Progressive rock Stampa E-mail

David Weigel

Progressive rock
Ascesa e caduta di un genere musicale


EDT, pagg.361, € 26,00

 

weigel progressive  IL LIBRO – Il progressive rock è apparso come un terremoto sulla scena musicale britannica della fine degli anni Sessanta, arrivando in pochi anni a conquistare l'intero mondo musicale; un fenomeno geniale e onnivoro, diverso da tutto, spettacolare e ricercato oltre ogni naturale misura. Un successo globale che fruttò alle case discografiche introiti immensi. Eppure oggi il ricordo che ne abbiamo è spesso quello di una musica pomposa e vuota, con arrangiamenti troppo ricchi e cantanti troppo appariscenti. Come è stato possibile che la musica che ambiva a spostare i confini del pop verso l'infinito si sia, dopo neanche un decennio, rinchiusa nel suo piccolo regno di nostalgia e magniloquenza?
  David Weigel ripercorre in questo libro le vicende degli uomini e delle (poche) donne del progressive, lasciando la parola agli stessi protagonisti: attraverso centinaia di testimonianze originali, Weigel porta il lettore dalle radici del genere, con le ambizioni sinfoniche di Moody Blues e Procol Harum, fino al concerto dei King Crimson a Hyde Park nel 1969. Dall'epifania del Moog, apparso a Keith Emerson in un negozio di dischi di Soho, alla distruzione dei primi organi Hammond a colpi di coltello. Dalle ambiziose cover di musica classica alla suite di "Tubular Bells". Dal teatro musicale dei Genesis alle turbolente vicende degli Yes, e ancora oltre, negli anni Ottanta e Novanta della "decadenza", con il successo dei Rush, degli Asia, dei Porcupine Tree. Il suo ampio e articolato racconto è arricchito nell'edizione italiana da un denso capitolo di Jacopo Tomatis dedicato alla scena "nazionale", snodo importante e creativo di un genere cosmopolita come pochi altri. Completa il volume una serie di foto originali di Roberto Masotti.
  Quella che racconta Weigel è una storia di ascesa e caduta, di ambizioni artistiche spropositate e di scelte sbagliate. Ma è anche la storia di grandi musicisti in grado di ripensare radicalmente il ruolo della musica pop e le sue forme. Una stagione ingenua e satura di talento, in cui le possibilità della musica sembravano illimitate, e il rock pareva davvero in grado di salvare il mondo.
  "Alla fine del libro di David Weigel – scrive, nella Prefazione, Marco Zatterin - sarà facile arrivare a capire com'è successo che la lunga e straordinaria storia dei cavalieri illuminati dalla luna in notte buia e senza stelle abbiamo fatto l'impresa del genere cosiddetto "progressive" - il nome pare doversi a una compilation della Decca uscita nel 1969, ma nessuno ne è davvero sicuro - edificando un universo musicale amato di più dai meno e detestato parecchio da tanti.
  "Si vedrà perché il prog è un non-luogo sospeso nel tempo, che pare inchiodato al 1972 e in realtà racchiude tutte le epoche. Si capirà che un'apocalisse di note in nove ottavi è l'inizio dell'ordine complesso e non viceversa. Si dovrà far pace con i tempi dispari, le sincopi, le pedalate "zoppe" sulla gran cassa, il basso che suona come una chitarra, la chitarra che pare una tastiera, il piano che fa quello che gli pare, i crescendi e i decrescendi, i nervosismi e le aperture romantiche, i testi enigmatici. Per chi arriverà alla fine sulle sue gambe, e con le sue orecchie, l'esito sarà scontato: sarà la certezza che il prog non è una musica, ma uno stile di vita."

  DAL TESTO – "Agli autori del prog non interessava scrivere "Love Me Do", o le canzoni d'amore. Neanche l'"amore" in sé li interessava - non nel senso proprio, almeno, l'amore rivolto a una persona. Quando in una canzone progressive compariva una donna, era una presenza, non un oggetto sessuato. In "Lady of the Dancing Water" dei King Crimson il personaggio femminile è colto in un atto di seduzione ("pouring my wine, your eyes caged mine glowing", "versando il mio vino, i tuoi occhi ingabbiarono i miei risplendendo"); ma anziché venire oggettivato, è trasformato in una musa. Jon Anderson, che per gli Yes ha scritto alcuni dei versi più mistici del progressive, ha detto che il suo intento era trasmettere una «scoperta del sé e una connessione con il divino».
  "Era l'intento di moltissimi altri. Verso la fine degli anni Sessanta, Peter Sinfield era un annoiato programmatore che aspirava a fare l'autore di canzoni. Cominciò scrivendo i testi per i King Crimson nella loro formazione originale, poi fu assunto dal supergruppo Emerson, Lake & Palmer. «Volevamo semplicemente combinare delle musiche che prima di allora non si erano incontrate molto», racconta oggi. «Elementi di jazz e di classica. Emerson, Lake & Palmer sono considerati una band progressive, ma non facevano altro che suonare musica classica». Come molti dei praticanti del progressive, Sinfield non usa la parola con la "p" se appena può farne a meno. «È una parola che hanno inventato i giornalisti, sai», dice. «Noi non ci consideravamo progressive, nessuno di noi. Gli Yes no, neanche i Pink Floyd». È possibile che sia così."

  GLI AUTORI – David Weigel (1981) è giornalista e blogger. Scrive di politica per il «Washington Post» e ha collaborato con i periodici «Slate», «Bloomberg», «Rolling Stone» e molti altri. Vive e lavora a Washington.
  Jacopo Tomatis (1984) è musicologo e giornalista musicale. Insegna Popular Music presso il DAMS di Torino. Dal 2008 è redattore del «giornale della musica», per cui cura le sezioni dedicate al jazz, al pop e alla world music.
  Roberto Masotti (1947) è uno dei fotografi più importanti della scena musicale europea. È autore di numerosi libri dedicati alla musica, di scatti diventati ormai storici e di copertine celebri, in particolare per l'etichetta ECM.

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione, di Marco Zatterin – Introduzione - I. Figli del Blitz - II. Il boom psichedelico - III. Un miliardo di volte più forte - IV. Moog Men - V. Una forma d'arte superiore - VI. Martelli e campane - VII. In fissa con la complessità - VIII. Fripperie - IX. Campana a morto - X. Neo-Prog - XI. La fabbrica della nostalgia – Epilogo – Ringraziamenti - Le magnifiche sorti e progressive del rock italiano, di Jacopo Tomatis – Note - Indice dei nomi e dei titoli