Il sultano Stampa E-mail

Gennaro Sangiuliano

Il sultano
La vita di Recep Tayyip Erdogan


Mondadori, pagg.264, € 20,00

 

sangiuliano sultano  Gennaro Sangiuliano, nel volume "Il sultano. La vita di Recep Tayyip Erdogan", offre un'analisi articolata e approfondita della figura politica di uno dei leader più significativi della scena internazionale contemporanea. Recep Tayyip Erdogan, nato nel 1954 a Istanbul e divenuto presidente della Turchia nel 2014, è oggi un attore centrale, non solo per la sua nazione ma anche per la geopolitica mondiale. La biografia di Sangiuliano si propone di tracciare un ritratto del presidente turco che è tanto intimo quanto politicamente rilevante, evidenziando le tappe fondamentali della sua lunga carriera, che lo hanno trasformato nel più longevo capo dello Stato della Repubblica turca.

  L'approccio di Sangiuliano risulta scrupoloso e ben documentato, caratterizzato da un'analisi che, pur non risparmiando critiche, cerca di mantenere un equilibrio fra l'esposizione dei fatti e la valutazione delle implicazioni politiche, sociali ed economiche. La narrazione inizia con una ricostruzione delle umili origini di Erdogan, proveniente da un contesto familiare modesto, e prosegue nel descrivere l'ascesa del futuro presidente, dai primi successi come sindaco di Istanbul nel 1994 fino alla fondazione del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) nel 2001 e alla sua affermazione come primo ministro nel 2003. Sangiuliano traccia con puntualità l'evoluzione politica di Erdogan, mettendo in evidenza come la sua figura inizialmente moderata e pragmatica si sia evoluta nel corso degli anni verso un accentramento del potere sempre più marcato, in linea con le dinamiche di un'autorità politica che ha gradualmente assunto tratti autoritari.

  Sangiuliano contestualizza il percorso politico di Erdogan all'interno della più ampia dinamica storica e sociale della Turchia. Il lettore è guidato attraverso il lungo e complicato processo di trasformazione della nazione, che va dall'apertura al dialogo con l'Europa all'allontanamento progressivo da quel progetto di adesione all'Unione Europea che sembrava un obiettivo concreto nei primi anni del nuovo millennio. Le scelte politiche di Erdogan, in particolare la promozione di un islamismo politico che si mescola con l'idea di un ritorno alle radici ottomane, sono esaminate con attenzione, ponendo in evidenza la contraddizione interna fra il mantenimento di alcune caratteristiche democratiche e la progressiva erosione della libertà di espressione e dei diritti civili. In questo contesto, il libro dedica un ampio spazio alla crescente influenza di Erdogan nella sfera pubblica turca, culminata con il fallito colpo di stato del 2016, evento che ha segnato un punto di svolta fondamentale nella sua carriera e nella politica del paese. Sangiuliano non si limita a raccontare la cronaca di quella notte drammatica, ma indaga anche le sue ripercussioni, mettendo in luce come il fallimento del golpe abbia rappresentato per Erdogan l'occasione di consolidare ulteriormente il suo potere attraverso una serie di epurazioni di massa che hanno investito l'apparato statale, l'esercito, la magistratura e i media.

  Nel libro, viene dedicato spazio anche alle questioni internazionali, esplorando con equilibrio e competenza il ruolo di Erdogan sulla scena globale. La sua relazione ambigua con l'Occidente, la sua posizione strategica all'interno della NATO, ma anche la sua politica estera assertiva in Siria e nei Balcani, sono dettagliatamente analizzati. L'uso della questione dei rifugiati siriani come leva politica nei confronti dell'Unione Europea viene presentato come un esempio emblematico di una politica estera che mescola pragmatismo e cinismo, ma che ha comunque permesso a Erdogan di ottenere vantaggi significativi nel contesto delle sue relazioni internazionali.

  Sangiuliano, pur adottando un approccio critico nei confronti di molte delle scelte di Erdogan, evita tuttavia la trappola della demonizzazione unilaterale. La figura di Erdogan viene analizzata in tutta la sua complessità, mettendo in evidenza sia le sue debolezze siae i suoi punti di forza. La sua capacità di saper navigare in un contesto politico turbolento, il suo pragmatismo nella gestione delle alleanze e il suo carisma personale, che gli hanno permesso di mantenere un ampio consenso popolare, vengono trattati con dovuta attenzione. La visione che Sangiuliano offre di Erdogan è quella di un leader che ha saputo capitalizzare su una serie di fattori storici, culturali e politici, ma che ha anche fatto fronte a numerose difficoltà, interne ed esterne, nel corso della sua lunga carriera.

  Il volume, pur avendo un taglio biografico, si sviluppa come un saggio politico che offre riflessioni utili non solo sulla figura di Erdogan ma anche sul contesto più ampio in cui essa si inserisce. La lettura di "Il sultano" si rivela, quindi, utile per comprendere la Turchia moderna e il suo ruolo nel mondo contemporaneo, un paese che sembra essere sempre più distante dall'Occidente e al contempo sempre più proiettato verso una visione della sua identità nazionale che guarda al passato ottomano come a un modello di potenza e grandezza.

La Redazione

17 novembre 2025