La violenza e il sacro Stampa E-mail

René Girard

La violenza e il sacro

Adelphi Edizioni, pagg.456, € 26,00

 

girard violenza  IL LIBRO – «È criminale uccidere la vittima perché essa è sacra ... ma la vittima non sarebbe sacra se non la si uccidesse». Questo terribile, paralizzante circolo vizioso si incontra subito, quando si esamina la realtà del sacrificio. Di fronte a esso l'ambivalenza tanto frequentemente evocata dal pensiero moderno ha l'aria di un pio eufemismo, che malamente cela il segreto non già di una pratica estinta, ma di un fenomeno che ossessiona il nostro mondo: la violenza – e il suo oscuro, inscindibile legame con il sacro. Nesso tanto più stretto proprio là dove, come nella società attuale, si pretende di conoscere il sacro soltanto attraverso i libri di etnologia: del sacro si può dire infatti, osserva Girard, che esso è innanzitutto «ciò che domina l'uomo tanto più agevolmente quanto più l'uomo si crede capace di dominarlo».
  Che cosa lega, che cosa tiene insieme una società? Il «linciaggio fondatore», l'ombra del capro espiatorio, risponde Girard – e la brutalità della risposta è proporzionale alla lucidità, alla sottigliezza, all'acutezza delle analisi che a tale conclusione portano. Si tratti della tragedia greca o di riti polinesiani, di Frazer o di Freud, di fenomeni del nostro mondo o di grandi figure romanzesche, sempre Girard riesce a mostrarceli nella luce di quell'evento primordiale, sempre taciuto, sempre ripetuto, in cui la società trova la sua origine, rinchiudendosi nel circolo vizioso fra sacro e violenza.
  In questo libro, che apparve in Francia nel 1972, molti ormai hanno riconosciuto il fondamento di un'opera di pensiero fra le più rilevanti del nostro tempo. Con gesto drastico, Girard è sfuggito a quelle disparate neutralizzazioni del religioso a cui l'antropologia, da decenni, ci ha abituato – anzi ha individuato in questo delicato escamotage scientista «una espulsione e consumazione rituale del religioso stesso, trattato come capro espiatorio di ogni pensiero umano». Il mana, il sacrum, il pharmakon, queste parole dal potere contagioso, cariche di ambiguità e di significati contraddittori, tornano qui al centro della riflessione, come sono di fatto al centro della vita. Ma, proprio perché, come ha osservato Girard, «la semplicità e la chiarezza non sono di moda», e proprio perché tali parole sono per eccellenza complesse e oscure, l'indagine che qui viene proposta ha un'evidenza, una nettezza, una precisione che si impongono sin dalle prime righe. E alla fine ci troveremo faccia a faccia con una constatazione bruciante sulla realtà che ci circonda: «La tendenza a cancellare il sacro, a eliminarlo interamente, prepara il ritorno surrettizio del sacro, in forma non più trascendente bensì immanente, nella forma della violenza e del sapere della violenza».

  DAL TESTO – "Il pensiero moderno si proibisce ancora di individuare il pezzo essenziale di una macchina che, con un solo e medesimo movimento, pone fine alla violenza reciproca e struttura la comunità. Grazie alla sua cecità, questo pensiero può continuare ad addossare al religioso stesso, eretto come sempre a entità separata, ma stavolta dichiarato 'immaginario' e riservato a certe società ottenebrate o, nella nostra società, a certi periodi retrogradi o a certi uomini particolarmente stupidi, la responsabilità di un giuoco che è sempre stato e rimane quello di tutti gli uomini, che è sempre continuato, sotto modalità diverse, in tutte le società. Questo giuoco continua in special modo nell'opera di un certo gentleman etnologo chiamato Sir James George Frazer, costantemente occupato a comunicarsi, coi suoi pari e i suoi discepoli in razionalismo, in un'espulsione e consumazione rituale del religioso stesso, trattato come capro espiatorio di ogni pensiero umano. Come tanti altri pensatori moderni, Frazer si lava le mani delle sordide operazioni di cui si compiace il religioso, presentandosi senza tregua come perfettamente estraneo a ogni 'superstizione'. Non immagina affatto che questo lavarsi le mani è da lungo tempo catalogato tra gli equivalenti non sporcanti e puramente intellettuali delle più vecchie usanze dell'umanità. Come per provare che non è complice di nulla, che non capisce assolutamente nulla, Frazer moltiplica le interpretazioni irrisorie di tutto quel «fanatismo» e di tutta quella «grossolanità» cui ha allegramente
consacrato la maggior parte della sua carriera."

  L'AUTORE – Di René Girard sono apparsi presso Adelphi "Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo" (1983; nuova edizione, 1996), "Il capro espiatorio" (1987; nuova edizione, 1999), "L'antica via degli empi" (1994), "Shakespeare. Il teatro dell'invidia" (1998), "Vedo Satana cadere come la folgore" (2001), "La pietra dello scandalo" (2004), "La voce inascoltata della realtà" (2006) e "Portando Clausewitz all'estremo" (2008).

  INDICE DELL'OPERA – 1. Il sacrificio - 2. La crisi sacrificale - 3. Edipo e la vittima espiatoria - 4. La genesi dei miti e dei rituali - 5. Dioniso - 6. Dal desiderio mimetico al doppio mostruoso - 7. Freud e il complesso di Edipo - 8. Totem e tabù e le proibizioni dell'incesto - 9. Lévi-Strauss, lo strutturalismo e le regole del matrimonio - 10. Gli dèi, i morti, il sacro, la sostituzione sacrificale - 11. L'unità di tutti i riti – Conclusione - Bibliografia