Al servizio dell'Imperatore Stampa E-mail

Piero Buscaroli

Al servizio dell'Imperatore
Come Giuseppe II spinse Mozart alla rovina


Marietti 1820, pagg.178, € 18,00

 

buscaroli alservizio  IL LIBRO – Questo libretto non fa parte del bazar pubblicitario; «dovremmo vergognarcene», grida Nikolaus Harnoncourt dal podio di Salisburgo, ai bonzi riuniti del "duecentocinquantenario" del denaro e degli affari. Questo libretto era già a buon punto per una seconda ondata del repulisti di menzogne e cantonate che l'Autore preparava dopo La morte di Mozart, ma fu travolto dal "raptus Beethoven" che lo colse nel 1999 e durò sei anni. Eccolo finito. La prima cantonata che distrugge è quella fissazione dei cretini, che Giuseppe II fosse per Mozart mecenate e protettore invece che, quale fu, l'autore della sua rovina sociale. Un lettore quale Alberto Mattioli l'ha subito riconosciuto, in queste pagine, «vittima del demente progressismo radical chic dell'Imperatore uscito da una famiglia di mediocri come gli Asburgo». Seconda cantonata, la mania dei letterati, che Don Giovanni fosse un anticipo romantico d'amore e morte, mentre si rivela un segretissimo plagio di Lorenzo Da Ponte. La terza cantonata è il cumulo di menzogne e spazzature accumulate in due secoli sulla Clemenza di Tito. L'ultima cantonata è colossale e riguarda il cumulo di menzogne e sconcezze sul Requiem, e avrà una sua propria appendice tra pochi mesi. Riuscirà sconvolgente e sovversiva, non solo per la montagna di porcherie che finiranno nella spazzatura, ma per gli equivoci di gusto e bellezza che bisognerà chiarire. La storia, piccola o grande che sia, ha bisogno di riletture, le riletture generano le revisioni, necessarie, se si vuole continuarla...

  DAL TESTO – "Al contrario di quel che credono i musicologi, i letterati, i facitori di saggi e di articoli, Mozart rimase del tutto ignaro e indifferente rispetto allo sfondo politico. Non lo sentiva, e non lo capiva. Di quanto poco lo capisse, resta una prova eloquente, perfino difficile a credersi nella sua evidenza, che ci obbliga a un salto in avanti di due anni. Un salto che ci porta a Praga, alla prima recita del Don Giovanni che, programmata al 14 Ottobre 1787, fu rinviata, prima al 24, e poi al 29."

  L'AUTORE – Piero Buscaroli (1930-2016), storico della musica, ha dato un contributo fondamentale agli studi scientifici, con 22 libri tra cui: per Mondadori "Bach" (1985), per Rizzoli "La morte di Mozart" (1996) e "Beethoven" (2004) nelle cui 1560 pagine ha corretto "154 errori" dei musicologi consegnando agli appassionati una nuova immagine del genio di Bonn. Con le Edizioni del Girasole aveva pubblicato "Le case di Beethoven" (1982) anticipazione del "monumento" successivo. Ha scritto nel 2010 per Mondadori "Dalla parte dei vinti. Memorie e verità del mio Novecento" e nel 2013 per Minerva Edizioni "Una nazione in coma".

  INDICE DELL'OPERA – Notizia - I. «Un'idea fissa». Idomeneo e Die Entführung aus dem Serail (Ritratto di giovane artista in viaggio - Il musicista Giuseppe II - Un esilio dorato - Operista così e così, ma da fidarsene in pieno...) - II. Un'idea davvero imperiale. Tre opere per Giuseppe II (Una commissione firmata - Un doppio regalo - Una manovra raffinata e perversa - Un anticipo, e le conferme - Don Giovanni? Una marachella di Da Ponte - Il "fattore K"... - ...il "fattore M.", e la rottura dei generi - L'inesorabile musicale - Un eletto della Fortuna - La campana si è rotta - La regola aurea - Il meccanismo di una punizione) - III. La clemenza di Tito, un modello per Leopoldo II (Una «vera opera» e i suoi molti segreti. Perché «vera opera» - La favola dei 18 giorni - Misteri e misteri, maggiori e minori - Castigo a Vienna o gloria in Germania - Risalire la china... - ...fino alla perfezione classica)