Back in Urss. Reportage dal nuovo impero russo Stampa E-mail

Emanuele Novazio

Back in Urss. Reportage dal nuovo impero russo

Guerini e Associati, pagg.167, Euro 19,50

 

novazio_back.jpg  IL LIBRO - Casualmente, ma forse non tanto, nel quarantesimo anniversario dell'invasione della Cecoslovacchia Putin e il suo "clone" Medvedev hanno inscenato la guerra-lampo di Georgia, riportando alla ribalta il concetto di sfere d'influenza di sovietica memoria. Un conflitto sanguinoso, ma soprattutto un avvertimento: la ricostruzione del potere statale, il potenziamento dell'esercito, il recupero della Chiesa ortodossa, il controllo di ferro sulla stampa sono le tappe di una resurrezione imperiale, cementata dall'ideologia granderussa, che non tollera ai propri confini manovre di avvicinamento all'Occidente. È questa nuova Russia che Novazio racconta nei suoi reportage, che dalle zone di guerra - passata o prossima - si spostano all'interno della società. Raccontando come intellettuali, nuovi ricchi, militari, e soprattutto la gente comune, vivano l'era di Putin, sferzati dall'orgoglio nazionale a vestire di nuovo i panni della grande potenza. Nonostante le fondamenta di questo progetto monumentale - gli introiti legati alla vendita del gas e del petrolio sui mercati occidentali - mostrino, alla luce della crisi economica mondiale, una preoccupante fragilità.

 

  DAL TESTO - "Come Putin, del resto, Solzenicjn disprezzava l'ossessione americana per i diritti degli individui, insieme a quella per la libertà di espressione. («La società americana è costruita sul fatto che ci sono cento opinioni contrastanti, ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, ma la verità scompare nel diritto di tutte questa varie opinioni», annota nel già citato discorso di Harvard). Come Putin, Solzenicjn credeva in un mercato controllato dallo Stato. Come Putin, pensava che Mosca doveva alzare la guardia contro l'Occidente per avitare di esserne sfruttata o addirittura invasa: il regime zarista, sostiene in Agosto 1914, è stato travolto e ha portato il Paese nel caos perché non era preparato alla guerra.

  "Non stupiscono così i complimenti a Putin per avere recuperato una politica estera di potenza «grazie alla quale la Russia ha recuperato peso nel mondo», affidati dallo scrittore alla moglie, un anno prima della morte, durante la presentazione della nuova edizione del saggio «Riflessioni sulla rivoluzione di febbraio», pubblicato dal settimanale filogovernativo Rossiskaja Gazeta. Il saggio rimprovera allo zar di non avere represso l'opposizione, attacca il parlamentarismo, i liberali, «i Russi che hanno dimenticato Dio». La tragedia del comunismo, sostiene, è opera dell'ultimo zar, che con la sua debolezza «ha tradito» il suo Paese. Difficile non vedervi un messaggio per Putin".

 

  L'AUTORE - Emanuele Novazio è corrispondente diplomatico de La stampa. È stato corrispondente da Parigi, Mosca, Bonn e Berlino. Ha scritto, fra l'altro, La Russia di Gorbaciov (Milano, 1999).

 

  INDICE DELL'OPERA - Introduzione - Parte prima. In Georgia - Prologo - Quarant'anni dopo Praga - La trappola - Dal terreno - Una guerra che viene da lontano - Un burrascoso dopoguerra - La menzogna - Visto da Washington - Visto da Bruxelles - L'Ucraina prossima ventura - Parte seconda. Il sistema di Putin - L'energia - Le forze armate - I siloviki - La lotta agli oligarchi e il controllo dell'economia - Il maglio sulla stampa - La Chiesa ortodossa - La cultura granderussa - Medvedev vs Putin? - Putin vs Medvedev? - Lo spettro della crisi - Appendice - Glossario - I focolai di tensione nel Caucaso