|
a cura di Raffaele Cantone, Nicoletta Parisi e Domenico Tambasco
Whistleblowing Commento sistematico alla disciplina del d.lgs. n. 24/2023 Ambiti applicativi, governance, strumenti di segnalazione e protezione
Lefebvre Giuffrè, pagg.LXVII-650, € 73,00
Il tema del whistleblowing, cioè della segnalazione di atti illeciti o irregolari, è oggi al centro di un dibattito che tocca molteplici ambiti, dalla legalità alla protezione dei diritti dei lavoratori, fino alla trasparenza delle istituzioni e delle aziende. In questo contesto, il volume curato da Raffaele Cantone, Nicoletta Parisi e Domenico Tambasco rappresenta un'opera fondamentale per la comprensione e l'approfondimento delle normative e delle prassi operative legate alla segnalazione di illeciti in Italia, a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 24/2023, che ha dato attuazione alla direttiva europea 2019/1937.
Il libro offre un'analisi dettagliata e multidisciplinare del whistleblowing, partendo dalla sua definizione legale per estendersi agli aspetti pratici e sanzionatori, con l'intento di fornire un quadro teorico e operativo a professionisti, giuristi e accademici. La pluralità dei contributi degli esperti del settore conferisce al volume una prospettiva ampia e variegata, capace di affrontare il tema da angolazioni diverse, mantenendo un equilibrio tra gli aspetti normativi e quelli operativi. In tal modo, il libro si propone come uno strumento prezioso per orientarsi nel complesso sistema di regole che disciplina la protezione del segnalante, il whistleblower, sia nel settore pubblico sia in quello privato.
La prima parte del volume affronta l'ambito di applicazione della normativa, con particolare attenzione alle distinzioni tra il settore pubblico e quello privato. Gli autori esplorano in maniera accurata le categorie di soggetti tutelati, che vanno dai dipendenti alle figure esterne, come liberi professionisti e fornitori. L'analisi si concentra sui processi che legittimano e regolano la segnalazione di illeciti, nonché sugli ambiti operativi nei quali gli whistleblowers possono essere coinvolti. Questo approccio consente di delineare chiaramente i confini applicativi della normativa, offrendo un quadro completo delle entità e degli attori coinvolti.
La seconda sezione del volume è dedicata ai canali di segnalazione, con una trattazione approfondita delle modalità di comunicazione interne ed esterne alle organizzazioni, nonché delle implicazioni giuridiche legate alla divulgazione pubblica delle segnalazioni. La gestione di questi canali, in particolare da parte di enti pubblici e privati, è un aspetto fondamentale che implica un delicato bilanciamento tra la protezione della riservatezza dei segnalanti e l'efficacia dell'azione amministrativa e giudiziaria. A tal proposito, il ruolo dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), quale custode della trasparenza e garante della protezione degli whistleblowers, viene analizzato con precisione, prendendo in esame le linee guida che, purtroppo, talvolta non offrono soluzioni esaustive ai nodi interpretativi che emergono nella pratica.
La terza parte del libro si concentra sugli obblighi di compliance, indagando il funzionamento dei canali di segnalazione e le modalità con cui gli organi di controllo devono operare per garantire che le segnalazioni siano trattate con la massima serietà e discrezione. Gli autori approfondiscono le modalità di cooperazione tra autorità amministrative e giudiziarie, senza tralasciare l'importanza di un sistema di controllo interno, che diventa cruciale per evitare la "devianza organizzativa" e per promuovere una cultura della legalità e della trasparenza all'interno delle istituzioni e delle imprese. La trattazione delinea chiaramente i margini di incertezza che ancora esistono, in particolare riguardo alla corretta applicazione delle norme in un contesto di interazione tra enti pubblici e privati, con particolare riferimento ai meccanismi di segnalazione e alla gestione delle eventuali controversie.
Nella quarta sezione dell'opera, viene esplorato in dettaglio lo statuto di protezione del segnalante, con un focus sulle misure per tutelare il whistleblower dalle ritorsioni. L'analisi si articola attorno alle limitazioni di responsabilità e al regime sanzionatorio per chi tenta di ostacolare le segnalazioni, un tema che risulta centrale per garantire la reale efficacia della normativa. I capitoli dedicati a questo aspetto si distinguono per una riflessione critica sulla portata delle protezioni offerte ai whistleblowers, mettendo in luce le difficoltà interpretative che emergono in relazione a comportamenti che potrebbero essere percepiti come ostili al segnalante, ma che non sempre rientrano nelle fattispecie sanzionabili dalla legge. L'analisi delle linee guida ANAC e la comparazione con la giurisprudenza, sia nazionale sia sovranazionale, arricchiscono ulteriormente la trattazione, rendendola uno strumento utile per capire le implicazioni giuridiche e pratiche della protezione del segnalante.
Il libro, in generale, mostra un approccio equilibrato e critico, che non si limita a fornire una mera esposizione normativa, ma offre uno sguardo attento sulle difficoltà applicative e sulle potenziali aree di miglioramento della legislazione italiana. Non mancano, infatti, riflessioni sugli spazi interpretativi che la normativa lascia aperti, suggerendo anche possibili direzioni per future modifiche normative che potrebbero rendere il sistema di protezione ancora più efficace e chiaro. La capacità di indagare le problematiche concrete derivanti dalla gestione delle segnalazioni, senza tralasciare le esigenze di tutela della privacy e della riservatezza, è uno degli aspetti più apprezzabili dell'opera.
Grazie alla sua struttura articolata e alla qualità dei contributi, il volume offre una panoramica completa delle sfide normative e delle pratiche in atto nel nostro paese. La lucidità e la competenza con cui gli autori affrontano i temi legati al whistleblowing lo rendono una risorsa preziosa, in grado di fornire indicazioni utili tanto agli operatori del diritto quanto a coloro che, in vari ruoli e funzioni, si trovano a confrontarsi con le nuove regole di protezione del segnalante.
La Redazione
12 dicembre 2025 |