Il sopravvissuto. Diario di un vinto Stampa E-mail

Roberto Mancini

Il sopravvissuto
Diario di un vinto

Libri per evolvere, pagg.224, € 15,00

 

mancini_sopravvissuto  IL LIBRO – Matteo Minervini, classe 1918, giovane professore di Storia e Filosofia a Ferrara, sogna un`autentica rivoluzione negli anni del fascismo e parte per la guerra in Africa settentrionale. Dopo una strenua difesa contro l`esercito inglese nel deserto di El Alamein, viene fatto prigioniero come non collaboratore nel Fascists` Criminal Kamp di Hereford, Texas.
  Il giovane soldato, ormai uomo, viene rimandato in patria nel 1946. Stanco e disilluso, tradito dalla Storia, i suoi sogni, le speranze e gli ideali s`infrangono di colpo di fronte a un`Italia devastata dalla guerra e dall`impero americano, intontita dalla ventata di "libertà" che soffia prepotente ovunque. Matteo, incapace di riprendere la sua vita, muore ogni giorno a se stesso vagheggiando un`èra lontana che il mondo ha scacciato negli abissi della memoria.
  Un romanzo crudo, avvincente e provocatorio di un fascismo impossibile, che rimette in discussione settant`anni di storia della piccola Italia, regno glorioso ormai teatro di squallide marionette.

  DAL TESTO – “Il frastuono era indescrivibile, eravamo tutti assiepati nelle strade intorno al Castello Estense. Era il pomeriggio del 10 giugno 1940. Finalmente scendevamo in campo, meglio tardi che mai. La sera il GUF di Ferrara organizzò un incontro aperto per commentare la notizia. Molti erano pronti a interrompere gli studi per partire subito volontari. Parlai dicendo che la Francia era sempre stata una nostra nemica mortale sin dalla fine dell'Ottocento. I problemi relativi alla Tunisia, il protezionismo del vino, l'eccidio dei lavoratori italiani nelle Saline di Aquismortes. Altro che pugnalata alla schiena! L'Inghilterra poi, con l'egoismo dei dominatori, impediva ai popoli giovani di ritagliarsi il proprio spazio. Le merci inglesi viaggiavano libere attraversando in lungo e in largo l'immenso Impero Britannico, dominando incontrastate in tutti i mercati internazionali. Il mio discorso era chiaramente retorico, come la circostanza richiedeva. La guerra, in ogni caso, avrebbe dovuto assumere il significato di un conflitto rivoluzionario per completare il riscatto politico e sociale del nostro proletariato. In questo ripetevo quei concetti che il Duce aveva già espresso nel primo conflitto mondiale. Bisognava assolutamente riprendere i temi della scuola di mistica fascista. Tutto andava interpretato alla luce di un nuovo idealismo che doveva essere al di sopra di ogni cosa, come una specie di apostolato metapolitico.”

  L’AUTORE – Roberto Mancini (Roma, 1950), studioso di Storia contemporanea dal Risorgimento al Fascismo, è stato per oltre trent'anni professore di Storia e Filosofia in un prestigioso liceo romano, unendo la passione per l'insegnamento a un'intensa partecipazione in chiave ideologica alle vicende della politica italiana. Ha lavorato negli anni '70 alla Rivista Militare e ha fatto parte della Consulta Nazionale della scuola alla Camera dei Deputati. Molte conferenze su importanti problemi del nostro tempo lo hanno visto protagonista nel corso della sua esistenza. Il libro rappresenta in un certo senso il sogno di una vita, ora realtà grazie a un giovane editore che non ha avuto paura di pubblicare un'opera fuori dalle righe e dalla vulgata ufficiale.

  INDICE DELL’OPERA – Nota dell'Editore - Nota dell'Autore – Prologo - Parte prima - Capitolo 1. Il passato non si cancella - Capitolo 2. Barbara - Capitolo 3. La guerra rivoluzionaria - Capitolo 4. Qui si muore davvero - Capitolo 5. La canzone della X Mas - Capitolo 6. Rimanere se stessi - Parte seconda - Capitolo 7. Il ritorno - Capitolo 8. Italia 1946 - Capitolo 9. Nostalgie e speranze - Capitolo 10. E la vita continua - Capitolo 11. Rassegnazione - Capitolo 12. Ultimi bagliori rivoluzionari - Capitolo 13. L'eclisse