L'Ara di Ratchis a Cividale Stampa E-mail

a cura di Laura Chinellato

Arte longobarda in Friuli: l'Ara di Ratchis a Cividale
La ricerca e la riscoperta delle policromie


Forum Editrice Universitaria Udinese, pagg.272, € 35,00

 

chinellato ratchis  IL LIBRO – Interamente dedicato all'altare di Ratchis – prezioso manufatto longobardo dell'VIII secolo custodito nel Museo Cristiano di Cividale del Friuli, la cui eccezionalità è riconosciuta a livello internazionale – questo volume ne illustra il contesto storico, teologico e liturgico, presentando il meticoloso intervento conservativo realizzato sul manufatto e l'inedito allestimento multimediale che proietta sul prospetto frontale la ricostruzione della policromia originaria.
  Grazie a una coralità di specialisti d'eccellenza, si è così costruito attorno all'ara di Ratchis un dialogo tra cultura umanistica, conoscenza tecnico-scientifica e ambito teologico-liturgico. Il risultato è una complessa e approfondita analisi del monumento finalizzata a una sua concreta ed efficace valorizzazione.
  Il libro non ha il classico formato degli studi storico-artistici, rivolti a offrire al lettore soprattutto, spesso esclusivamente, le diverse coordinate di produzione: di committenza e di 'significato', di funzione, di contesto 'artistico' nella sua trasversalità sincronica e nelle sue ascendenze. Come si capisce infatti già scorrendone l'indice, quasi una buona metà è indirizzata a una vera e propria 'autopsia' del monumento, funzionale alla comprensione del suo divenire, dall'abbozzo al completamento cromatico. Sul piano dell'esperienza pratica, ne è stata corollario la proiezione della ricostruzione cromatica sul manufatto originario, che permette oggi ai visitatori del museo una percezione immediata, largamente orientativa, dello stato originario, almeno nella sua parte frontale. Ciò è stato possibile perché l'Autrice, con la sua équipe, ha fornito in precedenza i risultati di questa sua ricerca sul colore, che qui trovano adesso utili approfondimenti.

  DAL TESTO – "Ripercorrendo la lunga vicenda storiografica, l'altare, ritenuto nel Cinquecento e Seicento sepolcro di santa Massima, fu studiato e valorizzato solo ai primi dal Settecento, in principio per il puro interesse epigrafico suscitato dalla sua iscrizione. Nell'Ottocento, gli studiosi tedeschi e francesi sottolinearono la sua rilevanza in seno alla produzione scultorea di secolo VIII e per la prima volta lo analizzarono con un approccio archeologico, annotandone dimensioni e dettagli materiali; suggerendo nuovi criteri di analisi quali la contaminazione con codici espressivi della produzione orafa, miniata e tessile. In quest'epoca furono gettati i primi semi per un dibattito su scala europea che gli studiosi cividalesi colsero e rilanciarono a Novecento inoltrato, a dispetto di una critica 'ufficiale' nazionale ancora fortemente condizionata da concetti di razza e primati delle arti. Fu allora che si sottolineò la rilevanza del linguaggio espressivo dell'ara e il raffronto con la coeva produzione orafa longobarda. Tra le voci più significative in questa direzione si eleva quella di Carlo Cecchelli che all'altare dedicò oltre una ventina di pagine, unico corposo scritto sull'ara che precede la ricerca qui illustrata."

  LA CURATRICE – Laura Chinellato, diplomatasi in restauro di opere d'arte presso la scuola di Botticino (Brescia), si è laureata in Conservazione dei Beni culturali all'Università degli Studi di Udine con una tesi su "L'altare di Ratchis" (primo premio Concorso 'Forum Iulii' 2005). Attualmente svolge attività didattica negli istituti secondari superiori e collabora con iniziative in ambito museale, quali il recente allestimento dell'altare presso il Museo Cristiano di Cividale del Friuli.

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione, di Valentino Pace – Introduzione – I. Il contesto storico e teologico-liturgico - Cividale nel secolo VIII, di Stefano Gasparri - Lo sviluppo della prassi liturgica nel secolo VIII, di Loris Della Pietra (Il passaggio dalla pluralità rituale all'uniformità disciplinare - La liturgia della Chiesa di Aquileia - Lo spazio liturgico e l'altare - Prassi celebrativa e autocomprensione della Chiesa) - II. La ricerca, l'intervento conservativo e la musealizzazione - La ricerca storica e gli aspetti materiali (L'opera - Il repertorio decorativo - Ratchis, la stirpe, l'operato - La vicenda storiografica – Iconografia - L'altare, raffronti tipologici - Le scene - L'ornato – L'epigrafe - L'interpretazione degli studiosi – I caratteri dell'epigrafe da un'analisi ravvicinata - Aspetti tecnico-materiali – Rapporti per via di compasso: il volume e l'impaginazione scultorea del fronte – La specie lapidea e gli incastri delle lastre - Gli strumenti del lapicida - Il rilievo e l'organizzazione della bottega - L'originaria policromia - Metodologia della ricerca, di Maria Teresa Costantini - La tavolozza dei colori, di Maria Teresa Costantini - La tecnica pittorica e il riscontro con la trattatistica - Lettura critica dei risultati - Il colore dell'altare: una proposta ricostruttiva - L'altare nel secolo VIII. Alcune considerazioni) - L'intervento conservativo e la musealizzazione multimediale (...in vista della sua trasmissione al futuro - Lo stato di conservazione, di Maria Teresa Costantini - Osservazioni preliminari - Indagini tecnico-scientifiche - Restauro come valorizzazione e ricerca, di Maria Teresa Costantini - Le analisi scientifiche sulle tracce di colore dell'altare di Ratchis - Schede di analisi di alcuni campioni prelevati dall'altare di Ratchis, di Alessandro Princivalle - Rilievo metrico con scanner 3D e restituzione tridimensionale e bidimensionale al CAD, di Davide Manzato - La tecnologia informatica nelle operazioni di rilevamento e restituzione dei dati - Il rilievo dell'ara di Ratchis - L'allestimento multimediale ponte tra ricerca e utenza museale - Ricostruzione e restituzione - Strumenti per una didattica) – Postfazione, di Hjalmar Torp – Appendice (Trascrizioni dell'epigrafe dal 1727 al 2001) – Bibliografia - Gli autori