La fionda n.2/2024. Lo Stato incostituzionale Stampa E-mail

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La fionda n.2/2024
Lo Stato incostituzionale
Il Paese tradito


Rogas Edizioni, pagg.270, € 19,70

 

aavv lafionda-022024  Il secondo numero della rivista "la fionda" del 2024, intitolato "Lo Stato incostituzionale. Il Paese tradito", affronta uno dei temi più delicati e dibattuti della politica contemporanea italiana, e cioè la tensione tra il potere visibile delle istituzioni democratiche e quello invisibile delle forze che, pur non essendo ufficialmente riconosciute, esercitano una grande influenza sulla governance del Paese. Il volume propone un'analisi approfondita, rigorosa e multidisciplinare su come le dinamiche di potere, sia interne che esterne, abbiano plasmato la storia della Repubblica italiana, mettendo in luce le contraddizioni tra la promessa di trasparenza insita nelle democrazie costituzionali e le forze che operano dietro le quinte, spesso a discapito di quella stessa trasparenza.

  L'apertura del volume esplora il concetto di "vincolo esterno", che viene esaminato nelle sue dimensioni storiche e politiche. Questa espressione, tanto discussa nei contesti di politica internazionale e in particolare in relazione all'Unione Europea, assume qui una sfumatura più complessa. Non si limita a un'analisi degli obblighi imposti a livello internazionale o geopolitico, ma viene ampliato per includere le influenze di poteri non ufficiali che, in modo più o meno esplicito, condizionano le scelte politiche italiane. Gli autori offrono una riflessione lucida e documentata sulle modalità con cui le élite, sia interne sia esterne, hanno progressivamente minato l'autonomia decisionale delle istituzioni democratiche italiane, spesso approfittando di contingenze storiche critiche per accrescere il loro potere.

  Il contributo storico che emerge da questa parte del volume è solido, documentato e ben radicato nelle fonti. Le riflessioni sul ruolo delle organizzazioni mafiose e delle élite politiche sono puntuali e riescono a far luce su un aspetto troppo spesso sottovalutato o ridotto a mera cronaca. L'analisi dei legami tra politica e criminalità organizzata viene affrontata con equilibrio, dimostrando invece come queste forze abbiano avuto un ruolo determinante nelle principali scelte politiche e istituzionali del Paese.

  Un capitolo particolarmente rilevante è quello dedicato alla strategia della tensione, un fenomeno che ha segnato profondamente la storia della Repubblica italiana, con la tragedia del caso Moro che ne rappresenta l'apice. Gli autori, attraverso una lente storica e politica, ricostruiscono gli eventi che hanno segnato la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, ponendo l'accento sul legame tra la destabilizzazione politica, gli interessi interni ed esterni, e l'ascesa di forze tecnocratiche. La figura di Aldo Moro viene trattata non solo come simbolo di un'epoca di stravolgimenti politici, ma come emblema della lotta tra il progetto costituzionale e il potere occulto. La ricostruzione dei fatti, purtroppo, non porta mai a risposte definitive, ma suggerisce un intrigante percorso di interpretazioni, che permette di riflettere su come le trame di potere nascoste abbiano avuto un ruolo nella politica italiana.

  La trattazione del caso Moro è probabilmente uno dei momenti più significativi del numero, non solo per l'impatto storico che ha avuto sulla società italiana, ma anche per la sua capacità di rivelare le contraddizioni insite nel sistema politico, che continua a influenzare la percezione del potere e della giustizia nel paese.

  L'evoluzione da una politica caratterizzata da un forte protagonismo degli attori politici della Prima Repubblica a un assetto più tecnocratico e globalizzato, rappresenta una delle transizioni più complesse della storia repubblicana italiana. Gli autori analizzano come questo passaggio abbia avuto luogo, mettendo in evidenza la crescente incapacità delle istituzioni politiche di rispondere alle sfide interne ed esterne, e come il potere economico-finanziario e le tecnocrazie abbiano progressivamente assunto un ruolo centrale. La critica al "pilota automatico liberal-atlantista" è formulata con un approccio che non è mai banale o unidimensionale. Le riflessioni sull'ingerenza delle istituzioni internazionali e sul progressivo disinteresse delle forze politiche tradizionali verso i temi sociali sono ponderate e offrono spunti di riflessione significativi per comprendere le sfide della democrazia contemporanea.

  Il passaggio dal sistema partitico della Prima Repubblica a quello della Seconda Repubblica, dominato da tecnocrati e figure non politiche, è illustrato con grande attenzione alle implicazioni per il futuro della democrazia costituzionale in Italia. L'analisi non si limita a descrivere il fenomeno, ma indaga anche le cause profonde che ne hanno facilitato l'ascesa, tra cui la crisi della politica tradizionale e il crescente disincanto della società civile.

  Nella parte conclusiva del volume, gli autori si interrogano su come l'Italia possa superare l'attuale impasse e rilanciare il progetto democratico costituzionale. La riflessione sulle dimensioni geopolitiche, economiche e antropologiche del sistema costituzionale italiano è vasta e articolata, ma non mancano spunti provocatori su come la democrazia possa essere preservata e rinnovata in un mondo in cui le tecnocrazie globali e le pressioni economiche sembrano prevalere sulle dinamiche politiche tradizionali. La domanda che si pone è quanto e come l'Italia possa trovare una via di uscita da un sistema che appare sempre più distante dalle esigenze dei cittadini, e come si possano riattivare i meccanismi di partecipazione democratica.

  L'approccio della rivista è, nel complesso, multidisciplinare e arricchisce il dibattito con una pluralità di prospettive provenienti da esperti di diversi ambiti. Gli autori si confrontano con una molteplicità di fattori — storici, sociali, economici e antropologici — che si intrecciano per delineare le sfide future per l'Italia.

  Il volume riesce ad unire una visione storica con una prospettiva critica sull'evoluzione contemporanea del potere in Italia, proponendo una riflessione puntuale sulle forze che operano al di fuori della visibilità istituzionale e sul futuro della democrazia costituzionale. Le conclusioni non sono facili, ma sono stimolanti, e pongono interrogativi cruciali sul destino della politica democratica in un mondo sempre più segnato dall'opacità e dalla centralizzazione delle decisioni.

  Questa rivista si conferma come un punto di riferimento per coloro che vogliono andare oltre la superficie degli eventi politici e comprendere le dinamiche più sotterranee che influenzano la storia e il futuro della Repubblica italiana.

La Redazione

18 novembre 2025