La Fiamma che non si arrende Stampa E-mail

Massimo Magliaro

La Fiamma che non si arrende

Casa editrice Pagine / I libri del Borghese, pagg.306, € 18,00

 

magliaro fiamma  IL LIBRO – Il Movimento sociale italiano non è stato soltanto un partito. Per chi vi ha militato è stato una scuola di vita. Per chi lo ha avversato è stato la sentina di tutti i mali. Per tutti è stato semplicemente un fatto straordinario. Nato dalla sconfitta del '45, il Msi è stato capace di durare per cinquanta anni fra persecuzioni giudiziarie, manovre dei servizi segreti, censura della stampa, scissioni, golpe veri e presunti, tensioni internazionali, terrorismi. E poi l'arco costituzionale per soffocare il popolo missino. Cinquanta anni nei quali il Msi ha rappresentato un grande fenomeno di libertà, la libertà dell'uno contro tutti.
  "Il volume di Massimo Magliaro – scrive, nella Nota introduttiva, il Prof. A. James Gregor - costituisce un importante contributo al grande mosaico che è la storia moderna dell'Italia. Esso fornisce il resoconto del mezzo secolo di attività del Movimento sociale italiano, un movimento politico formato da coloro che sopravvissero all'esperimento fascista come pure da coloro che intendevano difendere non solo i valori specifici che erano minacciati ma anche l'Italianità di zone come Trieste e Bolzano. È una storia che in particolare copre gli anni duri, quelli della tensione della Guerra Fredda, mettendo in risalto il ruolo del Msi nella politica nazionale di quel periodo. E ancor più di questo, il libro documenta gran parte del pensiero che ispirò quella attività. È un'opera importante che tratta un periodo critico di transizione per l'Italia, che contribuì a dare forma al suo ruolo in Europa e nella comunità internazionale. Ben documentato e scritto con cura, il lavoro di Magliaro merita una lettura attenta ed obiettiva."

  DAL TESTO – "I missini erano donne e uomini del loro tempo. E quel tempo lo vivevano come tutti. Le canzoni da canticchiare erano le stesse. I vestiti erano, più o meno, gli stessi. Le scuole e i luoghi di lavoro pure. Le preoccupazioni quotidiane erano come quelle degli altri. Scuola, famiglia, ufficio, fabbrica, cinema, stadio, università, teatro, gita, museo, ristorante: proprio come gli altri, come tutti.
  "Certo, i missini si portavano dentro le loro idee, i loro sentimenti, i loro ricordi, le loro speranze. Si portavano dentro soprattutto, e ci mancherebbe, la fierezza di una storia importante che la sconfitta non aveva sminuito. Forse non dovevano?
  "I missini erano così. Ma anche il loro partito era così.
  "Il Movimento sociale era un luogo dove incontrarsi, uno strumento per affermare o riaffermare la vitalità di un mondo che, secondo i "liberatori", avrebbe dovuto estinguersi con la "liberazione", un mondo che invece c'era. Eccome se c'era. Il Msi era soprattutto una grande famiglia, una grande comunità. Ritrovarcisi era bello e pulito. Era una imperdibile boccata d'ossigeno. Andare in Sezione era andare a casa."
  "Dopo aver letto l'opera di Magliaro – si legge nella Postfazione di Ernesto Milà Rodriguez (Direttore della "Revista de Historia del Fascismo") - si può davvero dire: "Adesso ho un quadro completo di quel che fu il Movimento sociale italiano". Questo lavoro in effetti ricostruisce il cammino, durato mezzo secolo, nel quadro della politica italiana e internazionale."

  L'AUTORE – Massimo Magliaro, giornalista professionista, ha lavorato al "Secolo d'Italia", è stato capo Ufficio stampa del Msi-Dn dal 1977 al 1990, ne ha diretto l'agenzia quotidiana "Nuove prospettive", è stato tra i fondatori dell'Istituto di studi corporativi e della "Rivista di studi corporativi" è stato caporedattore. Entrato in Rai nel 1991, è stato nominato inviato di esteri al Giornale Radio, poi vicedirettore del Tg1, corrispondente da Parigi e Madrid per il Tg2, vicedirettore vicario di Rai International che ha poi diretto dal 2000 al 2006, quindi direttore della Divisione Tv Canale 1 e 2 e amministratore delegato della NewCo Rai International spa, infine presidente e amministratore delegato di Ceo. Ha scritto "Un partito differente" e "L'alternativa in movimento".

  INDICE DELL'OPERA - Nota introduttiva, di A. James Gregor (Professore emerito di Scienza politica alla Berkeley University) – Prefazione, di Roland Helie (Direttore di "Synthèse Nationale" e dei "Cahiers d'histoire du nationalisme") - Introduzione dell'autore – 1944 – 1945 – 1946 – 1947 - 1948 – 1949 – 1950 – 1951 - 1952 – 1953 - 1954 – 1955 - 1956 – 1957 - 1958 – 1959 - 1960 – 1961 - 1962 – 1963 – 1964 – 1965 – 1966 - 1967 – 1968 - 1969 – 1970 - 1971 – 1972 - 1973 – 1974 - 1975 – 1976 - 1977 – 1978 - 1979 – 1980 - 1981 – 1982 - 1983 – 1984 - 1985 – 1986 - 1987 – 1988 - 1989 – 1990 - 1991 – 1992 - 1993 – 1994 – 1995 - Inserto fotografico – Postfazione, di Ernesto Milà Rodriguez (Direttore della "Revista de Historia del Fascismo") - Indice dei nomi