Stati nazionali e questione militare Stampa E-mail

Arrigo Cervetto

Opere - Volume 8
Stati nazionali e questione militare


Edizioni Lotta comunista, pagg.1208, € 30,00

 

cervetto militare  IL LIBRO – Nel volume 8 delle "Opere" di Arrigo Cervetto sono riuniti i materiali raccolti dai primi anni '60 sul tema "Stati nazionali e questione militare". Gran parte è servita per la Scuola di partito del gennaio 1973, ma il "contenitore" che li raccoglieva è stato poi ampliato dallo stesso Cervetto sino agli anni '80. All'interno, ordinati in fascicoli, vi si trovano appunti, schede ed estratti ricavati da oltre un migliaio di libri, riviste e giornali in varie lingue, decine di profili biografici, ma soprattutto una cinquantina di "Note" che fanno sì che, oltre a una panoramica pluridecennale, questo ampio materiale offra un'occasione speciale per entrare nel laboratorio scientifico di Cervetto.
  All'inizio del "contenitore" era collocato uno schema in 20 capitoli: dall'esercito assolutista a quello giacobino e napoleonico, dai teorici dell'''arte militare" Clausewitz e Jomini all'elaborazione di Marx, Engels, Lenin e Trotsky, dall'esercito borghese a quello imperialistico e ai grandi conflitti mondiali. La presenza di questo "sommario" fa pensare che Cervetto avesse ipotizzato di pubblicare in volume questo materiale, e la conferma viene dal successivo e ancor più articolato schema in "40-50" capitoli, inserito in un fascicolo datato 2 giugno 1986 e contenente le schede sul libro "Affari e guerra" dello storico George Thayer. Il lungo estratto riguarda soprattutto le guerre dopo il 1945, l'industria bellica moderna e il commercio mondiale di armi, ed è probabile sia quindi parte del materiale per l'ultimo capitolo chiamato "Le guerre locali della pace imperialista".
  Tutto il materiale è stato riordinato in questo volume, rispettando il più fedelmente possibile il "sommario" di Cervetto del 1986, e integrandolo con alcuni fascicoli conservati in altre "borse" ma riguardanti espressamente lo stesso argomento. Inoltre, anche per dare un'idea del "dialogato" di Cervetto, è stato allegato un resoconto della relazione del 1973, ricavato dagli appunti di alcuni partecipanti alla Scuola e, data la natura parziale di un testo non manoscritto di Cervetto, corredato da richiami ai materiali originali contenuti in questo stesso volume.
  L'opera è stata infine dotata di ampi apparati che comprendono un repertorio delle fonti bibliografiche di un migliaio di voci, una raccolta di oltre settecento profili biografici, un indice analitico di più di 3.400 voci, una cronologia dei principali avvenimenti citati e alcune cartine delle più importanti battaglie della storia, da Waterloo allo sbarco in Normandia.
  Cervetto raccoglie molto materiale sul periodo tra i due conflitti interimperialistici mondiali, sulla guerra di Spagna, sul maoismo e sull'esercito staliniano e nazista, sino ad arrivare alla Seconda guerra mondiale imperialistica. Esamina la campagna tedesca in Francia del 1940, la battaglia d'Inghilterra, la mancata attuazione del piano "Leone Marino" (lo sbarco tedesco oltre Manica) e l'operazione "Barbarossa" (l'attacco tedesco alla Russia) e si sofferma in particolare sulla "guerra lampo".
  Gli ultimi fascicoli riguardano le teorie sulla guerra di popolo, i principi della guerra nucleare, le tecnologie applicate all'industria bellica, alcuni appunti sui cosiddetti "Neoclausewitziani" e una disamina del mercato mondiale delle armi. Gli estratti sul confronto nucleare spazi ano dal 1969 al 1986 e comprendono i sistemi antimissile (ABM), il trattato di non proliferazione nucleare (TNP), i missili a testata multipla (MIRV) e i confronti tra le spese militari delle varie potenze e i loro arsenali di missili, bombardieri e sottomarini nucleari. Ci sono anche alcune note sul ruolo delle portaerei: le "ondate tecnologiche" del 1940-41 fanno sì che nel 1943 finisca l'era delle navi da battaglia e inizi quella delle portaerei e che già nel 1944, in parallelo allo sbarco in Normandia, si combatta nel Mar delle Filippine «la più grande battaglia di portaerei della guerra» e della storia, 15 americane e 9 giapponesi.

  DAL TESTO – "Citiamo una frase di Lenin: la tattica politica e la tattica militare sono due campi affini e perciò i militanti del partito studieranno non senza frutto le opere di Clausewitz.
  "Tutta la terminologia politica leniniana usa continuamente un linguaggio mutuato dalla terminologia militare. Si parla infatti di tattica, strategia, combattimento che sono tutti termini militari che sono stati usati principalmente dai bolscevichi, e non a caso perché nel loro significato sono estremamente chiari. Quindi si potrebbe fare tutto uno studio sull'uso della terminologia militare in senso politico. Nello scritto "In cammino" del 1909, in un momento di sconfitta e di ritirata del proletariato russo, Lenin si richiama ancora una volta a questi concetti militari e dice che gli eserciti sconfitti imparano molto. Siamo un esercito sconfitto, impariamo. Continuamente Lenin usa queste immagini militari, gli assalti, le sconfitte e lo può fare perché profondo conoscitore della materia. Un altro esempio è lo scritto "Il fallimento della 2a Internazionale", nel quale dice che la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi (precisiamo - dice Lenin - con la violenza). Le idee di Kautsky, le tesi sul superimperialismo, sono già state ridicolizzate da Clausewitz.
  "Lenin, in piena guerra mondiale, studia tutte le fonti del socialimperialismo, i problemi di metodo, studia Hegel contemporaneamente a Clausewitz, porta avanti assiduamente questi studi che trovano la loro massima espressione ne "L'imperialismo", "Stato e rivoluzione" e le "Tesi di aprile".
  "Lenin sottolinea come per la prima volta nella storia le più potenti conquiste della tecnica vengono impiegate per lo sterminio di milioni di vite umane. Vede l'intreccio profondo, che la prima guerra mondiale dimostra, fra tecnica e uso militare. In uno studio attraverso le sue opere possiamo vedere come concetti militari e concetti politici trovino questa loro affinità.
  "Lenin dice: il nostro piano tattico è la negazione dell'appello immediato all'assalto, ed esige l'accentramento di tutti gli sforzi per raccogliere, organizzare e mobilitare un esercito permanente. La tesi politica è illustrata con termini militari: dobbiamo assediare con regolarità la fortezza nemica, concentrare tutti gli sforzi per formare un partito di rivoluzionari di professione, qui definito come esercito permanente. Quando avremo costruito l'esercito permanente, all'assedio passeremo all'attacco. Per formare l'esercito permanente, dice Lenin, occorre concentrare gli sforzi nell'agitazione. Questi passi sono estremamente significativi anche per il nostro momento storico-politico. Dice Lenin che i germi del comunismo li troviamo dappertutto, ma da soli non possono andare all'attacco, devono quindi essere concentrati e per farlo occorre uno strumento fisso, costante, costituito appunto dal partito dei rivoluzionari di professione."

  L'AUTORE – "Arrigo Cervetto era nato il 16 aprile 1927 a Buenos Aires, dove i genitori erano emigrati dalla Liguria. Giovane operaio dell'Ilva di Savona, dopo la crisi politico-militare del fascismo, l'8 settembre 1943, Cervetto partecipa con coraggio alla guerra civile contro il nazifascismo nella Langa piemontese, tanto da guadagnarsi la Croce al Merito. Ben presto la rottura con lo stalinismo e le lotte operaie durante la ricostruzione capitalista spingono Cervetto al "lavoro militante", nello sforzo di ricollegarsi al patrimonio marxista, la cui trasmissione alle giovani generazioni è stata bloccata dalla mancanza di un partito rivoluzionario in Italia. Inizia una lunga stagione di lotta politica e teorica che si concretizza, agli inizi, nella collaborazione al giornale "Il Libertario" di Milano (1950-51) e a "L'Impulso" (1950-57) con l'approfondimento dei temi sull'imperialismo unitario. L'attività politica e sindacale di Cervetto non è mai disgiunta dallo sforzo di coagulare un nucleo di quadri operai attorno al principio dell'omogeneità teorica come "presupposto indispensabile per la ricostruzione del partito di classe in Italia". La collaborazione alla rivista "Prometeo", nuova serie (1954, 1959 e 1960), e al giornale "Azione Comunista" (1957-64), come momenti della lotta politico-teorica durante lo scatenarsi delle prime crisi dello stalinismo in Europa e in Italia, si sommano alla ricerca storica delle origini di quella coscienza di classe nel proletariato, in cui Cervetto ha mosso i primi passi. Nell'estate 1954 pubblica sulla rivista "Movimento operaio" lo studio "Le lotte operaie alla Siderurgica di Savona, 1861-1913", in cui lo sviluppo della coscienza di classe è analizzato nel complesso dei rapporti capitale-lavoro, ritmato dal procedere delle lotte politico-sindacali del proletariato di fabbrica. Una ricerca storica proseguita con il lavoro "La crisi del movimento operaio savonese e l'attività di G. M. Serrati nel 1912", pubblicato nell'estate 1957 sulla rivista "Movimento operaio e contadino in Liguria". Una ricerca che porta alla luce aspetti della vita politica di Giacinto Menotti Serrati all'epoca ancora inesplorati: la riorganizzazione del movimento operaio in Liguria e la collaborazione al periodico socialista savonese "Il Diritto". Infine, l'ampio studio sul "Dopoguerra rosso e avvento del fascismo a Savona", pubblicato nell'inverno 1958 sulla "Rivista storica del socialismo". L'analisi dell'avvento del fascismo come "dittatura terroristica del capitalismo" e delle lotte operaie del primo dopoguerra, studiate sia coi freddi strumenti della scienza (movimento dei prezzi e dei salari, statistica degli scioperi) che con la lettura attenta delle cronache dell'epoca, riporta in superficie la viva voce dei vecchi militanti operai, grazie ad una serie di relazioni verbali e scritte che Cervetto avrebbe voluto utilizzare per un lavoro sulla Resistenza savonese, rimasto inedito. Questa lunga storia di lotta politica e teorica si conclude con "l'affermazione di "Lotta Comunista" (dicembre 1965) come organizzatore collettivo dei gruppi leninisti", inaugurando, contemporaneamente, un'altra stagione di preparazione e organizzazione del Partito di classe in Italia, al fine di agganciare la generazione operaia del dopoguerra alle nuove generazioni. L'approfondimento della strategia leninista del ruolo della Rivoluzione d'Ottobre come acceleratore dello sviluppo capitalistico in Asia permette di fissare alcuni cardini dell'analisi politica. La battaglia contro l'influenza dell'ideologia maoista in Italia, lo studio anticipatore del ruolo della Cina nelle lotte interimperialistiche, insieme all'approfondimento della politica del Comintern sulla questione "nazionale e coloniale" sono i temi delle prime pubblicazioni di Cervetto in questa seconda stagione: "Lenin e la rivoluzione cinese", pubblicato in forma d'articoli in "Azione Comunista" nel 1962, e stampato a Roma nel 1966 come opuscolo nelle Edizioni di Lotta Comunista; "La controrivoluzione indonesiana" (Edizioni Lotta Comunista, Roma, 1969), pubblicato originariamente sul nostro giornale nel 1966; "La teoria maoista del fronte unito" del 1969, stampato in forma d'opuscolo nel 1972. Nello stesso tempo vede la luce lo studio sulla concezione leninista dell'azione politica come fondamento scientifico della soluzione "ai problemi lasciati insoluti dall'inclinazione oggettivista di Bordiga e da quella soggettivista di Trotsky": si tratta di "Lotte di classe e partito rivoluzionario" (Edizioni Lotta Comunista, Roma, 1966) originariamente pubblicato in forma d'articoli in "Azione Comunista" nel 1964. Nella prefazione alla quinta edizione del 1988 si dice, richiamando Engels, che il partito deve condurre "gradualmente" il movimento della classe operaia al "livello teorico", alla coscienza di sé attraverso la conoscenza pratico-politica dei rapporti reciproci di tutte le classi della società, facendo risultare come ogni sbaglio e ogni sconfitta sia una conseguenza necessaria di errori d'ordine teorico. Solo la riflessione sulla sconfitta può alzare il "livello teorico", e uno dei compiti del partito marxista è quello di portare la coscienza dall'esterno. "Il partito rivoluzionario che non agisce a fondo in questa direzione rinuncia a utilizzare possibilità di sviluppo e di rafforzamento" e non collauda i suoi quadri come elementi di avanguardia: "invece di essere teso allo spronare si allenta nel consolare". Lo strumento Partito "si sviluppa con il lavoro quotidiano di organizzazione e di educazione del proletariato e non si affida alle ondate di spontaneità e alla aspettativa di combinazioni multiformi ed eccezionali". Il consolidamento e lo sviluppo del Partito leninista in Italia permetterà a Cervetto d'iniziare un lungo lavoro di sistemazione della sua cinquantennale attività teorica, al fine di pubblicare in forma organica i principali temi della sua analisi. "L'Imperialismo unitario", in cui organicamente è raccolto il materiale d'analisi del corso dell'imperialismo mondiale dagli anni '50 fino al 1980, esce nelle Edizioni Lotta Comunista a Milano nel 1981. "La contesa mondiale" (Milano, 1990), dove la contesa imperialista degli anni '80 è considerata come una "prima conclusione di una guerra di capitali in corso da cinquant'anni": sul fronte orientale la Russia ha perso e la Germania ha vinto, mentre sul fronte occidentale l'esito è ancora aperto. "Il ciclo politico del capitalismo di Stato, 1950-1967" (Milano, 1989): la tendenza alla formazione del capitalismo di Stato viene individuata nello sviluppo della produzione capitalistica, e lo stalinismo considerato come movimento politico sostenitore di quella forma giuridica di proprietà. "L'ineguale sviluppo politico, 1968-1979" (Milano, 1991): un bilancio dello sviluppo del capitalismo italiano negli anni '70 e l'analisi del profondo squilibrio fra il movimento dell'economia ed il movimento della sovrastruttura politica. "La difficile questione dei tempi" (Milano, 1990), dove Cervetto interviene nel dibattito sui tempi della rivoluzione fra Stalin, Trotsky e Bordiga: mentre è possibile scientificamente individuare la tendenza generale, o evoluzione come la chiama Lenin, del capitalismo e prevedere l'inevitabilità dei suoi sbocchi o risultati, è impossibile prevedere le sue scadenze, ove entra come fattore attivo il Partito. Infine, la riflessione sulla concezione materialistica della politica, iniziata a metà degli anni '70, l'analisi della "testa politica" affrontata col metodo di studio del "corpo sociale", viene pubblicata ne "L'involucro politico", quasi un anno fa, nel febbraio 1994. Molti lavori sono rimasti inediti, ma quest'opera conclude il lungo "lavoro militante" di Arrigo Cervetto, esponente della scuola marxista e dirigente del movimento rivoluzionario." (da "Lotta comunista", marzo 1995)

  INDICE DELL'OPERA - Indice delle cartine - Nota redazionale – Presentazione - Stati nazionali e questione militare – I. Il marxismo e la questione militare (Schema, 20 capitoli – Schema, 40-50 capitoli – Nota. Sulla questione militare come questione del materialismo storico – Teoria della forza. F. Engels, "Anti-Duhring" – Teoria esercito/organizzazione del lavoro. K. Marx – Trotsky su Engels militare – Fonti teoriche del pensiero militare di Engels – Engels su "Ermattungsstrategie" e "Niederwerfungsstrategie" – Luxemburg. Teoria su imposta e militarismo – Nota. La "teoria dell'imposta" della Luxemburg – Bordighismo e questione militare – Marx-Engels e la questione militare – Relazione "Il marxismo e la questione militare") – II. L'esercito feudale, assolutistico, borghese e napoleonico. Dall'esercito dispotico a quello borghese giacobino (Esercito dispotico – Nota. Sulla funzione dell'imposta – Esercito feudale – Esercito assolutistico – Esercito borghese giacobino – Nota. Sul volontariato – L'esercito borghese napoleonico e la strategia di Napoleone - Esercito borghese napoleonico – [Nota. Sulla campagna di Russia] – Napoleone – La strategia di Napoleone (Tarle, Chandler) – [Nota. Sul principio fondamentale della rapidita] – Nota. Sulla «Concentrazione a dispersione» - III. Clausewitz, Lenin e Jomini (Clausewitz – Lenin - Lenin su Clausewitz – Nota. Sullo scopo politico della guerra – Nota. Sul «fattore morale» nella teoria di Clausewitz – Lenin stratega politico-militare – Jomini - Nota. Su Jomini e i neoclausewitziani – Nota. Sull'uso reazionario della teoria delle guerre nazionali – L'esercito borghese prussiano [Nota. Su teoria e strategia tedesche] - Guerra di Crimea (1853-1856) - Guerra d'indipendenza USA (1775-1783) - Guerra di secessione USA (1861-1865)) – IV. Le guerre del Risorgimento italiano (Italia-Risorgimento - Guerre 1848-1849, 1859 – Nota. Sulla 1a guerra europea – Spedizione dei "Mille" (1860) – Brigantaggio – Governi e generali del brigantaggio – Guerra 1866 – Guerra 1866, materiali) – V. La guerra franco-prussiana e la Comune di Parigi (Blanquismo - Guerra franco-prussiana (1870-1871) - Comune di Parigi (1871) - Fattore morale dell'esercito proletario - Esercito borghese liberale [e le guerre dell'800] - II Internazionale e la questione militare - Teoria sul militarismo di Rosa Luxemburg) – VI. L'esercito imperialistico (Esercito imperialistico - Nota. Sul «nuovo esercito prussiano» – Nota. Sulla capacita della difesa – Nota. Sul recupero "napoleonico" da parte di Foch – Nota. Sulla impossibilita di una strategia onniproduttiva – Nota. Sul rapporto artiglieria-guerra di movimento – Nota. Sul rapporto industria pesante-artiglieria – Nota. Sulla vulnerabilita delle moderne linee di rifornimento) – VII. La 1a guerra mondiale imperialistica (Guerra russo-giapponese (1905) - 1a guerra mondiale (1914-1918) - Nota. Su "Occidentalisti" e "Orientalisti" inglesi – Nota. Sulla Teoria della «Blutpumpe» – Nota. Sul ruolo interimperialistico della "Pompasangue" di Cadorna – Nota. Sulla produzione di massa sul fronte teorico della questione militare – [Nota. Sulla determinazione delle ideologie] - 1a guerra mondiale – Francia - Battaglia di Verdun - Nota. Sul rapporto tra teoria e armamento - Battaglia della Marna) – VIII. La 1a guerra mondiale e l'Italia (1a guerra mondiale – Italia - Nota. L'interpretazione di Pieri – Nota. Sul «primo balzo offensivo» come "pompasangue" cadorniano – Nota. Sulla lentezza di Cadorna contro la "Strafexpedition" – Caporetto - Nota. Sulla polemica militare del '14 - 1a guerra mondiale – Economia) – IX. Lenin, Trotsky e l'Armata rossa (Marxismo e questioni militari nei "Quaderni sull'imperialismo" di Lenin - Nota. Luxemburg sulle cause della 1a guerra mondiale imperialistica – Nota. Sull'autodecisione e la difesa della nazione - Insurrezione d'Ottobre – Tuchačevskij - Bolscevismo e questione militare - Trotsky (Esercito Rosso) - Nota [Dispersione e centralismo] - Tecnica dell'insurrezione - Ungheria 1919) – X. Il periodo tra le due guerre (Germania-Austria-Francia (tra le due guerre) - Guerra di Spagna (1936-1939) – Maoismo - Esercito staliniano - Esercito nazista) – XI. L'esercito italiano, Gramsci e il fascismo (Esercito imperialista italiano - Gramsci e la questione militare - Nota. Su Gramsci e la crisi militare del 1917 – Nota. Su Gramsci e la questione militare – Nota. Gramsci sulla discussione su Caporetto - Italia / Teorici - Guerra di Libia (1911) - Esercito coloniale – Fascismo - Esercito fascista - Nota. Sul rapporto tra due tipi di espansione imperialistica italiana e due tipi di politica militare) – XII. La 2a guerra mondiale imperialistica (2a guerra mondiale (1939-45) - Nota. Sulle teorie militari e sul loro rapporto con la struttura - 2a guerra mondiale / Germania - Nota. Sul rapporto guerra corazzata e produzione industriale - Il capitale internazionale USA-Tedesco e la causa del riarmo tedesco - 2a guerra mondiale / Inghilterra - 2a guerra mondiale / Francia - 2a guerra mondiale / Italia - Nota. Sull'utilizzo qualitativo del materiale - 2a guerra mondiale imperialistica / Economia - 2a guerra mondiale imperialistica / Questione Annonaria - Nota. Sulla questione annonaria come questione vitale del "fronte totale" - 2a guerra mondiale – Libri rossi [bibliografia]) – XIII. Le guerre locali della pace imperialistica (Questione della guerra di popolo - Strategia nucleare - Scienza e tecnica – Neoclausewitziani - [Le guerre locali della pace imperialista - G. Thayer "Affari e guerra"]) – XIV. Materiali / bibliografia (Materiali - Cyril Falls, "L'arte della guerra" - Nota. Sulla "combinazione" - degli usi particolari di strumenti nella strategia – Nota. Sulla equivalenza dei mezzi di attacco e di difesa) – XV. Il marxismo e la questione militare (Resoconto della Scuola di Partito 20-21/1/1973) (Parte prima (L'esercito assolutista – L'esercito napoleonico – Le esperienze della rivoluzione francese – L'organizzazione di Carnot – La strategia di Napoleone – Clausewitz) - Parte seconda (L'esercito borghese prussiano – La guerra di secessione e la guerra moderna – Il 1848 – La Comune di Parigi – La settimana di sangue – Morale di classe – La formazione dell'esercito borghese in Italia – La formazione dell'esercito imperialista italiano) – Note - Cronologia dei principali avvenimenti citati - Repertorio delle fonti bibliografiche - Profili biografici - Elenco delle sigle e delle abbreviazioni - Indice analitico