Petrolio Stampa E-mail

Pier Paolo Pasolini

Petrolio
Nuova edizione a cura di Maria Careri e Walter Siti

Garzanti, pagg.832, € 24,00

 

pasolini petrolio  "Petrolio" di Pier Paolo Pasolini, pubblicato postumo nel 1992 e riproposto con il contributo editoriale di Maria Careri e Walter Siti, è un'opera monumentale, sospesa tra il frammentario e il visionario, che ha attraversato decenni di letture e riletture senza mai smettere di suscitare discussioni. Trattato da molti come il romanzo più ambizioso e complesso dell'autore, "Petrolio" sfida i limiti della narrativa tradizionale, costruendo un testo che è tanto un romanzo quanto un saggio, una cronaca politica quanto un'opera letteraria di avanguardia.

  Il romanzo racconta la storia di Carlo, un borghese che si lascia sedurre dalla carriera e dal potere, un individuo cresciuto in un contesto cattolico di sinistra, ma che, nel corso della sua vita, arriva a essere complice di un omicidio di destra. La sua vicenda si intreccia con quella dell'Italia degli anni '60 e '70, il periodo segnato dalle tensioni politiche e sociali, dall'incombente scandalo di piazza Fontana e dal misterioso caso della morte di Enrico Mattei. Pasolini, in un'operazione che mescola realismo e mito, disegna il percorso di un uomo alla deriva, ma al contempo dipinge l'Italia come un luogo di corruzione in cui la politica e l'economia si fondono in un sistema perverso e opaco, difficile da decifrare.

  Ciò che rende "Petrolio" un'opera assolutamente unica nel panorama letterario italiano e internazionale è la sua struttura narrativa e il suo stile. Il romanzo, infatti, è un insieme di frammenti, appunti, riflessioni e sequenze narrative che non sempre si legano in maniera lineare. La prosa di Pasolini è parimenti cruda e lirica, ora sferzante, ora delicata. L'autore, con il suo approccio sperimentale, non teme di variare registro stilistico, passando dal giornalistico al saggistico, dall'analisi sociopolitica alla riflessione filosofica, senza mai perdere di vista la potenza simbolica dei suoi contenuti. I continui salti stilistici e i cambi di registro sono in realtà il cuore pulsante dell'opera, dove la sperimentazione non è mai fine a se stessa, ma rappresenta il tentativo di esprimere una realtà complessa e contraddittoria, impossibile da circoscrivere in forme narrative convenzionali.

  Uno degli aspetti che merita attenzione è l'intreccio fra la dimensione personale e quella storica, che Pasolini costruisce con maestria. L'influenza del padre, ex militare, diventa simbolo di una visione autoritaria della vita e della società, ma anche la proiezione della crisi esistenziale di Pasolini stesso. La figura paterna non è mai solo un'eco privata, ma assume valenze simboliche più ampie, diventando il riflesso di un intero sistema sociale e politico, quello dell'Italia post-bellica. La relazione con la figura paterna si complica ulteriormente nel contesto del romanzo, dove il tema del potere – inteso tanto come dominio, quanto come ambizione e corruzione – diventa il filo rosso che attraversa tutta la vicenda.

  Pasolini ha dichiarato che "Petrolio" è «il preambolo di un testamento», un tentativo di lasciare una testimonianza del proprio sapere e della propria comprensione della realtà. In effetti, l'opera non è solo un romanzo, ma anche un tentativo di interrogarsi sul destino di un paese che, agli occhi dell'autore, appare sempre più lontano dai suoi ideali di giustizia e libertà. Le vicende narrate sembrano connettersi in modo simbolico alle grandi tragedie del tempo, dalle bombe di piazza Fontana alla morte di Mattei, un episodio che ha segnato in maniera indelebile la storia d'Italia e che nel romanzo di Pasolini diventa il simbolo della lotta fra poteri oscuri e istituzioni corrotte.

  Il carattere incompiuto dell'opera, che Pasolini stesso non riuscì a concludere, aggiunge al mito di "Petrolio" una dimensione enigmatica. Se la trama si interrompe bruscamente, lasciando sospese molte delle domande e delle riflessioni sollevate, è proprio questa incompletezza a conferirle una forza tutta particolare, alimentando nel lettore un continuo desiderio di ricomporre i pezzi mancanti. In questo senso, la pubblicazione del testo in questa nuova edizione curata da Careri e Siti rappresenta un'opportunità per approfondire la comprensione dell'opera, grazie all'inserimento di brani inediti, documenti storici e nuove interpretazioni.

  "Petrolio" può essere letto come una riflessione sul potere, ma anche come una denuncia delle dinamiche che lo perpetuano. La sua visione dell'Italia degli anni '60 e '70 non è affatto consolatoria, né tantomeno esente da una radicale critica della cultura e delle istituzioni italiane. Pasolini sembra, in molti tratti, anticipare le problematiche che il paese avrebbe vissuto nei decenni successivi, prefigurando una crisi morale e politica destinata a sfociare in un epocale deterioramento dei valori civili.

  "Petrolio" si conferma, dunque, come uno degli scritti più significativi e inquietanti di Pasolini, un'opera che non solo racconta un'epoca, ma interroga senza sosta il lettore sulla natura del potere, della corruzione e della verità. Pur nella sua difficoltà, il romanzo è capace di suscitare un coinvolgimento profondo e una riflessione continua, alimentando il dibattito critico sulla figura di Pasolini e sulla sua visione della storia. La cura editoriale di Careri e Siti, con l'integrazione di nuovi materiali e prospettive interpretative, offre uno strumento prezioso per affrontare la complessità di un testo che, a oltre trent'anni dalla sua pubblicazione, continua a essere di straordinaria attualità.

La Redazione

17 novembre 2025