Carnia / Kosakenland / Kazackaja Zemlja Stampa E-mail

Leonardo Zanier

Carnia / Kosakenland / Kazackaja Zemlja
Storiutas di fruts in guera / Racconti di ragazzi in guerra

Forum Editrice, pagg.136, € 14,50

 

zanier_carnia  IL LIBRO – «Leonardo Zanier, l'autore di questi racconti, aveva nove anni quando nella sua nativa Carnia arrivarono i 'cosacchi'. Era l'anno 1944 e visse quel tempo con la vivacità disincantata in una realtà familiare paesana. [...] I caucasici occuparono la parte più alta: dalla Valle Pesarina al Canale d'Incaròio; i cosacchi la parte più bassa: la Valle del Tagliamento fino all'Aupa. Presero possesso con le loro famiglie, carriaggi, cavalli. Ogni atamano si fece re di un villaggio. I paesi più discosti su per le montagne furono occupati solo da soldati; in quelli di fondo-valle, ricchi di pascoli e foraggi, si alloggiarono militari con tutti i loro servizi da 'campo'. Alla fine dell'inverno si calcola in circa 40.000 questi occupanti. Ma su tutto e tutti i nazisti esercitavano il loro controllo» (dalla postfazione di Mario Rigoni Stern).

  DAL TESTO – “Kosakenland: in tedesco, la dizione completa era: Kosakenland in Nord Italien / Terra cosacca nel Nord Italia. Così, dai nazisti, era stata definita la Carnia: terra promessa, nuova patria dei cosacchi.
  “Kazackaja Zemlja: terra cosacca […]. Così la chiamarono, traducendo dal tedesco, coerentemente alla 'donazione' ricevuta e predisponendosi e prenderne possesso, gli stessi cosacchi. Con questo nome pubblicarono, stampato in Carnia, anche il loro organo d'informazione, bisettimanale, «Kazackaja Zemlja». Quella pubblicazione cosacca uscì fino al 20 aprile 1945, abbastanza regolarmente, 44 numeri in totale. Nel numero triplo, del 22 febbraio 1945 (n. 9-11, ventinovesimo della serie), si legge: «Oggi 12 febbraio, è giunta nella Terra cosacca, in Italia del Nord, l'Amministrazione Centrale degli Eserciti cosacchi». Si trattava quindi di un malinteso. Poteva diventare un destino. Nell'illusione degli occupanti lo era già. Anche se in altri numeri del periodico, per tener vive le rivendicazioni verso le terre d'origine (e alto il morale delle truppe?), la Carnia veniva definita: «Temporanea Terra cosacca in Nord Italia». Temporanea, ma sempre ‘Terra cosacca’.
  “Molte cose sono successe proprio così, lì, sotto i miei occhi di bambino, altre le ho solo sentite dire, anche dopo, altre ancora sono più la descrizione di un clima che di fatti, di un modo di essere, di comunicare, di vivere la guerra e dentro la guerra. Non solo di me bambino, ma di tutti, quelli che vedevo ed ascoltavo, anche dei nemici. Allora tutti noi avevamo chiaro, chi erano i nemici. Non certo i tedeschi in quanto tali.”

  L’AUTORE – Leonardo Zanier, Maranzanis di Comeglians, 1935: migrazioni, vive a Zurigo, impegnato nella formazione dei migranti. Per molti anni coordinatore dei progetti dell'Unione Europea contro la marginalità e l'esclusione. Scrive poesie, prevalentemente in friulano, dal 1960. Diverse sue raccolte di versi sono state musicate e tradotte nelle principali lingue europee.

   INDICE DELL’OPERA – Presentazione – Lisuta – Gori – Ivan – Chila – Givi – Postfazione, di Mario Rigoni Stern - Promemoria per immagini con futuro - Bibliografia di Leonardo Zanier