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João Fábio Bertonha
Plìno Salgado Un fascista brasiliano (1895-1975) Prefazione di Fabio Gentile
D'Amico Editore, pagg.238, € 16,00
Questo libro di João Fábio Bertonha offre un'analisi approfondita della figura di Plínio Salgado, uno degli esponenti più noti e controversi dell'estrema destra brasiliana del XX secolo. La biografia di Salgado, fondatore e leader dell'Azione Integralista Brasiliana (AIB), partito dichiaratamente fascista che ha avuto un ruolo significativo nella storia politica del Brasile, è un caso emblematico di un movimento che, pur non essendo radicato nell'Europa fascista, ne ha ripreso ideali, modelli e relazioni internazionali, in particolare con l'Italia fascista di Benito Mussolini.
Bertonha, attraverso una rigorosa ricerca storica condotta in vari archivi brasiliani, italiani, portoghesi, americani e britannici, ricostruisce la carriera e le attività di Salgado, concentrandosi in particolare sul periodo in cui fu il leader di un movimento che ha avuto un impatto importante sulla politica brasiliana, nonostante la sua natura minoritaria e parzialmente marginale. La ricerca mostra un approccio critico e documentato, che mira a contestualizzare Salgado e l'integralismo brasiliano in relazione alle dinamiche politiche e ideologiche più ampie del XX secolo.
Plínio Salgado nacque nel 1895, in un periodo in cui il Brasile stava attraversando significativi cambiamenti politici, sociali ed economici. La sua carriera iniziò come giornalista e scrittore, ma fu nella politica che si distinse. Con la fondazione dell'Azione Integralista Brasiliana nel 1932, Salgado lanciò una proposta di mobilitazione della società brasiliana sulla base di un'ideologia che, pur adattandosi alla realtà locale, trovò ispirazione nei modelli fascisti europei, in particolare nel pensiero mussoliniano.
L'AIB si differenziava da altri movimenti politici brasiliani per il suo carattere di estrema destra e per l'adozione di simboli e ideali mutuati dal fascismo europeo, tra cui il saluto romano, l'anticomunismo, il corporativismo e una visione autoritaria della politica. L'aspetto che rendeva l'AIB particolarmente interessante, sottolineato efficacemente dall'autore, è il modo in cui Salgado cercò di radicare questi ideali in un contesto nazionale, facendo leva sul tradizionalismo e sul nazionalismo. Sebbene il fascismo brasiliano non abbia mai raggiunto il livello di influenza del fascismo italiano o del nazionalsocialismo tedesco, la sua esistenza testimonia una forma di imitazione e adattamento dei modelli europei all'interno di una realtà distante geograficamente e culturalmente.
Il movimento integralista, sotto la guida di Salgado, si oppose al regime di Getúlio Vargas, ma non per ragioni democratiche o liberali: la critica di Salgado al governo Vargas era motivata dalla sua visione autoritaria e dall'opposizione all'orientamento progressista e alle riforme sociali di Vargas. Bertonha esplora con attenzione la dinamica tra l'AIB e il regime di Vargas, che, pur avendo elementi di forte autoritarismo, non rispondeva agli ideali integralisti di Salgado.
La sconfitta dell'AIB durante la crisi del 1937 e l'istituzione del regime di Vargas portò alla marginalizzazione di Salgado, che nel 1939 fu costretto all'esilio in Portogallo. Questo periodo fu fondamentale per la formazione del suo pensiero e per la sua continua attività politica. Salgado mantenne stretti legami con le autorità fasciste italiane, come dimostra la sua visita a Mussolini nel 1930, e cercò di trovare sostegno per l'integralismo fuori dal Brasile.
L'esilio non segnò però la fine della sua attività politica. Bertonha dedica spazio alla fase del ritorno in Brasile nel 1946, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta dei regimi fascisti in Europa. Salgado, pur avendo subito un significativo declino, continuò a rivendicare un ruolo di leader del movimento integralista. La sua carriera politica nel dopoguerra, culminata con la candidatura alla presidenza nel 1955, è un altro aspetto cruciale del libro. Bertonha, con grande attenzione ai dettagli, mostra come Salgado abbia cercato di rilanciare il movimento integrale e come la sua ideologia si sia evoluta in risposta ai cambiamenti politici e sociali del Brasile. La sua visione fascista si adattò, seppur con difficoltà, alle nuove circostanze del paese, che aveva ormai intrapreso un cammino di modernizzazione e democrazia.
Uno degli aspetti più interessanti del libro di Bertonha è l'analisi dei legami di Salgado con l'Italia fascista e con Mussolini in particolare. Salgado visitò l'Italia nel 1930, proprio quando il fascismo italiano stava consolidando il proprio potere. L'incontro con Mussolini, che rimase un punto di riferimento ideologico per l'integralismo, segnò l'inizio di una serie di rapporti che avrebbero continuato a caratterizzare la politica di Salgado. Non solo Salgado cercò attivamente il supporto economico e politico dell'Italia fascista, ma anche l'ideologia fascista di Mussolini influenzò profondamente il suo pensiero e le sue politiche.
Bertonha esamina questa relazione con grande dettaglio, facendo luce sulle modalità attraverso le quali l'integralismo brasiliano cercò di replicare, pur con specifiche differenze, gli stessi principi del fascismo europeo, ma in una versione "locale". Salgado fu sempre consapevole delle difficoltà di applicare un modello straniero in Brasile, ma trovò comunque spazio per un dialogo con i fascisti europei, utilizzando la figura di Mussolini come un simbolo di autorità e di ordine.
La ricerca storica di Bertonha non si limita alla sola figura di Salgado, ma si estende all'analisi del movimento integralista nel suo complesso. L'AIB, pur essendo un movimento minoritario, ha avuto una certa influenza nella politica brasiliana, soprattutto nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Sebbene il fascismo brasiliano non abbia mai raggiunto la forza politica di altri movimenti simili in Europa, l'AIB ebbe un impatto significativo su alcuni settori della società brasiliana, tra cui l'intellettualità conservatrice, le forze armate e alcuni gruppi nazionalisti. Bertonha esplora anche l'adozione di alcune idee integraliste nel contesto della dittatura militare che prese piede in Brasile nel 1964, mostrando come alcuni degli ideali fascisti abbiano continuato a influenzare la politica del paese anche decenni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
La capacità di Salgado di mantenere la sua figura e la sua ideologia vive nel dibattito politico brasiliano anche dopo la fine del fascismo in Europa è uno degli aspetti più intriganti della sua carriera, e Bertonha analizza bene la sua continua rilevanza, anche quando le sue idee sembravano marginali rispetto ai principali orientamenti politici del paese.
Il lavoro di João Fábio Bertonha su Plínio Salgado si distingue per il rigore, l'ampiezza delle fonti e la capacità di contestualizzare la figura del leader integralista all'interno di un panorama storico e politico più ampio. Bertonha offre un'analisi critica della figura di Salgado e dell'Azione Integralista Brasiliana, portando alla luce sia le dinamiche interne al movimento che i suoi rapporti internazionali. Il libro è un importante contributo alla comprensione delle forze politiche di estrema destra in Brasile e fornisce una chiave di lettura interessante per capire come il fascismo brasiliano si sia sviluppato e adattato alle condizioni locali.
La Redazione
5 febbraio 2026 |