Il fascismo alla ricerca del “Nuovo Mondo” Stampa E-mail

Valerio Giannattasio

Il fascismo alla ricerca del "Nuovo Mondo"
L'America Latina nella pubblicistica italiana, 1922-1943


Ombre Corte Edizioni, pagg.233, € 22,00

 

giannattasio fascismo  IL LIBRO – L'ascesa del regime di Mussolini segna l'inizio di un periodo di grande e inatteso interesse della pubblicistica italiana per l'America Latina. Sebbene le linee di tendenza appaiano per molti aspetti in continuità con quanto pubblicato durante l'Ottocento e i primi del Novecento, nel corso del ventennio si produce, infatti, una rilevante svolta nella riflessione e nell'interpretazione dei paesi latinoamericani. Sospinti dalle attenzioni riservate dal fascismo alla regione, una folta schiera di giornalisti, scrittori, viaggiatori e accademici prendono a frequentare assiduamente il subcontinente americano, favorendo un progressivo ampliamento quantitativo delle opere e, soprattutto, dell'orizzonte tematico, che inizia a spaziare dalla geografia alla composizione etnica, dall'analisi del quadro politico sino a quella delle relazioni internazionali, economiche e commerciali. Attraverso questa variegata letteratura emergono con sempre più evidenza, oltre a un panorama dell'area complesso e dalle molte sfaccettature, le mire geopolitiche del fascismo, specialmente verso le nazioni interessate da importanti flussi migratori provenienti dall'Italia. Sul finire degli anni venti, in particolare, vengono più schiettamente alla luce le intenzioni del regime mussoliniano, determinato a conquistare anche in quella parte del mondo nuovi bacini dove poter dispiegare i propri progetti di espansionismo ideologico, economico e culturale, nel solco di una nuova politica imperialista e di potenza. Queste ragioni, rinvigorite da un costante sentimento di vicinanza etnica e culturale, fanno sì che, tanto agli occhi degli scrittori quanto a quelli di influenti uomini di governo, l'America Latina divenga, parafrasando un fortunato titolo dell'epoca, un "problema fascista".
  Il volume – scrive, nella Prefazione, Angelo Trento - "si segnala, innanzi tutto, per la pazienza da segugio del suo autore nel trarre a galla dall'oblio in cui erano confinati innumerevoli articoli comparsi in riviste della più svariata natura nel corso dei due decenni intercorsi tra la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda. Ma si segnala anche, e in special modo, perché contribuisce a colmare lacune ancora presenti in campo storiografico (e apre le porte a futuri studi che seguano lo stesso filone) per quanto attiene alla visione che la pubblicistica dell'epoca veicolava circa l'America Latina, lacune peraltro testimoniate dalla scarsezza di riferimenti, nelle note, a testi recenti che abbiano trattato lo stesso tema o uno dei suoi aspetti e tale scarsità non deriva certo da disattenzione del ricercatore ma da mancanza di materiale, mentre solo leggermente più copioso è quello riguardante gli Stati Uniti, in particolare per alcune questioni, come, ad esempio, la propaganda".

  DAL TESTO – "La pubblicistica partecipò al recupero dell'immaginario e delle glorie passate, in cui "il continente latinoamericano sarebbe stato, in un dato momento storico, uno dei campi di esercizio". Valorizzare le opere italiche in ogni campo della storia dell'area voleva dire, in un certo senso, rileggerne le vicende secondo una nuova chiave interpretativa, che faceva perno sul ruolo del popolo italiano nella formazione dell'America Latina sin dalle sue origini, operazione che prendeva le mosse dalla figura di Cristoforo Colombo, di cui si dava un'immagine mitizzata, insistendo sulla funzione da lui svolta nella destrutturazione delle frontiere geografiche e delle barriere culturali dell'Europa medievale". L'esaltazione patriottica arrivò finanche a riprendere un vecchio progetto di canonizzazione (perché la "gloria di Genova abbia la sua degna sede nel mondo cattolico"), di cui "Le Vie d'Italia e dell'America Latina" si fecero paladine invitando a sostenere l'associazione "Cavalieri di Colombo" attiva negli Stati Uniti e in Messico."

  L'AUTORE – Valerio Giannattasio svolge attività di ricerca presso l'Università di Napoli "L'Orientale". Tra le sue pubblicazioni, "Naturaleza, sociedad y politica: representación y comprensión de América Latina en la Italia fascista", in "Cultura Latinoamericana" (Bogotá, 2011); "Buenos Aires capital independiente", in A. De Francesco, L. Mascilli Migliorini e R. Nocera, "Entre Mediterraneo y Atlántico. Circulaciones, conexiones y miradas, 1756-1867" (Santiago de Chile, 2014); "Democrazie inquiete. Viaggio nelle trasformazioni dell'America Latina" (con R. Nocera, Milano, 2017); "Circolazioni mediterranee" (Napoli, 2017).

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione, di Angelo Trento – Introduzione - Capitolo primo. Immagini di un continente (1. Territorio, natura e paesaggi - 2. La composizione etnica - 3. L'economia e il commercio - 4. Relazioni commerciali tra l'Italia e i paesi latinoamericani) - Capitolo secondo. Gli italiani all'estero tra valorizzazione e strumentalizzazione (1. Il fascismo e gli emigrati - 2. Emigranti o italiani all'estero? Idee e rielaborazioni intorno al concetto di emigrante - 3. La valorizzazione degli italiani in America Latina - 4. La questione dell'"italianità" - 5. L'offensiva propagandistica) – Capitolo terzo. L'America Latina nello scenario internazionale (1. Politica e istituzioni - 2. Lo scomodo vicino statunitense - 3. Stati Uniti, America Latina e panamericanismo - 4. Il panlatinismo come alternativa) – Bibliografia – Indice dei nomi