Margherita Sarfatti. La donna che inventò Mussolini Stampa E-mail

Roberto Festorazzi

Margherita Sarfatti. La donna che inventò Mussolini

Angelo Colla Editore, pagg.432, Euro 22,00

 

festorazzi_sarfatti  IL LIBRO – Questa biografia di Margherita Sarfatti, letterata di origini ebree veneziane, amante e consigliera politica di Mussolini, si basa su una duplice inedita documentazione: il memoriale autobiografico, retrospettivo e autocritico intitolato My Fault, scritto dalla Sarfatti in lingua inglese nel 1943-44, e le carte dell’archivio privato del barone Werner von der Schulenburg, soprattutto il dossier “Papen Kreis”.

  Il libro restituisce alla Sarfatti tutta la sua dimensione di intellettuale mitteleuropea e di figura femminile intrigante e polimorfa, capace sia di garantire al Duce appoggi nell’alta finanza, sia di fornire di lui un’immagine rassicurante all’estero e negli ambienti delle élite culturali. Rivela anche il ruolo da lei svolto, a livello internazionale, nella seconda metà del 1933, per favorire una successione a Hitler alla cancelleria di Berlino.

  Infine l’inedito My Fault ci restituisce anche l’esatta figura umana e psicologica di Mussolini e ci rivela aspetti ed episodi della sua vita finora sconosciuti, come, ad esempio, quello della sifilide da lui contratta in gioventù o del precoce, e sembra temporaneo, consumo di cocaina.

  DAL TESTO – “Tra il 1928 e il 1929 Margherita Sarfatti si accostò alla religione cattolica. Nonostante questa conversione sia data ormai per assodata dagli storici, più complicato è invece il discorso che riguarda il suo battesimo. Lo scrittore Sergio Marzorati, nel dopoguerra amico della Sarfatti, ritiene che l'amante del Duce avesse ricevuto il sacramento di iniziazione alla fede cristiana da padre Pietro Tacchi Venturi, gesuita e confessore ufficiale di Mussolini. Dopo la svolta della politica concordataria, infatti, l'autocrate di Predappio aveva deciso di procedere a un lifting d'immagine, sposando il regime con l'altare. La confessionalizzazione del fascismo, naturalmente, procedette sotto la spinta della ragion di Stato e anche Margherita Sarfatti volle adeguarsi diventando, con un gesto riservato, cattolica romana. Per la verità, un po' papista lo era stata, per ragioni familiari, anche a Venezia, dove suo padre, Laudadio Grassini, era stato molto vicino al patriarca Giuseppe Sarto, futuro Pio x.

  “Sta di fatto, però, che l'atto di battesimo di Margherita non si trova: né presso il vicariato di Roma, né presso la curia generalizia dei gesuiti di Borgo Santo Spirito, e neppure nella parrocchia di San Marco, vicina a Palazzo Venezia o in quella di San Giuseppe comprendente la via Nomentana dove la Sarfatti abitava. Ci resta solo un indizio per ritrovare la data eventuale del battesimo. Dalle agende di padre Venturi, si evince infatti che il 31 dicembre 1929, alle 11.30, il gesuita varcò la soglia di casa Sarfatti. Potrebbe essere stata quella la circostanza dall'amante del Duce per ricevere, senza alcuna pubblicità, il battesimo?”.

  L’AUTORE – Roberto Festorazzi, laureato in Scienze politiche, giornalista professionista, si occupa prevalentemente di storia contemporanea. Consulente storico dell'Istituto Luce e della Televisione svizzera, ha scritto e scrive per numerosi quotidiani e settimanali, tra cui Il «Giornale», «Il Messaggero», «Il Mattino», «Il Riformista», «La Repubblica», «La Stampa, «Panorama», «Liberal», «Gente», «Corriere del Ticino» e «Libero».

  INDICE DELL’OPERA - Ringraziamenti - Introduzione – Parte prima - I. Il giardino veneziano - II. Milano, Boccioni, il Soldo - III. Benitouchka - IV. Il mistero del "mal francese" - V. La lue del Duce: genesi di una rimozione - VI. Il sacrificio di Roberto - VII. La nascita di Novecento - VIII. La "Vela" della rivoluzione - IX. Il maestro e Margherita – X. La "signorina Rachele" - XI. Il caso Matteotti - XII. Il re dice "no" - XIII. Al capezzale del presidente - XIV. Il mito del Dux - XV. Il dittatore illuminato - XVI. La conversione di Margherita - XVII. Dittatrice della cultura - XVIII. Il carteggio D'Annunzio-Sarfatti – Parte seconda - I. Entra in scena il barone Schulenburg - II. La Sarfatti antisionista - III. Renzetti, l'ambasciatore ombra - IV. Il Führer visto da vicino - V. «Quel barone è una spia» - VI. Le convulsioni di Weimar - VII. Hitler al potere - VIII. Schulenburg e Schleicher - IX. Le prime misure antisemite - X. Il Patto a Quattro - XI. Il siluro a Balbo - XII. Jabotinsky e il fascismo: un'attrazione fatale - XIII. Le carte del «Papen Kreis» - XIV. La "grande manovra" di von Papen - XV. La diplomazia parallela di Margherita - XVI. Colloqui segreti a Saint Moritz - XVII. La missione esplorativa di Schulenburg a Parigi - XVIII. Intermezzo a Ginevra - XIX. La seconda missione francese – XX. Gli incontri romani - XXI. La spia italiana e la retromarcia di von Papen - XXII. L'agente da Londra - XXIII. La notte dei lunghi coltelli - XXIV. Il crollo delle illusioni – XXV. Un tè con Roosevelt - XXVI. La guerra d'Etiopia - XXVII. Un monumento per Roberto - XXVIII. La madrina dell'Asse - XXIX. L'oro di Suez – XXX. Nerone a Palazzo Venezia – Parte terza - I. Esilio amaro - II. «Cara Margherita, io vorrei ...» - III. "Mea culpa" - IV. Perché non fu pubblicato il memoriale segreto – V. Il flirt con Werner - VI. La leggenda del buonuomo Mussolini - VII. «Quella notte ho conosciuto il demonio» - VIII. Cocaina per il Duce - IX. Ostracismo contro la "socialfascista" – X. Il mistero delle lettere scomparse - XI. L'ultimo giorno di Margherita - Bibliografia