Origini e primi sviluppi delle dottrine giuridiche Stampa E-mail

Gianfranco Miglio

Le origini e i primi sviluppi delle dottrine giuridiche internazionali pubbliche nell'età moderna

Nino Aragno Editore, pagg.CXXIV-195, € 20,00

 

miglio dottrine  IL LIBRO – Il 15 giugno 1940 il giovane Gianfranco Miglio discusse all'Università Cattolica del Sacro Cuore la propria tesi di laurea. Il titolo del lavoro, Le origini e i primi sviluppi delle dottrine giuridiche internazionali pubbliche nell'età moderna, annunciava un'ampia ricostruzione della genesi storica del diritto internazionale moderno, a partire dalla nascita e dai primi sviluppi dell'ordine giuridico della Christiana Respublica. Nella tesi condotta sotto la guida di Giorgio Balladore Pallieri (ma debitrice anche delle sollecitazioni di Alessandro Passerin d'Entrèves), quel programma tanto ambizioso era in realtà svolto solo parzialmente. La tesi – rimasta inedita fino a oggi e pubblicata per la prima volta in questo volume – era infatti il primo tassello del grande progetto di ricerca sulla Humana Respublica, che impegnò lo studioso comasco per diversi anni. L'obiettivo era ricostruire i diversi tentativi di limitare giuridicamente il ricorso alla guerra compiuti dall'Occidente.
  "La tesi di laurea – scrive, nella Prefazione, Lorenzo Ornaghi - in Diritto internazionale, che Gianfranco Miglio discute nel giugno del 1940 coronando i quattro anni di studi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, lascia scorgere con facilità le fondamentali caratteristiche metodologiche, che diventeranno costitutive di tutta la sua prestazione scientifico-accademica. Nella tesi, inoltre, sono racchiuse e prefigurate con chiarezza le peculiari qualità che renderanno inconfondibile l'apporto di Miglio alla cultura italiana della seconda parte del Novecento."
  "Tornare a rileggere – spiega, nell'Introduzione, Damiano Palano - oggi quel testo - rimasto inedito per i quasi ottant'anni trascorsi dalla sua stesura - consente di ricostruire un tassello importante della formazione intellettuale di Gianfranco Miglio. Accostarsi nuovamente alla vecchia tesi di laurea dello studioso comasco appare infatti interessante innanzitutto perché contribuisce a chiarire quale fosse la sensibilità con cui Miglio, sviluppando in modo originale le indicazioni del maestro Balladore Pallieri, puntava a indagare le trasformazioni delle dottrine giuridiche internazionalistiche nel passaggio dal Medioevo alla prima età moderna."

  DAL TESTO – "[...] la figura generale della Comunità dei popoli, nel cui ambito si inquadrano le varie teorie de jure gentium alto-medioevali è essenzialmente una costruzione dei giuspubblicisti cristiani. In altre parole, gli autori che in questo periodo [...] si occupano di problemi relativi al diritto delle genti ed ai suoi istituti, presuppongono sempre la nozione della Comunità dei popoli «organica», sistema la cui conoscenza introduce veramente alla storia delle dottrine giuridiche internazionali nell'alto Medioevo, e in generale ad ogni dottrina de jure gentium cristiana. In secondo luogo sarà necessario raffigurarsi la Comunità dei popoli non più nel suo meccanismo perfetto, ma nelle condizioni invece create da una deviazione in tale funzionamento, da una infrazione alle sue leggi, è questo il punto preciso in cui, alle teorie circa la costituzione della Comunità dei popoli, si innestano le teorie sulle norme che garantiscono e conservano tali principi costitutivi si propongono quindi contemporaneamente le questioni della violazione dell'ordine giundico e della opposizione ad essa; viene in discussione il problema capitale della guerra."

  L'AUTORE – Gianfranco Miglio (1918-2001), si laureò in Giurisprudenza nel 1940, sotto la guida di Giorgio Balladore Pallieri, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Libero docente di Storia delle dottrine politiche dal 1948 e professore ordinario dal 1956, fu per un trentennio – dal 1959 al 1989 – preside della Facoltà di Scienze politiche dell'Ateneo fondato da Agostino Gemelli, presso il quale insegnò anche Storia dei trattati e politica internazionale, Dottrina dello Stato e Scienza politica. Nei suoi studi, molti dei quali sono raccolti in "Le regolarità della politica" (1988), si occupò della storia dello Stato moderno ed elaborò una «teoria pura» della politica di impianto realista. Dal 1980 al 1983 diresse i lavori del Gruppo di Milano, che propose un organico progetto di revisione costituzionale. Eletto in Senato nella circoscrizione di Como dal 1992 al 2001, sostenne la necessità di avviare una radicale riforma federalista. Di Gianfranco Miglio, Nino Aragno ha ripubblicato nel 2009 il primo libro, "La controversia sui limiti del commercio neutrale fra Giovanni Maria Lampredi e Ferdinando Galiani".

  IL CURATORE - Damiano Palano è Direttore del Dipartimento di Scienze politiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove insegna Scienza politica e Teoria politica dell'età globale.

  INDICE DELL'OPERA - Ringraziamenti – Prefazione, di Lorenzo Ornaghi – Introduzione, di Damiano Palano - Le origini e i primi sviluppi delle dottrine giuridiche internazionali pubbliche nell'età moderna - Avvertenza - Parte prima. Il basso Medioevo e le sue dottrine «de jure gentium». Dalla Comunità organica alto-medioevale alla Comunità pubblica moderna attraverso la fase confederalistica - Sezione prima. Le dottrine «de jure gentium» fino all'inizio del basso Medioevo - 1. Premessa. Quadro generale delle correnti e delle scuole - Capitolo I. La costituzione delle società dei popoli alto medioevali secondo le dottrine giuridiche comuni: la Comunità organica - 2. Comunità organica, e Comunità pluralistica - 3. Le basi della Comunità organica - 4. La struttura interna - 5. I limiti esterni - 6. La coscienza dell'ordine organico e i suoi influssi - Capitolo II. A) Introduzione alla storia generale sulle dottrine «de bello» e «de jure belli» - 7. Le dottrine giuridiche sulla guerra fino al basso Medioevo e il problema della loro valutazione – Necessità di una ricostruzione sistematica generale delle dottrine de bello e de jure belli - Criteri della ricostruzione - 8. La costruzione dell'ordinamento giuridico tra i popoli ed il problema della suprema giurisdizione - Le tre soluzioni fondamentali date al problema - Generalità comuni alle tre correnti – Definizione «preliminare» della guerra - 9. a) La corrente positiva ed il problema della guerra - 10. b) La corrente cristiana ed il problema della guerra – L'ordinamento giuridico e la sua tutela - 11. La teoria della «giusta belligeranza» - 12. Il problema dello jus in bello e la sua soluzione - 13. c) La corrente favorevole alla instaurazione di un supremo potere superstatale ed il problema della guerra - Capitolo III. B) Le dottrine «de bello» e «de jure belli» fino all'inizio del basso Medioevo - 14. a) Le dottrine giuridiche romane sulla guerra: Cicerone - 15. b) Le dottrine giuridiche cristiane sulla guerra: a. Ambrogio - 16. b. Agostino d'Ippona - 17. La trasformazione e la trasmissione della dottrina Romana: Isidoro di Siviglia – 18. La continuità della dottrina agostiniana – 19. Conclusioni: quadro delle dottrine giuridiche sulla guerra alla vigilia del basso Medioevo - Sezione seconda. La Comunità basso-medioevale. L'ordinamento confederativo prima forma della «Respublica Christiana» - § I. Il transito dall'ordine organico al nuovo sistema - 20. L'individuazione del sistema basso-medioevale - La degenerazione del feudalismo e lo stato patrimoniale - Il principio basilare del potere assoluto, fonte incondizionata di norma giuridica positiva e la trasformazione dell'ordine trascendente - 21. Autonomia e sovranità: rapporti tra i due concetti - 22. Effetti e conseguenze della nozione del potere assoluto positivo - Autonomia e potere superstatale - Diffusione varia delle autonomie - § II. La Comunità dei popoli basso-medioevale secondo le dottrine comuni - 23. Natura della nuova comunità - a) L'unità esterna: la contrapposizione della Comunità Europea agli Infedeli e la sua risoluzione - 24. b) L'unità interna: la tendenza all'ordinamento confederativo - 25. I nuovi soggetti - a) Origine e struttura - 26. I nuovi soggetti - b) L'atteggiamento verso il mondo del diritto: Dal diritto naturale e dalla suprema giurisdizione al diritto volontario ed alle sovranità - 27. Territorialità e nazionalità - 28. I grandi istituti del nuovo diritto intercomunitario - Sezione terza. Le dottrine «de jure gentium» nel basso Medioevo - 1. Premessa - Capitolo I. La costituzione della Comunità dei popoli - A) Il confederalismo - 30. Quadro delle correnti e delle scuole - § I. Lo stato unico secondo i glossatori - 31. A) Comunità Imperiale e suoi istituti de jure gentium - 32. B) Assolutezza dell'ordine giuridico e transito verso le concezioni confederali - § II. Gli aristotelisti e le basi del Confederalismo - 33. Caratteri generali - 34. I) Gli Aristotelisti laici e la Comunità confederale dei popoli retta dall'Imperatore - a) Engelbert von Volkersdorf ed il suo sistema - 35. b) Dante Alighieri e il suo sistema - 36. II) Gli Aristotelisti guelfi e la Comunità confederale dei popoli retta dal Pontefice – Generalità - Dottrina comune - a) Egidio Romano - b) Giacomo da Viterbo - Capitolo IV. La lesione e la tutela del diritto nella Comunità dei popoli - B) La rappresaglia, secondo i giuristi - 37. Le dottrine de jure repraesaliarum e la loro posizione nella storia delle dottrine de jure gentium - 38. La rappresaglia del diritto internazionale contemporaneo e la rappresaglia dei giuristi basso-medioevali - 39. a) La prima forma della rappresaglia medioevale ed i suoi rapporti colla guerra privata - L'affermarsi del principio della solidarietà, e il controllo della Comunità nell'esercizio dello jus repraesaliae - 40. Le teorie di Bartolo: a) Le basi dell'istituto e la sua natura giuridica - b) Le condizioni della liceità specifica: i tre requisiti - c) La rappresaglia come «bellum particolare» - 41. a) L'opposta teoria della rappresaglia per judicem ed i suoi possibili sviluppi - b) La rappresaglia come pignoratio - 42. Il problema fondamentale dei rapporti tra rappresaglia e stato di pace e stato di guerra - Le conseguenze della Teoria Bartoliana della rappresaglia come bellum particulare - 43.I problemi particolari della rappresaglia basso-medioevola nella pratica e nella dottrina - 44: Conclusione: i principî posti dalle teorie basso-medioevali e gli sviluppi operati dalla ulteriore dottrina nell'età moderna – Appendice - Piano analitico dell'intero lavoro - Fonti prime: testi - Primi elementi di un catalogo sistematico degli autori che, nel periodo considerato, scrissero de jure gentium o liberalmente o incidentalmente - Fonti seconde: opere storiche e Commenti - Bibliografia delle opere consultate - Indice dei nomi