Tutto è cambiato con la Prima guerra mondiale Stampa E-mail

Gaetano Rasi

Tutto è cambiato con la Prima guerra mondiale
Società ed economia dal 1915 al 1922


Edizioni Tabula Fati, pagg.200, € 15,00

 

rasi tuttoecambiato  IL LIBRO – Questo libro affronta il tema dei mutamenti strutturali, sociologici ed economici, prodotti nel nostro Paese dalla guerra 1915-1918 e le immediate conseguenze negli anni che vanno dal 1919 al 1922.
  Lo sforzo organizzativo fatto dall'intero popolo italiano, accanto ai grandi sacrifici derivanti dalle imprese belliche, ha inciso profondamente sugli eventi storici successivi. La stessa concezione dei compiti di uno Stato in epoca moderna è derivata da avvenimenti che sembravano solo di emergenza. L'intera consistenza sociale della nazione italiana, la sua politica economica e la concezione della vita dei singoli cittadini ne hanno risentito tanto che, al di là della cronologia tradizionale, si fa iniziare il Novecento con il 1915 così da essere stato chiamato "il secolo breve".
  Lo stesso Secondo conflitto mondiale, nonché quanto è ad esso succeduto, deriva in gran parte dagli assetti giuridico-istituzionali, politico-territoriali e dalle incidenze ideologiche maturate allora.
  Questo libro documenta, insieme con i cambiamenti prodotti dallo sforzo bellico, anche le conseguenze prodotte nell'immediato dopoguerra, prodromi degli avvenimenti successivi.
  Il volume è diviso in due parti. Una prima riguarda la conversione dell'economia di pace in economia di guerra e gli effetti che hanno inciso nell'agricoltura, nelle industrie, nel settore terziario e nelle infrastrutture pubbliche. Una seconda parte riguarda la difficile riconversione socio-economica conseguente alla guerra vittoriosa i cui risultati furono messi in discussione dai nuovi equilibri sociali interni e dalle difficoltà derivanti dai nuovi assetti internazionali.

  DAL TESTO – "Dal punto di vista della produzione lorda totale, a prezzi costanti, si può individuare il seguente andamento ciclico annuale: una forte ascesa negli anni che vanno dal 1915 al 1918, una caduta repentina nel 1919, che raggiunge il suo punto inferiore nel 1921, e una ripresa a cominciare dal 1922 [...]. Va fatto tuttavia osservare che negli anni della guerra - mentre fu crescente il prodotto agricolo e discendente il prodotto industriale, pur mantenutosi sui valori alti ai quali era salito all'inizio del conflitto - il contributo della pubblica amministrazione, più che raddoppiato tra l'inizio e la fine della guerra, assunse negli anni 1917 e 1918 un'incidenza determinante su tutta la produzione nazionale.
  "Il condizionamento dell'economia ai fini bellici appare evidente e quindi, nello spazio temporale del quale si occupa questo volume, non è possibile individuare un tipo di ciclo economico che sia espressione di una spontanea evoluzione dell'attività produttiva. L'analisi degli alti e dei bassi della produzione di questo periodo è inevitabilmente legata, prima, alla mobilitazione per fini bellici e, poi, alla smobilitazione per il passaggio alla produzione di pace.
  "Tuttavia anche i fenomeni economici legati a così eccezionali eventi possono essere letti secondo la lezione dello Schumpeter e del Robertson i quali - come è noto - affermano che gli andamenti ciclici sono parte del meccanismo dello sviluppo. Ciò a patto che non si voglia stabilire un rapporto diretto di causa-effetto tra ciclo e sviluppo.
  "In altre parole riteniamo di essere d'accordo con Robbins che il ciclo possa essere dovuto a qualcosa che operi tra i fattori che causano lo sviluppo soltanto se quel qualcosa viene individuato nell'introduzione dell'innovazione sia essa di natura tecnica, scientifica, organizzativa oppure sia di natura inventivo-creativa."

  L'AUTORE – Gaetano Rasi (1927), economista, docente universitario, parlamentare, giornalista. Ha insegnato Politica Economica, Economia dello Sviluppo e Sociologia Economica in varie Università italiane e straniere (1980-2000) e ha diretto l'opera di storia economica, in 26 volumi, Annali dell'Economia Italiana, dall'Unità ai giomi nostri, IPSOA, Milano 1977-1984. Dal 1970 al 1992 ha diretto l'Istituto di Studi Corporativi (ISC) e la relativa rivista. Tra i numerosi incarichi pubblici è stato membro del Comitato di Gestione dell'Agenzia per il Mezzogiorno (1986-1992); componente del Consiglio di Amministrazione della SIP e della Telecom SpA (1994-1997); componente l'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali (2001-2005). Nominato nel 1995 Ministro del Commercio Estero e della Politiche Comunitarie, come esperto tecnico nel Governo Dini, non ha accettato l'incarico. Ha fondato nel 1981 la Fondazione Ugo Spirito (oggi Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice) di cui attualmente è Presidente Emerito; Presidente del CESI (Centro Nazionale di Studi Politici). Cavaliere di Gran Croce dell'OMRI per la sua attività scientifica e di impegno nei pubblici uffici (2006). Autore di numerosi volumi e saggi, collabora a varie riviste e giornali.

  INDICE DELL'OPERA – Introduzione - Parte prima. I mutamenti strutturali prodotti dalla guerra 1915-1918 - 1. Lo scoppio in Europa della Prima guerra mondiale segna l'inizio di una nuova epoca - 2. Le aspirazioni e le esigenze che hanno preparato un diverso periodo storico: la nuova concezione dell'economia - 3. La principale causa economica del conflitto: la preoccupazione inglese per l'affermarsi della potenza tedesca - 4. Le motivazioni economiche dei neutralisti italiani e quelle degli interventisti a favore dell'Intesa - 5. Le condizioni dell'Italia all'inizio del conflitto e la politica economica di guerra - 6. La finanza pubblica e il costo del conflitto - 7. La politica per il finanziamento della guerra all'interno e dall'estero - 8. Lo sviluppo delle strutture per la produzione bellica e i rifornimenti militari - 9. La politica agricola e alimentare - 10. L'avvento dello Stato imprenditore nel pensiero di Pantaleoni, Jannaccone ed Einaudi - Parte seconda. Il difficile dopoguerra e le occasioni perdute - 1. La Commissione per il dopoguerra - 2. Le condizioni dell'economia italiana alla fine del conflitto - 3. La terra ai contadini - 4. L'Opera nazionale combattenti e la nascita del Consorzio di credito per le Opere pubbliche - 5. Dal governo Nitti al governo Giolitti: l'occupazione delle fabbriche - 6. Girandola di ministri nella crisi del 1920-1921 - 7. I tentativi di contenere il deficit pubblico e l'abolizione del prezzo politico del pane - 8. I mutamenti nel settore industriale e i tentativi di sviluppare una politica di espansione economica fuori dai confini - 9. I dissesti bancari e la caduta della Banca italiana di sconto - 10. Conclusioni: quando i cittadini non si sentono parte di uno Stato – Appendice. La contabilità nazionale dal 1915 al 1922 - Avvertenza - Elenco delle Tavole (1. Conto della produzione - 2. Conto del reddito e della spesa - 3. Conto della formazione del capitale - 4. Conto dell'Italia col resto del mondo - 5. Valori di alcuni aggregati per abitante - 6. Reddito nazionale netto totale e per abitante - 7. Valore aggiunto al costo dei fattori per ramo di attività economica - 8. Consumi finali interni - 9. Investimenti lordi - 10. Conto dell'utilizzazione del reddito nazionale lordo disponibile) - L'Autore