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Daniele Cellamare
Russia Dalla federazione alla democrazia sovrana
Les Flâneurs Edizioni, pagg.114, € 14,00
"Russia. Dalla Federazione alla democrazia sovrana" di Daniele Cellamare propone una disamina sintetica ma penetrante della traiettoria politico-istituzionale della Federazione Russa dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica sino agli sviluppi più recenti del sistema putiniano. Il volume si presenta come un contributo di taglio analitico-interpretativo, orientato a problematizzare le dinamiche interne del potere in Russia e a chiarire i presupposti ideologici e istituzionali della cosiddetta "democrazia sovrana".
La periodizzazione adottata dall'autore si fonda su una rigorosa lettura degli snodi storici fondamentali: l'emersione della nuova Federazione Russa nel 1991; il consolidamento presidenzialista seguito all'approvazione della Costituzione del 1993; il crollo verticale del tenore di vita e della capacità amministrativa negli anni delle riforme neoliberiste; e infine, a partire dal 2000, il progressivo accentramento del potere esecutivo sotto la guida di Vladimir Putin. Il testo mette in luce in maniera efficace come il tentativo di instaurare una democrazia pluralista su base liberale sia stato progressivamente soppiantato da un modello politico che privilegia la stabilità e la verticalizzazione del potere come prerequisito per la sovranità nazionale.
L'autore ripercorre con rigore l'evoluzione della storia russa recente, evidenziandone il carattere strutturalmente asimmetrico nel corso degli anni 2000. In particolare, viene mostrato come, attraverso riforme costituzionali, modifiche legislative e pratiche amministrative, il Cremlino abbia ridotto l'autonomia delle entità federate, sostituendo alla cooperazione verticale una logica di subordinazione burocratica. Le dinamiche di recentralizzazione del potere – a partire dall'abolizione dell'elezione diretta dei governatori nel 2004 fino alla reintroduzione condizionata nel 2012 – sono presentate con precisione e fondate su fonti secondarie riconosciute dalla comunità scientifica.
Di particolare interesse risulta la trattazione del concetto di "democrazia sovrana", sviluppato in ambienti teorici vicini all'amministrazione presidenziale e formalizzato nella prima metà degli anni Duemila da Vladislav Surkov. Cellamare ricostruisce con sobrietà e lucidità le implicazioni politologiche di tale formula, che combina un impianto fortemente statalista con una legittimazione popolare fondata non sul pluralismo competitivo, bensì sulla stabilità, la sicurezza e l'identità nazionale.
Merita una menzione specifica l'approccio adottato per trattare i conflitti armati nel Caucaso settentrionale, in particolare le guerre in Cecenia e le successive operazioni contro l'insorgenza jihadista. L'autore evita approcci monodimensionali e contestualizza le dinamiche securitarie entro il quadro della costruzione statale post-sovietica, mettendo in risalto la tensione irrisolta tra pluralismo etnico-costituzionale e tendenze omologatrici dello Stato centrale. La descrizione degli eventi non indulge a valutazioni ideologiche ma si fonda su dati empirici e riferimenti a fonti istituzionali e accademiche.
Cellamare adotta uno stile espositivo asciutto, privo di ridondanze e orientato alla chiarezza analitica. La forma saggistica si coniuga a una precisa architettura argomentativa, che privilegia la sintesi interpretativa su qualsiasi tentazione compilativa. La documentazione è selezionata con cura e fa riferimento a fonti secondarie qualificate, sia italiane sia internazionali, evitando ogni cedimento a narrative giornalistiche o a speculazioni prive di fondamento empirico.
Nonostante l'essenzialità formale – 114 pagine – il testo non sacrifica la profondità concettuale: ogni nodo viene affrontato attraverso un quadro teorico implicito ma solido, che riflette una conoscenza approfondita dei meccanismi del potere politico contemporaneo e del lessico della sovranità in contesti post-autoritari. La sobrietà dell'impianto narrativo costituisce uno dei principali punti di forza del volume, che si colloca a pieno titolo nel dibattito scientifico contemporaneo sull'evoluzione delle democrazie illiberali.
La Redazione
4 agosto 2025 |