Mafia caporale Stampa E-mail

Leonardo Palmisano

Mafia caporale

Fandango Editore, pagg.267, € 16,50

 

palmisano caporale  IL LIBRO – Il "Global Slavery Index 2016" - il rapporto annuale sulla schiavitù nel mondo - conta in 129.600 le persone ridotte in schiavitù in Italia, collocandoci al 49esimo posto nel ranking dei 167 Paesi presi in considerazione. In Europa unicamente la Polonia fa peggio. Siamo il vertice europeo della sparizione dei minori non accompagnati e dello sfruttamento delle prostitute provenienti dalla Nigeria e dai Paesi ex Socialisti, ma siamo soprattutto lo Stato dove caporalato e impresa tendono a fondersi con le più consolidate organizzazioni mafiose. Questo intreccio è "Mafia Caporale". Il business di questa metamafia è l'illecito sfruttamento del lavoro. Dall'agricoltura ai servizi, fino alla piccola industria, il mercato del lavoro si riempie di lavoratori e di lavoratrici schiavizzati.
  Mafia Caporale è oggi più forte del collocamento pubblico, e dà vita a una moltitudine di agenzie di somministrazione lavoro dentro le quali lava somme inimmaginabili di denaro sporco. Sarte, braccianti, camgirls, muratori, prostitute, blogger, coccobello!, lavavetri, parcheggiatori, vigilanti, camionisti, mendicanti e minori, sono solo alcuni dei volti della schiavitù di cui i parla Leonardo Palmisano nel suo viaggio al nord al sud di Italia dove ha incontrato personalmente ognuno di loro, e per ognuno ha raccolto una storia, un'immagine, un ritratto. Non si può rimanere indifferenti dopo la lettura di "Mafia Caporale", ogni storia rimane impressa nella memoria.

  DAL TESTO – "Inizio dalla mia regione questo viaggio infernale attraverso l'Italia dei servi e dei padroni. Perché la conosco meglio, certo, e anche perché su di essa cominciano ad addensarsi ombre e preoccupazioni che rivelano quanto il crimine e lo sfruttamento dei lavoratori abbiano qui gettato le basi per un durevole sodalizio. La Puglia che ha dato i natali alle vecchie e alle nuove forme di caporalato in agricoltura, è una dolce levatrice di schiavisti e sfruttatori incalliti. Lo rivelano le stime sul lavoro nero, i morti e i feriti nei campi, nelle fabbriche... Una terra infame dove chi è povero muore e chi è ricco produce morte e sofferenza.
  "Il tallone d'Italia ha una capitale dove i caporali investono i loro soldi: Bari. Il capoluogo è il centro assoluto del potere regionale criminale. Non c'è città o provincia che possa soltanto ambire a rivaleggiare con Ban. Chi ci prova, come ha fatto Lecce quando a governare la Puglia era Raffaele Fitto, ci rimette."

  L'AUTORE – Leonardo Palmisano (Bari, 1974), scrittore ed etnografo, presiede la cooperativa Radici Future Produzioni. Esperto di lavoro, migrazioni e criminalità organizzata, è consulente sui rapporti tra mafie e territorio per il Comune di Bari. È autore di inchieste, saggi, sceneggiature e romanzi. Tra le altre cose ha pubblicato con Yvan Sagnet "Ghetto Italia. I braccianti stranieri tra caporalato e sfruttamento" (Fandango Libri) con cui ha vinto il premio Rosario Livatino 2016, e, con Annalisa Gadaleta, "Conversazione a Molembeek" (Radici Future). Cura la rubrica Terre di Migranti sul mensile "Terre di Frontiera". Ha scritto per "Left", "NarcoMafie", "Lo Straniero". È tra i redattori del blog "Sul Romanzo".

  INDICE DELL'OPERA - Cos'è Mafia Caporale – Puglia - Trentino Alto Adige – Emilia Romagna – Sicilia – Piemonte – Umbria – Calabria – Veneto – Toscana – Campania – Lombardia - Abruzzo e Molise – Lucania - Valle d'Aosta e Liguria – Sardegna – Lazio - Ritorno a Bari – Ringraziamenti - Letture