Titanic Europa Stampa E-mail

Vladimiro Giacché

Titanic Europa
La crisi che non ci hanno raccontato

Aliberti Editore, pagg.176, Euro 14,00

 

giacch_titanic  IL LIBRO – La crisi che stiamo vivendo ci è stata spiegata così. L’elenco dei suoi presunti colpevoli è molto più lungo delle scuse di John Belushi. Dai “titoli tossici” ai trucchi contabili della Grecia, dalla bolla immobiliare negli Stati Uniti a quelle di Irlanda e Spagna, dai vecchi debiti dello Stato italiano alla politica monetaria della Federal Reserve. Nessuno di questi colpevoli, ovviamente, è in grado di spiegarla.
  Questo libro ripercorre le fasi della crisi economica più grave dai tempi della Grande Depressione e ci spiega perché non si tratta né di una crisi finanziaria che ha contagiato l’economia reale, né di una crisi causata dal debito pubblico di qualche Stato europeo. Chiarisce per quali motivi le politiche “anti-crisi” adottate dall’Unione Europea ci stanno portando al disastro e, soprattutto, cosa fare per evitarlo.

  DAL TESTO – “Con l'11settembre, una crisi già in atto viene addebitata all'attentato. E, cosa più importante, vengono assunte contromisure di eccezionale ampiezza, tra cui incentivi diretti alle imprese di dimensioni che non si ricordavano dai tempi della crisi della Chrysler negli anni Settanta e riduzioni delle tasse ai cittadini più ricchi per 100 miliardi di dollari (anche in questo caso, bisogna risalire al 1973 per trovare provvedimenti di entità comparabile). Il provvedimento più rilevante è però un altro: la Federal Reserve inonda il mondo di liquidità e porta i tassi di interesse ai minimi storici da quarant'anni, rendendoli di fatto negativi (cioè inferiori al tasso d'inflazione) sino alla metà del 2005: indebitarsi conviene. Nel novembre 2001 la recessione ha termine, a dicembre il prodotto interno lordo inizia a recuperare terreno in misura significativa, e all'inizio del 2002 anche la produzione recupera slancio (per una vera diminuzione della disoccupazione bisognerà invece aspettare l'agosto 2003).
  “Ma la fine di questa recessione, e lo sviluppo drogato degli anni successivi, sono stati pagati con un ulteriore aumento del debito (pubblico e privato), incentivato da una politica monetaria eccessivamente permissiva. I bassi tassi di interesse alimentano il credito e più in particolare la bolla del mercato immobiliare: sia i prezzi delle case sia l'ammontare dei mutui contratti dalle famiglie americane raddoppiano dal 2000 al 2005. Nella seconda metà del 2005 però la tendenza si inverte: le vendite diminuiscono e i prezzi delle case cominciano a scendere. Anche il valore delle case già acquistate comincia a scendere e cominciano le insolvenze di chi aveva contratto mutui.”

  L’AUTORE – Vladimiro Giacché è nato a La Spezia nel 1963. Si è laureato e perfezionato in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa. È dirigente di Sator e presidente di News 3.0. Autore di diversi volumi di argomento filosofico ed economico, negli ultimi anni ha pubblicato La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea (2008) e curato e tradotto K. Marx, Il capitalismo e la crisi. Scritti scelti (2009). È editorialista del «Fatto Quotidiano» e collaboratore di «Linus» e «Alfabeta2». I suoi saggi sono stati pubblicati in volumi collettanei e ospitati su numerose riviste italiane e straniere.

  INDICE DELL’OPERA - Una crisi e troppe spiegazioni - Una crisi made in Usa - L'Europa nella crisi - I timonieri del Titanic - Bibliografia