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Carlo Marsonet
Christopher Lasch
IBL Libri, pagg.188, € 14,00
Con la monografia su Christopher Lasch (IBL Libri, 2025), Carlo Marsonet propone una ricostruzione complessiva e filologicamente fondata dell'opera e della figura intellettuale di uno dei più originali critici della modernità americana. Il volume si inserisce nel solco di una crescente attenzione, sul piano internazionale, verso l'eredità laschiana, contribuendo in modo decisivo a sottrarre l'autore de "La cultura del narcisismo" (1979) e "Il paradiso in terra" (1991) al destino di citazione episodica cui spesso è stato relegato, tanto in ambito accademico quanto nel dibattito pubblico.
Marsonet, dottore di ricerca in storia del pensiero politico presso l'Università LUISS Guido Carli e attualmente borsista presso la Fondazione Filippo Burzio, articola il suo lavoro a partire da un principio metodologico solido: l'intreccio inscindibile tra biografia intellettuale e contesto storico. A tale fine, fa ampio ricorso ai Christopher Lasch Papers, conservati presso l'Università di Rochester, dove Lasch insegnò dal 1970 fino alla morte nel 1994. L'accesso diretto a questi materiali consente all'autore di fondare l'intera ricostruzione su un corpus documentario primario, evitando semplificazioni interpretative e letture ideologicamente orientate.
Nella prima parte del volume, Marsonet ripercorre con finezza il profilo biografico del pensatore statunitense, mostrando come la sua formazione culturale – radicata nel Midwest e fortemente segnata dall'ambiente famigliare (padre giornalista socialista, madre docente di filosofia) – costituisca l'humus da cui germina una riflessione che non si è mai sottratta al confronto critico con le trasformazioni sociali del secondo Novecento americano. La narrazione è puntuale, ancorata a dati documentali e capace di illuminare le cesure teoriche attraverso cui si è definita, nel tempo, la posizione laschiana nei confronti della sinistra liberal, del capitalismo avanzato e dell'ideologia del progresso.
La seconda parte si concentra sugli snodi concettuali fondamentali del suo pensiero: famiglia, narcisismo, autorità, democrazia, populismo, liberalismo e religione. Qui Marsonet mostra la piena padronanza delle opere principali, ma anche dei testi meno noti – come "The Agony of the American Left" (1969) o "Haven in a Heartless World" (1977) – e restituisce, senza eccessi interpretativi, un quadro teorico coeso, nel quale emerge chiaramente la tensione tra modernità e tradizione, tra etica comunitaria e individualismo acquisitivo. La diagnosi del narcisismo, ben lungi dall'essere una semplice critica culturale, è giustamente letta come un dispositivo analitico che connette psicologia sociale, struttura familiare e dinamiche macroeconomiche.
Di particolare interesse è l'indagine sul rapporto tra Lasch e la religione, affrontato con rigore e privo di infatuazioni agiografiche. Marsonet mostra come la crescente attenzione di Lasch verso il cristianesimo – testimoniata nei suoi ultimi scritti, soprattutto in "The True and Only Heaven" (1991) – non si traduca mai in adesione confessionale, ma in un recupero critico della dimensione simbolica e antropologica della tradizione religiosa come risorsa per contrastare l'anomia prodotta dall'individualismo moderno.
Sul piano interpretativo, la tesi centrale del volume – ovvero la definizione di Lasch come "conservatore anticapitalista" – è sorretta da argomentazioni ben strutturate e da un uso accorto delle fonti primarie. Tale definizione, già presente in parte nella ricezione statunitense più recente, viene qui tematizzata con maggiore precisione: Lasch appare come un pensatore che, pur distante dalla destra economica e dalla sinistra progressista, elabora una visione politica fondata sul recupero delle virtù civiche, sull'autonomia delle comunità locali e sulla critica all'ideologia tecnocratica del progresso. Marsonet chiarisce inoltre come questa posizione sia maturata anche attraverso il dialogo – diretto o indiretto – con figure come Richard Rorty, Christopher Jencks, Irving Howe e con riviste come "Dissent" e "Telos", di cui Lasch fu interlocutore assiduo.
Nel suo insieme, la monografia si segnala per l'originalità dell'impianto, la solidità documentaria e l'acutezza interpretativa e rappresenta un'utile introduzione all'opera di Christopher Lasch al di là delle formulazioni più note e dei cliché interpretativi che ne hanno accompagnato la ricezione negli ultimi decenni. Il volume non solo arricchisce il panorama italiano degli studi sul pensiero politico statunitense contemporaneo, ma si propone anche come contributo significativo alla riflessione critica sulla crisi della modernità e sui possibili percorsi di ricomposizione del legame sociale nel post-liberalismo.
La Redazione
31 luglio 2025 |