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Jacopo Lorenzini
I colonnelli della Repubblica Esercito, eversione e democrazia in Italia 1945-1974
Laterza, pagg.336, € 24,00
Jacopo Lorenzini, con la pubblicazione di "I colonnelli della Repubblica", offre un contributo puntuale allo studio della transizione dell'esercito italiano dalla fine della Seconda guerra mondiale alla Guerra Fredda, con particolare attenzione all'evoluzione del corpo ufficiali in un periodo cruciale per la storia della Repubblica Italiana. Attraverso una narrazione che unisce le vicende individuali e collettive, Lorenzini costruisce un quadro ricco e dettagliato delle difficoltà e delle sfide incontrate da coloro che, dopo la disfatta del Regime fascista e la caduta della monarchia, si trovarono ad affrontare l'incerto passaggio a un'istituzione militare repubblicana.
Il volume propone un approccio innovativo, che intreccia storia delle istituzioni militari, storia politica e teoria della controguerriglia, senza mai sacrificare l'analisi storica a favore della pura narrazione. Lorenzini esplora la complessità del processo di adattamento dei colonnelli italiani, che si trovarono improvvisamente a giurare fedeltà a una Repubblica di cui, pur appartenendo alla casta militare, ignoravano molteplici aspetti. La difficoltà di questo passaggio non è solo il riflesso di un cambio di regime, ma anche della mutata geopolitica internazionale, che li costringeva ad abbandonare le vecchie concezioni nazionaliste e autoritarie per adottare una visione più aperta e orientata verso l'Occidente e la NATO.
Il testo si avvale di un ricco apparato documentario, che include fonti inedite, offrendo così nuovi spunti per comprendere come gli ufficiali italiani, eredi di un'esperienza fascista, si confrontarono con il contesto democratico post-bellico. In particolare, Lorenzini analizza le divisioni interne alla classe militare, che, nonostante i giuramenti di fedeltà alla Repubblica, portava con sé il peso di un passato che non riusciva a dissolversi completamente. È questa la tensione che il libro esplora con grande attenzione: da un lato la necessità di trasformarsi in un corpo professionale repubblicano, impegnato a difendere la democrazia e i valori occidentali; dall'altro, le resistenze ideologiche che alimentano una visione dell'istituzione militare come strumento di potere autonomo, capace di confrontarsi con le minacce interne ed esterne alla Repubblica.
Questa dicotomia tra visioni contrastanti si riflette in modo particolarmente evidente nelle teorie e nelle pratiche di controguerriglia e controsovversione che gli ufficiali sviluppano, sia sul piano della strategia militare che sul piano della politica interna. È proprio la Guerra Fredda a rappresentare il contesto che, a partire dagli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, impone un nuovo paradigma di sicurezza e di difesa, con il conflitto ideologico tra capitalismo e comunismo che si riversa anche sul piano nazionale. Lorenzini esplora come la paura della sovversione e l'influenza degli Stati Uniti abbiano guidato le scelte degli ufficiali italiani, segnando un periodo di instabilità politica che culminerà in momenti critici, come la strage di Piazza Fontana e le vicende legate al terrorismo degli anni Settanta.
La ricerca di Lorenzini, con il suo approccio multidisciplinare, riesce a restituire la complessità di una fase storica che, purtroppo, è stata spesso sottovalutata o trattata con eccessiva semplificazione. La centralità dell'esercito, e in particolare della figura del colonnello, emerge come un fattore determinante per comprendere le dinamiche politiche e istituzionali che hanno caratterizzato l'Italia del dopoguerra. Lorenzini non si limita a raccontare la storia degli ufficiali come meri esecutori di ordini, ma si addentra nel loro pensiero strategico, nelle loro relazioni interpersonali, nelle loro convinzioni ideologiche, mettendo in luce il loro ruolo attivo nell'evoluzione della politica italiana e nella definizione delle modalità di resistenza alla sovversione.
Un ulteriore merito del volume è la sua capacità di mettere in relazione la storia dell'esercito italiano con i più ampi sviluppi internazionali, sottolineando il peso crescente delle forze armate nella costruzione dell'Italia repubblicana e nella sua collocazione all'interno del sistema di alleanze occidentale. La riflessione sulla cultura militare, le tensioni interne al corpo ufficiali e la questione della fedeltà alla Repubblica sono temi che hanno rilevanza anche nel dibattito contemporaneo, quando il ruolo delle forze armate è tornato a essere oggetto di discussione in un contesto internazionale molto diverso, ma non privo di analogie.
La Redazione
3 settembre 2025 |