Storia dell'Iran Stampa E-mail

Paola Rivetti

Storia dell'Iran
Rivoluzione, guerra e resistenza
1979-2025


Laterza, pagg.272, € 22,00

 

rivetti iran  L'Iran, paese dal passato millenario e dalle complesse dinamiche politiche, ha spesso suscitato attenzione internazionale, soprattutto dopo la rivoluzione del 1979, che ha segnato la nascita della Repubblica Islamica. Tuttavia, la lettura della sua storia recente, intrinsecamente legata a movimenti sociali, resistenze interne e confronti con le potenze globali, è spesso confinata a un quadro riduttivo, dominato da figure apicali come Khomeini, Khamenei o Ahmadinejad. Paola Rivetti, in "Storia dell'Iran. Rivoluzione, guerra e resistenza 1979-2025", offre una prospettiva innovativa, ponendo al centro i movimenti sociali – dagli studenti alle donne, dai lavoratori alle minoranze etniche – e analizzando il loro ruolo cruciale nello sviluppo politico dell'Iran contemporaneo. Con uno sguardo attento e critico, Rivetti esplora gli eventi che hanno plasmato l'Iran e riflette sull'impatto che questi hanno avuto a livello globale. La sua ricerca, ricca di dettagli storici, analisi politiche e un rigoroso metodo storiografico, offre uno strumento utile per comprendere la complessità del paese e le sue sfide interne ed esterne.

  Dal 1979, l'Iran è stato spesso oggetto di giudizi binari: da un lato, la percezione occidentale di una teocrazia pericolosa, parte di un cosiddetto "asse del male", e dall'altro, la sua rappresentazione come stato sovrano che difende la propria identità contro le ingerenze straniere. L'opera di Rivetti rompe con questa visione semplificata, offrendo una lettura sfumata e multidimensionale del paese, che non si concentra solo sulle figure di vertice, ma soprattutto sulle forze sociali che hanno contribuito a modellare il corso degli eventi. L'autrice esamina le radici più profonde delle proteste e delle mobilitazioni che hanno attraversato il paese, legando le vicende iraniane alla più ampia storia dei movimenti di resistenza e delle lotte sociali nel mondo contemporaneo.

  Il libro si estende dal 1979, anno cruciale per la nascita della Repubblica Islamica, fino ai giorni nostri, arrivando ad analizzare eventi recenti come le proteste di massa e il movimento Donna, Vita, Libertà (DVL), che hanno scosso il paese. L'approccio di Rivetti è chiaramente orientato a comprendere come queste mobilitazioni, a partire dalle prime manifestazioni post-rivoluzionarie fino ai movimenti più recenti, abbiano avuto un ruolo determinante nel mutare gli equilibri politici e sociali, sia dentro che fuori l'Iran.

  In un'epoca in cui il pensiero accademico tende a concentrare l'analisi sulle figure politiche e sulla geopolitica, Rivetti sposta l'attenzione su attori più marginalizzati, come le donne, le minoranze etniche e i gruppi di lavoratori, che, seppur meno visibili, hanno giocato un ruolo fondamentale nell'evoluzione della società iraniana.

  L'autrice, infatti, fa un lavoro preciso di contestualizzazione storica, immergendosi nella cultura politica dell'Iran e nel pensiero sociale che ha accompagnato le diverse fasi di resistenza. Analizza l'ascesa e il declino dei movimenti sociali, identificando come queste forze abbiano agito in stretta relazione con le dinamiche politiche e come abbiano contribuito a modificare gli equilibri interni ed esterni. Il suo approccio è il risultato di un ampio lavoro di ricerca che attinge non solo a fonti storiche ma anche a testimonianze dirette, rendendo il testo ricco di spunti e riflessioni sulla società iraniana.

  Il libro di Rivetti dedica un'attenzione particolare alla rivoluzione del 1979, mettendo in evidenza come le forze sociali iraniane abbiano contribuito a guidare il processo che ha rovesciato il regime di Mohammad Reza Pahlavi e ha portato alla creazione della Repubblica Islamica. La narrazione di Rivetti non si limita a raccontare i fatti storici, ma analizza anche le motivazioni che hanno spinto le diverse forze sociali a partecipare alla rivoluzione, compresi i gruppi di sinistra, le organizzazioni islamiche e le donne, la cui mobilitazione è spesso trascurata nei racconti tradizionali.

  Un elemento centrale che emerge dal lavoro dell'autrice è l'ambiguità della rivoluzione stessa. Mentre la leadership religiosa ha monopolizzato la scena politica dopo la fine del regime di Pahlavi, le forze progressiste, che avevano giocato un ruolo cruciale nella mobilitazione, sono state progressivamente marginalizzate. Rivetti esplora le divisioni interne che si sono venute a creare tra i diversi gruppi e come questo abbia portato a un conflitto di legittimità che ha segnato la nascita del regime teocratico e ha limitato le possibilità di una democratizzazione genuina. L'analisi di questo periodo è estremamente precisa e contribuisce a una comprensione più profonda delle radici dell'attuale sistema politico iraniano.

  Il libro dedica una porzione significativa della sua riflessione ai movimenti di resistenza che hanno avuto luogo nel corso degli anni, molti dei quali si sono sviluppati in risposta alle politiche autoritarie del regime. L'autrice esplora come, sin dai primi anni dopo la rivoluzione, i gruppi sociali abbiano cominciato a resistere al regime, spesso subendo repressioni violente, ma al contempo riuscendo a mantenere viva una forma di opposizione che si è trasformata nel corso degli anni in una lotta politica e sociale sempre più radicata.
In particolare, Rivetti mette in evidenza il ruolo delle donne e dei lavoratori, la cui mobilitazione ha avuto un impatto fondamentale sul cambiamento delle dinamiche politiche e sociali iraniane. Le donne iraniane, sin dall'inizio del regime, sono state protagoniste di una lotta per i diritti civili e politici, ma anche di una battaglia più ampia per l'emancipazione sociale e culturale. Le riforme restrittive imposte dal regime, come il velo obbligatorio, hanno innescato una serie di proteste che si sono intensificate negli anni successivi, portando alla creazione di movimenti femministi locali che sono riusciti a sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale.

  Analogamente, i lavoratori iraniani hanno avuto un ruolo significativo nel plasmare il corso degli eventi, con numerosi scioperi e mobilitazioni che hanno sfidato il regime, mettendo in discussione le politiche economiche e sociali e cercando di ridurre la crescente disuguaglianza. Queste forme di resistenza, purtroppo, sono state spesso soffocate dal regime, ma non sono mai scomparse completamente, mostrando la forza di una società civile che, seppur oppressa, ha continuato a lottare per i propri diritti.

  Un altro aspetto significativo del lavoro di Rivetti è l'analisi del movimento Donna, Vita, Libertà, che ha caratterizzato le recenti proteste in Iran, scaturite dopo la morte di Mahsa Amini, una giovane donna arrestata dalla polizia morale per non aver indossato correttamente il velo. Il movimento ha suscitato una forte reazione internazionale e ha messo in luce la crescente disillusione della popolazione iraniana nei confronti del regime. Rivetti esplora la portata di queste mobilitazioni, sottolineando come, per la prima volta, le donne iraniane abbiano saputo unire le loro forze a quelle di altri gruppi sociali e politici, sfidando apertamente le politiche repressive e le normative morali imposte dal regime.

  La storia dell'Iran, raccontata attraverso il punto di vista dei suoi movimenti sociali, non è solo la storia di un paese lontano, ma una lezione su come la resistenza, la lotta per i diritti e l'impegno civico possano essere motori di cambiamento, anche in contesti difficili e oppressivi.

 

La Redazione

2 marzo 2026