazione vietata (1. La communicatio in sacris - 1.1. Tra cattolici ed ortodossi - 1.2. Tra cattolici e acattolici non ortodossi - 1.3. Il divieto di concelebrazione – 2. Il can. 1365 CIC - 2.1. Il reato in relazione al can. 844 CIC - 2.1.1. La configurazione della fattispecie - 2.1.2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 2.1.3. Trattamento sanzionatorio - 2.2. Il reato in relazione al can. 908 CIC - 2.2.1. La configurazione della fattispecie - 2.2.2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 2.2.3. Trattamento sanzionatorio - 3. Sintesi) - Capitolo VI. La profanazione delle specie eucaristiche (1. Profanazione e abuso - 2. La configurazione della fattispecie - 3. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 3.1. Abicere: gettar via le specie consacrate? - 3.2. Abducere: asportare le specie per fine sacrilego - 3.3. Retinere: ritenere le specie per fine sacrilego - 4. Trattamento sanzionatorio - 5. Sintesi) - Capitolo VII. L'attentata celebrazione del Sacrificio Eucaristico (1. La configurazione della fattispecie - 2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 3. Trattamento sanzionatorio - 4. Sintesi) - Capitolo VIII. La simulazione del Sacrificio Eucaristico (1. La configurazione della fattispecie - 2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 2.1. L'elemento oggettivo - 2.1. L'elemento soggettivo - 3. Trattamento sanzionatorio - 4. Sintesi) - Parte IV. La tutela penale dell'Eucaristia successiva al 1983 - Capitolo IX. La tutela penale dell'Eucaristia nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1. Il sistema penale del CCEO: cenni - 2. I reati contro l'Eucaristia - 2.1. La violazione delle norme sulla communicatio in sacris in materia eucaristica - 2.1.1. La configurazione della fattispecie - 2.1.2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 2.1.3. Trattamento sanzionatorio - 2.2. La profanazione della Divina Eucaristia - 2.2.1. La configurazione della fattispecie - 2.2.2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 2.2.3. Trattamento sanzionatorio 2.3. La simulazione della celebrazione della Divina Liturgia - 2.3.1. La configurazione della fattispecie - 2.3.2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 2.3.3. Trattamento sanzionatorio - 3. Sintesi) - Capitolo X. I "delicta graviora" contro l'Eucaristia nelle "Normae" del "motu proprio SST" (1. Le Normae del m.p. SST e le loro modifiche - 2. Le nuove Normae de gravioribus delictis - 3. Sintesi) - Capitolo XI. La consacrazione a scopo sacrilego delle specie eucaristiche (1. La configurazione della fattispecie - 1.1. Presentazione della norma - 1.2. Analisi del significato - 2. La condotta: elemento oggettivo e soggettivo del reato - 3. Trattamento sanzionatorio - 4. Sintesi) - Conclusione - Bibliografia - Indice dei nomi