Da Wagner al jazz. Scritti sulla musica (1936-1971) Stampa E-mail

Julius Evola

Da Wagner al jazz
Scritti sulla musica
(1936-1971)


Jouvence, pagg.181, € 16,00

 

evola jazz  IL LIBRO – Questo volume - già pubblicato nel 1999 dalla Fondazione "Julius Evola" e oggi ripresentato arricchito di alcuni contributi e apparato critico - raccoglie gli scritti di argomento musicale prodotti da Julius Evola tra il 1936 e il 1971 e pubblicati su testate giornalistiche quali "Roma", "Corriere Padano", "Il Regime Fascista", "Il Popolo Italiano", "Rivolta Ideale" fino a culminare nel testo qui in appendice che riproduce un capitolo di Cavalcare la tigre, libro fondamentale per conoscere il pensiero del filosofo romano. L'esposizione in ordine cronologico e il relativo apparato critico permettono di conoscere le riflessioni musicologiche e quelle correlate di costume del filosofo, avendo come sfondo gli stravolgimenti storici, politici e di pensiero del Novecento. I fenomeni e le teorie musicali sono sempre analizzati in rapporto al clima culturale di cui sono espressione e l'autore non risparmia mai il suo punto di vista agendo con spirito costruttivo anche quando la critica si fa serrata. La mitologia wagneriana viene demistificata in quanto si nutre di fonti spurie e seriori mentre la fase aurorale del jazz viene esaltata come contributo positivo alla dissoluzione della musica romantica. I ritmi dell'Europa centrale vengono contrapposti al dilagare dei balli sudamericani mentre una critica impietosa viene svolta ai danni della produzione canzonettistica di massa, che a parere dell'autore annega nel luogo comune e, manifestando una tendenza tuttora prevalente, ci fa apprezzare la capacità di Evola di guardare avanti. Testi specialistici si alternano a pezzi di costume e proprio in ciò consiste la gradevolezza della lettura, perché si apprezza come il filosofo si sappia confrontare col quotidiano ben al di là delle posizioni formali.
  "Julius Evola, non lo si dimentichi – scrive Piero Chiappano nell'Introduzione -, è un pensatore organico: ogni suo articolo vale una tessera dell'immenso mosaico della Tradizione. In quest'ottica i singoli argomenti, talora futili e d'intrattenimento, non possono adombrare ciò che realmente conta: la trama e l'ordito di una textura in cui il tutto è più della somma delle parti. Sarà opportuno allora vagliare il pensiero musicale di Evola alla luce dell'esperienza quotidiana, investigare cosa del suo messaggio sia passibile oggi, in questa faticosa Europa, di utilizzazione pratica. Allo stato attuale, e non solo per le giovani generazioni, sempre più luoghi d'intrattenimento si propongono come santuari laici del ritmo, immagine di un certo parametro musicale che al filosofo si è visto essere cara."

  DAL TESTO – "Per quel che riguarda la musica leggera straniera di contro alle proporzioni che ha l'americanizzazione, un fatto che stupisce è l'ostracismo dato a tutto ciò che è produzione dell'area centroeuropea. Lasciamo i paesi d'oltre cortina di ferro benché essi in fatto di ritmi e danze popolari, specie d'impronta zigana, hanno cose interessantissime: Germania e Austria sono considerate come inesistenti nei repertori di tutte le nostre orchestre di musica leggera che vanno per la maggiore. La cultura musicale dei loro dirigenti e degli stessi programmisti della RAI si ferma, a tale riguardo, ai vecchi valzer e al periodo del valzer, come se, oltre a ciò e dopo di ciò, null'altro fosse esistito di interessante. Così si sente al massimo parlare, quasi in tono di tollerante riesumazione, di uno Strauss o del primissimo Lehár.
  "Qui si presenta anche la questione dell'operetta, genere essenzialissimo nella musica leggera centro-europea. Si vuole che l'operetta non interessi più, che essa sia stata superata dal genere "rivista" e dallo jazz. Non si distingue, qui, fra l'operetta come spettacolo e l'operetta come musica e come tradizione musicale."

  L'AUTORE – Julius Evola (1898-1974) è stato artista, filosofo, teorico politico, viaggiatore e saggista dalla penna elegante e prolifica. La sua opera non si compone solamente di una imponente serie di libri ricchi di spunti originali in cui l'autore agisce da precursore e da faro che illumina prospettive non consuete, ma anche di una altrettanto vasta opera pubblicistica che l'ha portato a collaborare con numerose testate di respiro nazionale e a spaziare in vari campi dell'osservazione sociale e di costume. Quale testimone culturale del Novecento, Evola ha detto la sua anche sulla musica.

  IL CURATORE - Piero Chiappano, scrittore, formatore e manager delle risorse umane, ha condotto studi classici e di filologia musicale che gli permettono di svolgere un'attività parallela di ricerca, analisi dei testi e commento saggistico su produzioni colte e popolari. È anche musicista e cantautore e agisce per tenere alto il valore della musica quale proposta culturale trasversale a tutte le arti a cui restituire piena dignità in tempi in cui la musica sembra sempre più ridotta a intrattenimento, a sottofondo e a mercato spicciolo.

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione. Evola e la musica. Verso una simbolica dell'incondizionato. Ovvero, sul jazz, su Wagner e sulla canzone, di Massimo Donà – Introduzione. Sibilus Aurae Tenuis, di Piero Chiappano - Da Wagner al jazz. Scritti sulla musica 1936-1971 - I. Filosofia del "jazz" - II. Il pericolo wagneriano - III. L'Olandese volante - IV. Esplorazioni di vita notturna europea - V. Una notte a Bucarest - VI. La stupidaggine trionfa alla RAI - VII. Sfaldamenti dell'anima italiana - VIII. Musica leggera e musica che va - IX. Violini tzigani - X. Vienna a tempo di valzer - XI. Musica leggera e provincialismo - XII. Ebbrezze sacre e profane - XIII. Musica contemporanea - XIV. Il flagello della canzone - Appendice. Musica moderna e jazz