Il barone Ungern. Vita del Khan delle steppe Stampa E-mail

Leonid Juzefovič

Il barone Ungern
Vita del Khan delle steppe


Edizioni Mediterranee, pagg.393, € 34,50

 

juzefovic ungern  IL LIBRO – Chi era Unger Khan, che i mongoli consideravano il Dio della Guerra? Il generale "bianco" che combatté i bolscevichi in Estremo Oriente sino all'ultimo, finché venne sconfitto e fucilato dopo un processo farsa? Il barone Roman Fëdorovič von Ungern-Šternberg (1886-1921) era un nobile baltico di religione buddhista dalle tendenze mistiche, che si riteneva investito di una missione provvidenziale: riconquistare l'Occidente partendo dal cuore della Mongolia.
  Intorno alla sua figura è fiorita tutta una leggenda a livello popolare, romanzi, fumetti, giochi di ruolo, a riprova di come le personalità eccezionali, nel bene e nel male, si circondino di un alone mitologizzante che avvince, nonostante gli anni e il tempo che passa. Ossendowski con Bestie, uomini, dei (1922) ha impedito che la Storia lo inghiottisse e lo annullasse, facendolo diventare un simbolo tra realtà e leggenda, "l'ultimo degli antibolscevichi", come lo definì Julius Evola nel 1938.
  Leonid Juzefovič, in questa prima vera biografia storica, ricostruisce dettagliatamente la vita avventurosa, la vocazione alla guerra, le battaglie, le idee e la morte di questo eroe sui generis dell'antibolscevismo, pubblicando anche i verbali del processo a suo carico e della fucilazione, a opera dei comunisti.
  L'opera, la cui traduzione italiana basata sulla seconda edizione russa è stata curata da Paolo Imperio, non ha soltanto un valore di per sé, per aver fatto conoscere le vicende accertate del Barone Ungern-Šternberg, ma ha anche un valore come qualcosa di simbolico. Essa esce infatti nel centesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, un evento epocale che cambiò i destini del mondo insieme al crollo degli Imperi centrali sconvolgendo per sempre l'assetto geopolitico non solo del Vecchio Continente. Tra le migliaia e migliaia di libri a essa dedicati, spesso apologetici, nel corso del decenni ci sono certamente state anche le storie degli avversari del bolscevismo soprattutto nei primi anni dopo la vittoria della rivoluzione, ma nulla che dal punto di vista essenzialmente storico sia stato dedicato al Barone, sino appunto a Leonid Juzefovič. Ungern, un militare, non è stato seppellito dal discredito e dal disprezzo o dalla dimenticanza. Al contrario, è poco alla volta assurto quasi a eroe della letteratura popolare.

  DAL TESTO – "Il terribile Barone sembrava che come caratteristica dovesse avere una voce di basso o baritono e non un "falsetto". "Squittire'', questo è il verbo che spesso viene utilizzato dai memorialisti nel descrivere i suoi improvvisi scoppi di rabbia. Altrettanto probabile è che nel corso degli anni abbia perso l'attrazione per il corpo femminile, già non troppo forte nella sua prima giovinezza. La guerra, il sangue, il pericolo di infezioni, la costante prossimità della propria e dell'altrui morte davano un senso così acuto della pienezza di vita che per lui le esperienze sessuali erano solo un'imitazione, un surrogato a buon mercato per coloro che non erano in grado di sentire piaceri più sublimi. Le donne apparterrebbero a un ordine di esseri inferiori per la sola ragione che, per loro natura, non sono in grado di interiorizzare una tale sublimazione.
  "Ungern non era simile soltanto ad Annenkov, ma anche a Carlo XII e a Federico il Grande che erano tra i suoi idoli. Se anche disprezzava le donne, non ne dava adito presso gli ufficiali sposati, da cui esigeva non soltanto dedizione, ma una dedizione monastica, e considerava il matrimonio come una questione puramente politica, svincolata da qualsiasi rapporto con la moglie, soltanto un affare. Scrive di lui Thomas Mann: "Era uno scapolo cinico, una gran parte dei suoi atteggiamenti malevoli e di repulsione nei confronti delle donne può essere spiegata dalla sua sostanziale mancanza di relazioni con chiunque e al non volersi adattare agli eventi mutevoli dell'epoca"."

  L'AUTORE – Leonid Juzefovič, laureatosi nel 1970 presso la Facoltà di Filologia dell'Università di Perm, ha poi servito nell'esercito in Transbajkalia durante gli scontri di frontiera con la Cina. Ph.D. nel 1981 con una tesi sulla diplomazia russa dal XV al XVII secolo, dal 1975 al 2004 ha insegnato Storia a Mosca. Ben conosciuto e apprezzato per i suoi romanzi polizieschi ambientati nell'Impero russo della pre-rivoluzione, pubblicati negli anni Settanta e Ottanta, deve la sua popolarità al presente lavoro storico sul Barone Ungern. Gli oltre venti romanzi di Juzefovič sono stati tradotti e pubblicati in inglese, francese, tedesco, mongolo, polacco e spagnolo, e per alcuni di essi ha ricevuto dei prestigiosi premi in Russia. Juzefovič si è inoltre dedicato alla televisione, scrivendo sceneggiature originali di grande successo nate dai suoi libri, alcune delle quali divenute serie TV molto apprezzate.

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione. Realtà e leggenda di Ungern Kahn – Introduzione dell'Autore all'edizione italiana – Introduzione dell'Autore all'edizione russa del 2010 – Premessa dell'Autore - 1. "Frecce nella faretra di Dio" - 2. Il faro di Dagö - 3. Robert e Roman: dall'Austria al fiume Amur - 4. Il miraggio mongolo - 5.Yuán Shìkăi e Carlo XII - 6. Purificazione e punizione: dalla Prussia in Persia - 7. L'uomo di Kuranža - 8. Il Distaccamento Speciale Manciurio - 9. Le regine del Bajkal: Čita e Dauria - 10. Il corvo di Dauria - 11. La Grande Mongolia - 12. La Principessa Elena Pavlovna - 13. La morte di Fušeng e i nuovi piani strategici - 14. I Kappelisti - 15. Da Akša verso il Sud - 16. La Divisione - 17. I sette memorialisti - 18. La città condannata - 19. L'avvento dell'orrore - 20. Il salvatore che viene dal Nord. Verso il fiume Kerulen - 21. In cima alla montagna sacra - 22. Il Buddha cieco - 23. Il carcere - 24. L'assalto: 1-2 febbraio - 25. L'assalto: 3-4 febbraio - 26. "Non deve restare né donna né uomo" - 27. Il banchetto dei cadaveri - 28. L'incoronazione del Bogdo-Gègèn - 29. Verso il confine e attraverso il Gobi - 30. L'aquila e il dragone - 31. La Luce viene dall'Oriente - 32. La religione delle verità originarie - 33. Sangue sul loto - 34. Regime - 35. Potenza e impotenza - 36. Bakič e gli altri - 37. Granduca o "Grande Principe"? - 38. La vigilia - 39. La guerra del Nord - 40. La fine dei sogni - 41. L'ultima Campagna - 42. La cospirazione - 43. L'ammutinamento - 44. Prigioniero e solo - 45. La sentenza e l'esecuzione - 46. Dispersi e morti - 47. Il tesoro - 48. Una seconda vita - 49. Visto da lontano - 50. Epilogo - Bibliografia