|
Marco Gervasoni
Psicologia della destra Dal fascismo al melonismo
Rubbettino, pagg.144, € 15,00
Con il volume "Psicologia della destra. Dal fascismo al melonismo", Marco Gervasoni colloca il suo ambito di ricerca nella psicologia politica applicata ai fenomeni della destra contemporanea. In un contesto segnato dalla crescente centralità di leadership personalistiche e dalla trasformazione dei sistemi democratici occidentali, l'autore propone un'analisi che si discosta dalle consuete letture giornalistiche e politologiche, privilegiando invece un approccio interpretativo che intreccia storia, psicoanalisi e teoria critica. Il testo si presenta dunque come un tentativo ambizioso di comprendere non soltanto le dinamiche istituzionali e programmatiche della destra italiana, ma anche le strutture simboliche, emotive e identitarie che ne sostengono l'affermazione, con particolare attenzione alla figura di Giorgia Meloni e al fenomeno che l'autore definisce "melonismo".
Evidente è l'intento di superare una visione riduzionista della destra, spesso confinata a categorie meramente ideologiche o elettorali. Gervasoni recupera strumenti teorici provenienti dalla Scuola di Francoforte e dalla tradizione psicoanalitica, in particolare nella sua declinazione freudiana e post-freudiana, per delineare un quadro interpretativo complesso e stratificato. Tale impostazione consente all'autore di affrontare il tema della destra non come semplice aggregato di posizioni politiche, bensì come configurazione psichica collettiva, capace di mobilitare affetti, paure, desideri e rappresentazioni simboliche. In questo senso, il libro si inserisce in una linea di studi che, pur affondando le radici nel Novecento, appare oggi particolarmente feconda per comprendere i mutamenti della sfera pubblica.
Uno degli aspetti più rilevanti dell'opera consiste nella ricostruzione genealogica della destra italiana, che viene fatta risalire al fascismo storico, ma senza indulgere in semplificazioni o equivalenze immediate. Gervasoni si mostra attento nel distinguere tra continuità e discontinuità, evitando tanto la tentazione di una lettura puramente continuista quanto quella di una cesura radicale. Il fascismo viene interpretato come matrice simbolica e repertorio di immagini, più che come modello politico direttamente replicabile. In questa prospettiva, il neofascismo italiano del secondo dopoguerra appare come un laboratorio di rielaborazione identitaria, nel quale elementi del passato vengono selezionati, trasformati e adattati a contesti mutati. Tale ricostruzione storica, pur sintetica, risulta solida e ben documentata, e costituisce una base indispensabile per l'analisi del presente.
Il passaggio al cosiddetto "melonismo" rappresenta il cuore del volume. Gervasoni individua nella figura di Giorgia Meloni un punto di condensazione di dinamiche più ampie, che riguardano non solo la destra italiana, ma anche fenomeni analoghi in altri contesti nazionali. Il riferimento a esperienze come il trumpismo e il lepenismo non è meramente analogico, ma serve a delineare un modello di leadership fondato su un forte investimento emotivo e identificativo. In questo modello, il leader non si limita a rappresentare un programma politico, ma diventa incarnazione di un'identità collettiva percepita come minacciata o marginalizzata. L'"Io carismatico", per riprendere una delle categorie centrali del libro, si configura come punto di raccordo tra dimensione individuale e dimensione collettiva, tra biografia personale e narrazione nazionale.
L'analisi psicologica proposta da Gervasoni si articola attorno a una serie di concetti chiave, tra cui quello di identificazione, di proiezione e di costruzione del nemico. L'autore mostra come la destra contemporanea faccia ampio uso di meccanismi di semplificazione simbolica, attraverso i quali realtà complesse vengono tradotte in opposizioni binarie: interno/esterno, noi/loro, ordine/caos. Tali opposizioni, lungi dall'essere semplici strumenti retorici, rispondono a esigenze psichiche profonde, legate al bisogno di stabilità, riconoscimento e appartenenza. In questo senso, il successo del melonismo viene interpretato non tanto come esito di una strategia comunicativa efficace, quanto come risposta a una domanda sociale di senso e di protezione.
Particolarmente interessante risulta la riflessione sul rapporto tra narrazione personale e costruzione politica. Gervasoni dedica ampio spazio all'analisi della biografia pubblica di Meloni, mettendo in luce come essa venga utilizzata per costruire un racconto di autenticità e di riscatto. La dimensione autobiografica diventa così strumento di legittimazione politica, in grado di stabilire un legame diretto con l'elettorato. Questo elemento viene interpretato alla luce di categorie psicoanalitiche, che consentono di cogliere il ruolo delle identificazioni primarie e delle dinamiche affettive nella formazione del consenso. L'attenzione alla dimensione narrativa costituisce uno dei punti di forza del volume, in quanto permette di superare una visione puramente razionale della politica, restituendo centralità agli aspetti simbolici e immaginari.
Un altro elemento di rilievo è rappresentato dalla contestualizzazione del fenomeno meloniano all'interno della cosiddetta "tarda postmodernità", un'epoca caratterizzata da frammentazione identitaria, crisi delle grandi narrazioni e crescente centralità dei media. In tale contesto, la politica tende a strutturarsi sempre più attorno a figure individuali e a racconti personalizzati, piuttosto che a ideologie sistematiche. La destra, secondo l'autore, avrebbe saputo intercettare queste trasformazioni in modo particolarmente efficace, costruendo forme di mobilitazione basate su emozioni e simboli condivisi.
Un aspetto che merita attenzione riguarda il rapporto tra continuità storica e innovazione. Gervasoni insiste sul fatto che il melonismo non può essere ridotto a una semplice riproposizione del passato, ma deve essere interpretato come una forma nuova, adattata alle condizioni del presente. Ciò non implica una rottura totale con le tradizioni precedenti, ma piuttosto una loro rielaborazione selettiva. In questo senso, il libro contribuisce a superare dicotomie spesso sterili, proponendo una lettura dinamica e processuale della destra italiana. Tale impostazione risulta particolarmente utile per evitare semplificazioni e per cogliere la complessità dei fenomeni politici contemporanei.
L'approccio interdisciplinare adottato da Marco Gervasoni consente di illuminare aspetti spesso trascurati, mettendo in luce la dimensione psichica e simbolica della politica. La figura di Giorgia Meloni emerge così non solo come protagonista della scena politica attuale, ma come punto di accesso privilegiato per comprendere le trasformazioni più ampie che attraversano le democrazie occidentali.
La Redazione
18 aprile 2026 |