Il feroce saracino Stampa E-mail

Pietrangelo Buttafuoco

Il feroce saracino
La guerra dell'Islam
Il califfo alle porte di Roma


Bompiani, pagg.195, € 12,00

 

buttafuoco saracino  IL LIBRO – Più che la scimitarra, la forbice. Questa era la percezione dell'islam nell'immaginario degli italiani. Le forbici sul fez del Turco napoletano, una delle più fortunate maschere di Totò, la simpatia malandrina del Sarracino cantato da Carosone, o l'alone fiabesco del Saladino della pubblicità Perugina. Da religione residuale l'islam oggi è diventato l'incubo di tutti; bussa alla porta di ciascuno di noi, insinuandosi nella nostra più privata quotidianità. Della strage di "Charlie Hebdo" a Parigi resta un fotogramma: un musulmano che spara a un altro musulmano. Due individui colti nel momento in cui la guerra civile globale diventa – ben oltre l'immagine – un fatto conclamato. Il primo uccide in nome di Allah, il secondo muore invocandolo. È una guerra civile all'interno dell'islam quella che, nel solco delle primavere arabe, dei flussi migratori e del dilagare del terrorismo internazionale, incendia la comunità musulmana. Si chiama fitna ed è la discordia insanabile, una faida che non trova tregua e che trascina nel proprio gorgo tutti. L'Isis cancella coi caterpillar l'antica città di Hatra. Come a Mosul, così a Nimrud. Di duemila anni di storia resta la polvere e una minaccia: la demolizione delle Piramidi in Egitto. Uno scempio messo in atto dai terroristi che non risparmia neppure i luoghi santi della religione di Maometto. E senza risparmiare Mecca dove i fanatici, tra le tante memorie della devozione, non hanno esitato a distruggere la casa del primo califfo dell'islam e anche la dimora di Khadigia, la prima moglie del Profeta, per lasciare il posto a dei bagni pubblici.

  DAL TESTO – "La rivoluzione è un re-volvere, un ritorno alle origini. Là dove non riescono falce e martello, arriva la scimitarra. Nell'ottobre 1978, Michel Foucault - filosofo, "archeologo della follia" - arriva in Iran e nelle sue corrispondenze, pubblicate in Italia sul "Corriere della Sera", coglie il senso di ciò che, poco dopo, si realizzerà con l'instaurazione della Repubblica islamica e la cacciata di Reza Pahlavi: "Il vero elemento arcaico è la modernizzazione imposta dallo scià."
  "Ogni ruolo, ogni repertorio, trasforma l'epoca della messa in scena. Rambo, oggi, prossimo a uscire col quinto capitolo, è impegnato a combattere in Messico contro i cartelli della droga e di certo non torna in Afghanistan - identificato dal presidente USA George W. Bush quale responsabile numero uno degli attentati - dove si è consumato il primo atto della guerra al terrorismo.
  "Ogni messa in scena giustifica un proprio retroscena. L'invasione di Kabul è il primo obiettivo di una strategia che dal 2001 a oggi mette in menu anche la guerra all'Iraq. Il rovesciamento del regime di Saddam Hussein (ex alleato degli americani) è già archiviato. Non un ordine si stabilisce a Baghdad, nei territori a cavallo tra le sovranità del Medio Oriente si costituisce lo Stato islamico e dopo la Libia di Muhammar Gheddafi restano da cancellare anche la Siria e poi l'Iran. Una prospettiva, questa, ancora in itinere. Corroborata da un rodaggio. Con le "rivoluzioni arabe" e le "primavere" di vario genere.
  "La storia s'è asserragliata nella cronaca. Il riflesso è così condizionato che nel doppiaggio italiano del film The Millionaire, in perfetta buona fede, e dunque peggio, nelle scene in cui i musulmani sono assaliti, muovono a compassione, in quanto vittime e meritevoli di pietà. Ma viene operato uno scambio d'identità con l'aggressore. "Attenti," dice una voce fuori campo, per avvisare di un pericolo, "stanno per arrivare i musulmani." Lo spettatore, infatti, è portato a credere che quelli sul marciapiede, grondanti di sangue, siano indù, ossia i buoni. I musulmani, invece, tornano a essere i cattivi nelle scene in cui prendono il sopravvento."

  L'AUTORE – Pietrangelo Buttafuoco è nato a Catania. Scrittore e giornalista, attualmente lavora per 'Il Foglio', 'Il Sole-24 Ore' e 'la Repubblica'. Tra i suoi libri, di narrativa e saggistica, "Fogli consanguinei" (Ar, 2001), "Le Uova del Drago" (Mondadori, 2005), "L'Ultima del Diavolo" (Mondadori, 2008), "Cabaret Voltaire" (Bompiani, 2008), "Fimmini" (Mondadori, 2009), "Il Lupo e la Luna" (Bompiani, 2011), "Fuochi" (Vallecchi, 2012), "Il dolore pazzo dell'amore" (Bompiani, 2013) e "Buttanissima Sicilia" (Bompiani, 2014).

  INDICE DELL'OPERA – Con le scarpe, senza scarpe - Guarda Omar quant'è bello - La rabbia non è musulmana, è araba - Il ritorno della scimitarra - La notte dell'umanità - Sette Torri contro Sette Cieli - L'Amico è il Nemico - Suicidio a Notre-Dame - Ritorno a Roncisvalle - La guerra civile globale - Il Cretino della porta accanto, terrorista e modernista - La Russia della Mezzaluna - Ragazze di nome Maria - Il mattone mancante della casa finita e rifinita è Muhammad - Io di mio ho un nome saraceno - La direzione retta porta alla sfera - Io di mio ho questa lunga storia d'amore - Il giorno la cui misura è di mille anni - Le lingue puntute di un pettine - I tortellini e la certezza del Paradiso