L'imperatore Stampa E-mail

Claudio Pagliara

L'imperatore
Donald Trump, l'alba di una nuova era


Piemme, pagg.224, € 18,90

 

pagliara imperatore  Claudio Pagliara, giornalista di lungo corso con una consolidata esperienza sul campo in aree geopoliticamente nevralgiche, firma con "L'imperatore. Donald Trump, l'alba di una nuova era" un saggio ambizioso, incisivo e puntualmente documentato, che si propone di analizzare la possibile seconda presidenza di Donald Trump alla luce delle profonde trasformazioni geopolitiche, culturali ed economiche in atto. L'opera si distingue per un'ampia prospettiva analitica, che coniuga il rigore dell'osservazione empirica al dinamismo interpretativo tipico del reportage di alta scuola, e si inserisce nel solco di quella letteratura giornalistica capace di fungere da ponte tra la narrazione degli eventi e la riflessione critica sul presente.

  Pagliara non si limita a tratteggiare la figura dell'ex presidente repubblicano come protagonista controverso della scena politica statunitense: egli costruisce attorno al personaggio un'architettura discorsiva in cui Trump emerge come il catalizzatore di un mutamento sistemico, tanto sul piano interno quanto su quello internazionale. Il titolo stesso del volume, "L'imperatore", è indicativo di un'analisi che va oltre il racconto del leader per indagare una mutazione istituzionale e culturale profonda. La metafora imperiale non è usata in senso retorico, bensì come chiave interpretativa per comprendere una trasformazione della presidenza americana verso una configurazione sempre più centralizzata, assertiva e svincolata da alcuni vincoli tradizionali del sistema di pesi e contrappesi.

  La centralità della dottrina America First è il fulcro intorno al quale ruota l'intero impianto del libro. Pagliara evidenzia come questo slogan, lungi dall'essere una mera formula elettorale, sia divenuto una vera e propria matrice ideologica. Essa incarna due direttrici principali: sul fronte domestico, si configura come una risposta reazionaria alle dinamiche disgregative provocate dalla crescente polarizzazione culturale, dalla crisi identitaria, e dalla radicalizzazione dei conflitti socio-valoriali; su quello globale, si traduce in una politica estera assertiva, selettiva e funzionalizzata alla ridefinizione dei rapporti di forza, in particolare nei confronti della Cina. Quest'ultima, nella visione espressa da Trump e interpretata da Pagliara, rappresenta non soltanto un competitore strategico, ma la principale minaccia all'ordine mondiale statunitense-centrico.

  Il volume mette efficacemente in luce la dialettica tra il desiderio di restaurazione interna e la volontà di ristrutturazione esterna. Pagliara sottolinea come Trump abbia costruito la propria legittimità politica attraverso un discorso orientato alla ricostruzione di un'identità americana percepita come smarrita o corrotta: un'identità fondata su principi ritenuti tradizionali quali il merito, la religione, il patriottismo, e l'autorità. In tale quadro, le ideologie progressiste, in particolare il movimento woke, vengono rappresentate come forme di decostruzione che mettono in crisi l'unità culturale della nazione. Questa lettura, per quanto potenzialmente divisiva, viene affrontata da Pagliara con una lucidità che non cede mai alla semplificazione, ma anzi si sforza di offrire una contestualizzazione storica e sociologica delle fratture esistenti nella società statunitense.

  Sul piano della politica estera, l'autore mostra come la strategia trumpiana abbia comportato un profondo mutamento nei rapporti multilaterali, determinando un'erosione dei vincoli atlantici tradizionali e una tendenza crescente verso il bilateralismo selettivo. In questo scenario, la NATO viene interpretata non più come un pilastro immutabile della sicurezza occidentale, ma come uno strumento da rinegoziare in base all'interesse nazionale statunitense. Analoga è la logica che ha presieduto alla politica commerciale: i trattati multilaterali sono stati messi in discussione, e spesso abbandonati, in favore di accordi che privilegiano un rapporto più diretto, condizionato dal riequilibrio della bilancia commerciale e dal tentativo di rilanciare la manifattura americana.

  Il contesto globale che Pagliara tratteggia è profondamente mutato rispetto al 2016. Il mondo post-pandemico, segnato dal ritorno della guerra convenzionale in Europa, dalla crescente instabilità del Medio Oriente e dal consolidamento dell'asse sino-russo, appare più frammentato, imprevedibile e prossimo alla rottura. In questo scenario, una seconda amministrazione Trump non sarebbe – secondo l'autore – una mera replica della precedente, bensì un'esperienza qualitativamente nuova, destinata a ridefinire radicalmente la postura internazionale degli Stati Uniti. La visione unipolare, che ha dominato l'epoca post-Guerra Fredda, è ormai in crisi, e la politica trumpiana rappresenta una forma di adattamento, seppur muscolare e talvolta caotica, a questa nuova realtà multipolare.

  Dal punto di vista metodologico, Pagliara adotta uno stile sobrio ma penetrante, alternando l'analisi politica a osservazioni derivate dalla sua lunga esperienza sul campo. La sua scrittura è sostenuta da un impianto informativo robusto, che beneficia dell'accesso privilegiato alle fonti e alla cronaca diretta. Non si tratta, tuttavia, di un'opera priva di posizionamento: la narrazione è chiaramente orientata a restituire una visione problematica ma non demonizzante del fenomeno Trump, e ciò costituisce una delle sue principali virtù, specie in un panorama editoriale spesso polarizzato tra apologeti e detrattori.

  "L'imperatore" è dunque un libro che si rivolge a un pubblico esigente, interessato a cogliere la complessità del momento storico in corso. È un testo utile per comprendere le dinamiche profonde che potrebbero orientare il futuro della superpotenza americana e, con essa, dell'ordine mondiale. La sua forza risiede nella capacità di combinare visione prospettica e capacità di decodifica del presente, restituendo un'analisi che, pur collocata nel campo dell'osservazione giornalistica, si avvicina alla densità interpretativa della saggistica politologica. 

La Redazione

7 luglio 2025